lunedì 27 febbraio 2012

I partiti sono veramente necessari alla democrazia?

imagecredit sconfini.eu
Berlusconi come inventore dell'infotainment politico (no, non è una parolaccia) secondo Ilvo Diamanti su Repubblica, riassunto da queste parole
 I programmi che mixano informazione e intrattenimento, nei quali ogni distinzione di ruoli è saltata. Politici, cuochi, personaggi della fiction, ballerine, calciatori, veline, criminologi e criminali. Tutti insieme. Appassionatamente. A parlare di tutto. [fonte qui]
La premessa insita nel titolo è stuzzicante ma Diamanti la lascia come domanda finale, alla quale dà una risposta secca, senza dilungarsi
In questo Paese: dove i partiti  -  privi di credito  -  contano molto meno dei leader. E dove i leader dei partiti dispongono di un livello di fiducia molto scarso. La questione vera è se sia possibile una democrazia rappresentativa senza partiti. [grassetto mio ndr]
Io ne dubito. Anzi: lo escludo. [grassetto mio ndr] Neppure se al berlusconismo succedesse il montismo.   [fonte qui]


Il tema è interessante e le attuali vicende politiche lo pongono con forza. Quello che molti definiscono -anche Diamanti- il tramonto del berlusconismo, avviene con il trionfo del tecnicismo, inteso come il tecnico prestato alla politica, senza substrato partitico. Ma per sapere se questa ventata, tutto sommato positiva, è possibile mantenerla anche nel futuro, dobbiamo chiederci se è possibile una democrazia senza i partiti.
In questi giorni, la sensazione predominante è che quello che di buono fa il Governo il Parlamento distrugge, con emendamenti e lobbismi vari.
E allora ci si chiede: chi si sente rappresentato da questi partiti-spa, che ricevono molti più soldi di quelli che spendono, tanto da investirli in giro per il mondo? O dai comportamenti dei parlamentari, candidati da questi partiti-spa?
In realtà, la maggior parte di noi subisce la presenza dei partiti. Però, la colpa è dei partiti in sè o della degenerazione politica?
Il concetto  di partito, cioè di un gruppo di pensatori che rappresenti delle idee condivise da altri cittadini, è un punto di forza per il mantenimento di un regime democratico o sarebbe sufficiente assumere dei buoni amministratori, dopo aver stilato un sommario elenco dei lavori da fare?

Vi lascio con la domanda perchè non so la risposta.

2 commenti:

  1. Alessio Cimarelli27 febbraio 2012 12:01

    Al tuo ultimo interrogativo mi pare abbiano risposto i comunardi parigini del 1871, salvo poi che francesi e tedeschi li hanno massacrati a fucilate... :(

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  2. Alessio, non vorrei che fossero gli stessi "francesi" e "tedeschi" di oggi, nel senso che se l'Italia riuscisse a liberarsi di questi partiti impiccioni e strafalcioni poi dalla UE ci "sparassero" addosso delle leggi comunitarie.
    Ovviamente si sogna. L'unico brandello di possibile realtà è  che a questi partiti se ne sostituiscano altri, almeno inizialmente alimentati da passione e ideologia...

    RispondiElimina

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