sabato 21 aprile 2012

I babbuini possono riconoscere le parole di senso compiuto dalle altre

Il riconoscimento della disposizione delle lettere nelle parole fa parte delle informazioni ortografiche che ogni lettore più o meno esperto possiede. Ora, sembra che questa capacità si possa acquisire anche se non si conosce la lingua o se non se ne conosce nessuna.
E' quello che dimostra  questo lavoro [Grainger et al. 2012] sui babbuini. Una volta imparate parole di senso compiuto, pur senza comprenderne il significato, sapevano distinguere altre parole di senso compiuto mai viste prima da quelle non di senso compiuto.
Sembra prendere forza dunque l'ipotesi che per il riconoscimento della posizione delle lettere nelle parole, cioè le informazioni ortografiche, non sia necessario conoscere un linguaggio. D'altra parte, queste osservazioni potrebbero implicare che il linguaggio verbale ha al suo interno un insieme di regole che permette il riconoscimento delle parole già a un  basso livello, lo stesso che, per esempio, consente di distinguere l'animato dall'inanimato,  pur nella varietà di forme nelle quali si presentano.


L'esperimento prevedeva che i babbuini, del tutto liberamente, accedessero a delle gabbie nelle quali era posizionato uno schermo. Sugli schermi apparivano sequenze di quattro lettere divise in parole di senso compiuto e parole senza senso. I babbuini dovevano individuare la categoria giusta di appartenenza della parola premendo un pulsante sullo schermo. Se indovinavano ricevevano un premio.
Quali sono le implicazioni di questa scoperta? Chiaramente i babbuini non sono in grado di elaborare un linguaggio verbale come il nostro. Pure, possiedono la capacità che serve a noi per leggere, cioè la lettura delle informazioni ortografiche della parola, dimostrando che per possederla non è necessario saper leggere e scrivere.
Si potrebbe  immaginare, a tutta prima,  una condivisione di caratteristiche comuni del sistema nervoso centrale, quella del riconoscimento delle costanti, probabilmente appartenenti all'intero ordine dei primati, che i babbuini applicano alle parole come applicherebbero a qualsiasi altra forma dotata di un codice.
Per intanto, i ricercatori si accontentano di dimostrare
that basic orthographic processing skills can be acquired in the absence of preexisting linguistic representations.
la competenze di base delle  elaborazioni ortografiche possono essere acquisite in assenza di preesistenti rappresentazioni linguistiche.





Fonti e bibliografia:

Jonathan Grainger, Stéphane Dufau, Marie Montant, Johannes C. Ziegler, Joël Fagot, Orthographic Processing in Baboons ( Papio papio), Science 13 April 2012: vol. 336 no. 6078 pp. 245-248  DOI: 10.1126/science.1218152






imagecredit
botswanaredbavon.wordpress.com
sciencemag.org

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