domenica 20 gennaio 2013

Iurato, il Prefetto dell'Aquila: tra "lacrime finte" e "risata non giustificabile"

Dopo le altre risate imprenditoriali di Piscicelli, mancavano queste di un pubblico ufficiale, sempre riferite alla tragedia dell'Aquila. Ancora non le abbiamo sentite ma chi lo ha fatto afferma che in quella intercettazione del 28 maggio 2010
«Commentando la sua prima giornata ufficiale - scrivono i pm - nella città martoriata dal terremoto (definita sarcasticamente da Iurato "una città inesistente, che non c'e"), scoppiava a ridere, ricordando come si era (falsamente) commossa davanti alle macerie e ai bambini rimasti orfani. Una risata non giustificabile dalle circostanze e dagli eventi tragici di quelle ore, che avrebbero imposto al rappresentante del Governo di assumere comportamenti ben diversi e non certo (a proposito di cinismo) legati alla predisposizioni di condotte e strumenti atti a prevenire e/o scongiurare indagini in corso».[Corriere]
 Anche se un evento tragico può, in alcuni contesti, diventare farsesco per poi ritornare nel suo proprio alveo, la ricostruzione di questa telefonata lascia un senso di fastidio non facilmente rimovibile.  Gli avvocati del Prefetto Giovanna Iurato si difendono affermando che in due anni la loro assistita ha dato prova di grande abnegazione, rispetto e attenzione alle esigenze dei cittadini aquilani. Giova comunque ricordare che il  Prefetto Iurato non è indagata per risata ma nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti per la sicurezza a Napoli (qui una ricostruzione sulla Stampa) ed ha ricevuto dal Gip un'interdizione dai pubblici uffici. La risata è un di più.
E' chiaro, la compostezza pubblica e privata nei confronti delle tragedie non è mai indice, da sola, di reale interesse verso che è colpito dalla sventura nè, a volte, quello che può sembrare un maggior cinismo si traduce in una minore attenzione ai problemi. Però, il senso di fastidio rimane. Sono elementi sufficienti per screditare il lavoro di una persona? Difficile dirlo. La Iurato, come detto, è indagata per altro reato e, in più, dalla ricostruzione dei magistrati di tutte le sue intercettazioni, emerge anche la storia della presunta risata, che in sè non è reato. Comunque, l'impressione generale che se ne ricava è quella di un rafforzamento della sfiducia nelle istituzioni, nonostante la magistratura, che ogni tanto queste cose le fa emergere.
Ricordo che questa sera, su Rai3 a Presa Diretta, Riccardo Iacona parlerà proprio di quel terremoto dell'Aquila, a cominciare dalla condanna della Commissione Grandi Rischi.




image credit corrierepeligno.it

1 commento:

  1. Tutti hanno : condannato . sentenziato.!!!
    Sarebbe nolto amaro rispecchiasse un minimo di verità.
    Non è da curare . Ma da riformare i sentimenti di questa società che affossa nel macrabro quotidiano.!!!

    RispondiElimina

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