domenica 16 settembre 2012

E' morto Roberto Roversi

Scrive Jonathan Sisco in Letteratura Italiana: Il Novecento, che la poesia di Roberto Roversi 
offre l'esempio di una scrittura poetica di forte impegno sociale e culturale, che si identifica nella prassi politica e nella riflessione intellettuale.
Proprio per questi motivi, la forma poetica che preferì fu il "poemetto a sfondo morale e ideologico". Uno dei primi libri di poesie che comprai fu proprio un libro di Roversi, Dopo Campoformio, in cui si manifestano in pieno i temi cari al poeta che fu, ricordiamolo, ideatore di Officina e direttore di Lotta Continua, riassunti così da Sisco:
I principali temi della raccolta sono quelli della lotta contro l'oppressione capitalista e della delusione politica, ovvero una serie di stati d'animo scorati e violenti che ben si attagliano a quella forte carica passionale che la critica ha spesso indicato come la matrice più profonda dell'esperienza roversiana.
 Del resto, se si guarda a quelli che furono i compagni della sua avventura in Officina, Pasolini, Scalia, Leonetti, Fortini, Romanò, ben si comprende questo manifesto uscito in uno degli ultimi numeri della rivista.




Eccolo, insieme ai compagni  di avventura, in questa foto d'epoca, tratta da  Retididedalus, dove si possono trovare altri testi di Roversi.

da sinistra a destra Roberto Roversi, Angelo Romanò, Pier Paolo Pasolini,
Francesco Leonetti, Gianni Scalia e Franco Fortini


 Questa scelta dell'impegno, sociale e politico, della lotta e del rifiuto dell'ottica capitalista si vede anche nella decisione di non far pubblicare più le sue opere da editori ma di stamparle e distribuirle da solo.

Sulla rivista Poesia, dalla quale traggo qualche brano da Dopo Campoformio, Daniele Piccini traccia questo identikit di Roversi:

Roversi decide di non affidare ad alcun editore il nuovo libro, Descrizioni in atto (1969), e lo tira in proprio, in tre successive edizioni, al ciclostile, per circa tremila copie, inviandolo a chi ne fosse realmente interessato.  C’è in questo episodio molto del Roversi poeta e ideologo: cioè la coltura di un disegno di opposizione totale rispetto all’esistente, una volontà quasi superstiziosa di non compromissione con qualsivoglia forma di potere. E anche, volendo, una dose di moralismo, che non manca di una sua austera verità morale.
Ed ecco Dopo Campoformio
Una terra.
Un bioccolo di lana
frusta nel tramonto alberi, fiori,
muove il trotto dell’onda.
Sulla sponda i ragazzi con la schiena
inarcata puntano i piedi nella rena;
“dài pa’ssì, oh… ooh!” lo scafo stride
sulle palanche nere, Antonio padre
sfiora l’acqua, è nel mare,
apre cigno le ali, le lampare,
anatrelle, l’avvincono con corde
e la flottiglia corre in alto mare.
Nella notte, chini sul fondo, gli uomini
pescano se la luna è piena
o la corrente non spinge in Dalmazia
il cefalo che volge guizzi in oro.
Un lume è acceso
laggiù oltre il mio dito:
Antonio padre al palpito
del primo fiore in cielo tornerà.

Appena uscito, Fortini così ne scrisse
«Ma qual è il limite di questa poesia […]? È l’esitazione fra servitù volontaria alla letteratura, come schermo, maschera, punto d’appoggio convenzionale e libertà immediata, come espressività integrale, ‘sincerità’». [Retididedalus cit.]

Sul primo blog di poesia della Rai, a cura di Luigia Sorrentino, si può leggere qualche verso dell'inedito L'Italia sepolta sotto la neve
Italia numero uno è l’antico sapiente:
“questo paese ha un’aria temperata
fertili campi piacevoli colli sane pasture
boschi ombrosi molte maniere di selve
colline ambrate biade viti ulivi
pingui armenti e lane
laghi fiumi fonti porti mari
è un grembo aperto al commercio del mondo
terra nutrice e madre di tutte le terre
per radunare gli imperi
per addolcire i costumi”.

Questo, invece, è l'inizio di Autobiografia [testo completo su Poetarum Silva]
Nato con la pioggia d’argento.
Nero d’inchiostro.
Aveva vent’anni nel mese d’agosto.
A settembre chiese le penne
volava insieme ai piccioni neri che si sparano contro i tralicci.


Poesia civile dunque, o impegnata, o contro qualsiasi potere. Poesia che si fa quasi prosa, nella forma del poema.  Tutto questo per dire che Roberto Roversi, nato il 28 gennaio del 1923, è morto il 14 settembre del 2012.





Bibliografia e siti:

http://poetarumsilva.wordpress.com/2012/09/15/roberto-roversi-bologna-28-gennaio-1923-15-settembre-2012/

http://www.poesia.it/servizi/ROVERSI.pdf

http://poesia.blog.rainews24.it/2011/12/29/roberto-roversi-trenta-miserie-ditalia/

http://poetarumsilva.wordpress.com/2012/09/15/roberto-roversi-bologna-28-gennaio-1923-15-settembre-2012/

La Letteratura Italiana: Il Novecento -. volume 2, edited by Ezio Raimondi, Gabriella Fenocchio, Bruno Mondadori ed.

2 commenti:

  1. "I libri parlano anche se sono chiusi
    beato chi sa ascoltarne l'ostinato sussurro."

    é una delle sue espressioni che mi ha colpito in modo particolare.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. infatti, è una frase particolarmente felice

      Elimina

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