mercoledì 25 settembre 2013

La lettera di Ratzinger a Odifreddi

Seppure con un paio d'anni di ritardo il papa emerito Ratzinger risponde direttamente all'indiretta lettera, sotto forma di libro, di Odifreddi Caro papa, ti scrivo, del 2011. E lo fa con una corposa missiva di 11 pagine, in piccola parte pubblicata da Repubblica, e che Odifreddi pubblicherà per intero in un suo prossimo libro. 
Il logico matematico afferma sul suo blog di essere stato molto sorpreso ed emozionato nel ricevere la lettera di Ratzinger, spedita il 30 agosto e recapitata il 3 settembre, e che il ritardo nel renderla pubblica si deve all'esigenza di verificare che il papa emerito non la volesse mantenere  privata.
Come al solito, in questi dialoghi a distanza tra fede e scienza non c'è un vincitore e un vinto, vuoi perchè alcuni settori della conoscenza rimangono preclusi alla scienza -perchè non affrontabili con il metodo- vuoi perchè non è mai facile smuovere le convinzioni radicate -si veda la pletora di credenze dall'oroscopo alle superstizioni passando per le medicine alternative e le teorie del complotto-. 
Non so se l'aver accettato il dialogo da parte di Ratzinger ha ammorbidito Odifreddi, ma non dispiace questa sorta di fair play che mostrano entrambi, pur rimanendo sulle proprie posizioni: avere idee contrapposte non significa urlarsi in faccia le proprie convinzioni, o non mostrare rispetto per l'altro. 


ll. mo Signor Professore Odifreddi, (...) vorrei ringraziarLa per aver cercato fin nel dettaglio di confrontarsi con il mio libro e così con la mia fede; proprio questo è in gran parte ciò che avevo inteso nel mio discorso alla Curia Romana in occasione del Natale 2009. Devo ringraziare anche per il modo leale in cui ha trattato il mio testo, cercando sinceramente di rendergli giustizia.
Il mio giudizio circa il Suo libro nel suo insieme è, però, in se stesso piuttosto contrastante. Ne ho letto alcune parti con godimento e profitto. In altre parti, invece, mi sono meravigliato di una certa aggressività e dell'avventatezza dell'argomentazione. (...) [continua a leggere su Repubblica]




1 commento:

  1. Una ulteriore "prova" della storicità di Gesù di Nazaret è il suo genio come è narrato dai Vangeli. Perché aveva un’intelligenza simile nel metodo a quella di Leonardo da Vinci e Michelangelo Buonarroti. Come dimostra Ravecca Massimo nel suo ebook: Tre uomini un volto: Gesù, Leonardo e Michelangelo. Un intelligenza che si esplicava in processi ricorsivi, giochi di specchi. Nella parabola di Lazzaro e il ricco epulone, Lazzaro afferma che se anche uno resuscita non viene creduto se prima non si crede alle Scritture, poi resuscita l'amico Lazzaro, e come profetizzato nella parabola, Gesù non viene creduto, ma anzi condannato a morte. Dopodiché resuscita Lui, è attualmente non molti gli credono... Un intelligenza nel metodo comune a tutti i principali geni della storia che non poteva essere invenzione di qualche evangelista. A prescindere da molte altre considerazioni, questa è una prova indiretta dalla storicità di Gesù di Nazaret. Saluti

    RispondiElimina

Come si dice, i commenti sono benvenuti, possibilmente senza sproloqui e senza insultare nessuno e senza fare marketing. Puoi mettere un link, non a siti di spam o phishing, o pubblicitari, o cose simili, ma non deve essere un collegamento attivo, altrimenti il commento verrà rimosso. Grazie.

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...