venerdì 17 febbraio 2012

Selezione naturale politica: sacrificio e sfruttamento

imagecredit vaticanotours.com
Il sacrificio fa parte integrante della cultura cattolica. Il sacrificio per eccellenza è quello di Gesù, che sarebbe morto per  la salvezza del genere umano. Si capisce che altri sacrifici materiali o corporali, dopo questo, sarebbero del tutto insufficienti e riduttivi, perciò Dio chiede solo sacrifici spirituali.
Sacrificarsi fa parte del comportamento di molti genitori. Non nel senso di immolarsi per i figli ma nel senso di rinunciare a qualcosa. 
Sacrificarsi, rinunciare a qualcosa, sono comportamenti ascrivibili, in genere, all'altruismo. Gli etologi ci si accapigliano per spiegarsi la rinuncia  alla riproduzione di alcuni individui in favore di quella di parenti stretti.
Parlando in senso generale e facendo qualche ardito paragone, si potrebbe pensare che quello che avviene con lo sfruttamento nel mondo del lavoro sia in parte simile a quello che avviene in certi ambiti ecologici in cui un gruppo di individui si sacrifica in favore di altri.


Da una parte notiamo che in assenza di sfruttamento economico spesso non c'è crescita, mentre dove c'è sfruttamento c'è  crescita (si pensi solo al colosso asiatico). Dall'altra notiamo che nelle colonie di insetti sociali la riproduzione non è libera e diffusa ma concessa solo a un unico individuo.
Si ritiene che questo sia opera di quel potente sistema rappresentato dalla selezione naturale. Detto in maniera grossolana, il sistema tenderà a favorire chi casualmente innesca un meccanismo che gli conferisce un vantaggio. E infatti la selezione naturale non è affatto democratica, anche se è utile. E' probabile che quelle colonie di insetti che avevano scelto una riproduzione diffusa non abbiano retto la concorrenza con quelle che casualmente l'avevano concentrata in un unico individuo.
Se uno fa attenzione noterà che si usano spesso termini che riguardano l'economia. Anche in economia esiste la concorrenza.
Recentemente, per dire, la Kodak ha chiuso i battenti perchè il suo prodotto non reggeva più la concorrenza. Abbiamo visto all'opera la selezione naturale che elimina quegli organismi meno adatti, in maniera impietosa.

L'uomo però è riuscito a sollevarsi dall'umile condizione di mammifero in cui viveva grazie a due aspetti particolari: da una parte ha cominciato a impedire alla selezione naturale di agire e dall'altra l'ha sfruttata in maniera eccezionale.

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Ha sfruttato la selezione quando i più forti (o i più furbi) hanno preso il comando. 
I sistemi piramidali sono molto efficaci ma dipende da quale verso si guardano. Se si guarda dal vertice verso la base il sistema non è così efficace. La maggior parte di coloro che si trovano alla base della piramide ha interessi particolari che divergono da quelli degli altri. In pratica sono molto spesso in concorrenza gli uni con gli altri. E' per questo motivo che non è possibile dar vita a un movimento unitario ma a tanti piccoli movimenti che si annullano a vicenda. Tanto per fare un esempio del contrario, si è visto invece che quando tutti gli interessi della base della piramide convergono si ottengono dei risultati maggiori, si pensi soltanto alla primavera araba
Dall'altra parte della piramide, al vertice, il discorso cambia completamente. Da questa parte è più facile mantenere unitarietà d'intenti, specialmente se si vincola il successo dell'altro al proprio. Questo caso di dà sempre quando si riesce a restringere quanto più possibile il punto di partenza: in questo modo sarà più facile avere un obiettivo comune. Il sacrificio di alcuni in favore di uno viene ripagato con moneta sonante: si crea una situazione per cui per mantenere il proprio successo bisogna mantenere quello di chi viene prima di noi, altrimenti crolla tutto.
Se ci fate caso quello che ho tentato di descrivere è proprio la strategia utilizzata dalla classe politica per rimanere al potere. Legando posti di lavoro e impieghi al mantenimento del proprio incarico politico obbligano tutti gli altri, nel proprio interesse, a fare l'interesse di chi viene  prima di loro.


imagecredit nove.firenze.it
Ha impedito che la selezione agisse quando ha conservato in vita anziani e persone meno abili. Grazie a questi fattori l'umanità ha comunque ricevuto un guadagno: esperienza dagli anziani e nuove prospettive dalle persone meno abili fisicamente.
Questa seconda parte della storia è anche legata ai grandi movimenti per i diritti umani. E' noto infatti che nel resto del mondo animale non siano così diffusi mentre tra gli umani un piccolo barlume di giustizia ed equità ogni tanto si trova. Questo è il risultato del blocco della selezione naturale? Lo è se lo si intende in un senso più ristretto, cioè se si è permesso di sopravvivere a individui non più utili dal punto di vista fisico. Siccome questo comportamento ha portato comunque un beneficio selettivo, non è in definitiva un blocco della selezione ma rientra a buon diritto nella teoria. La selezione naturale opera anche quando permette a un organismo di comprendere la portata dei suoi comportamenti al di là del dato immediato. In questi eventi c'è spazio, secondo me, per elementi come sacrificio e rinuncia personali.


Conclusione. L'attuale classe politica, quella  dalla metà del secolo scorso ad oggi, è più un sistema del tipo selettivo di quelli che prendono il potere o di tipo non-selettivo di quelli che permettono a inabili fisici di sopravvivere?
Io penso che il sistema politico italiano si basi sulla selezione naturale. In questo modo ci sono poche speranze di cambiamento perchè il sistema tenderà a rimanere stabile per autoconservarsi, anche se cambieranno i protagonisti. Mentre in un sistema che contempla il sacrificio e la rinuncia vi è spazio per l'elemento imprevisto che cambia lo stato delle cose, in un sistema chiuso come quello della selezione naturale che favorisce i più egoisti, chi è nella zona del vertice tenderà sempre a difendere chi la precede per difendere se stesso. Questo è l'elemento di stabilità e refrattarietà: un altruismo egoistico che mantiene i posti di comando fossilizzati perchè così si mantiene anche il proprio.


Sacrificio e sfruttamento sono i due capisaldi  del parassitismo e dei privilegi. La maggior parte della popolazione fa più o meno sacrifici: alzarsi alla mattina di buonora per andare a lavorare, rinunciare a qualcosa per sè in favore dei figli, portare la compagna a teatro invece che alla partita e così via.  Una gran parte dell'economia passata e presente  è stata basata ed è basata sullo sfruttamento. Non c'è bisogno di essere grandi  economisti per accorgersene. In entrambi i casi qualcuno raccoglie più di quanto dovrebbe. La classe politica è la summa di queste due situazioni: infatti raccoglie i sacrifici fatti dalla popolazione in buona fede per il bene del paese (come accade adesso), e sfrutta la popolazione per garantirsi privilegi disgustosi.
E' sufficiente per farci disamorare di questa classe politica e farci agire come un corpo unico?

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