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mercoledì 3 luglio 2013

Accorpamento province: regioni, a parole d'accordo ma ricorrono alla Consulta

Nonostante a parole quasi tutti si siano sempre dichiarati favorevoli alla spending review di origine montiana, ivi compreso riguardo quell'accorpamento delle province che dovrebbe tagliare tanti bei posti elettivi, alcune regioni italiane hanno presentato un ricorso alla Corte Costituzionale contro l'accorpamento e la cancellazione di consigli provinciali e presidenze varie che questo comporterebbe. Ma l'aspetto più inquietante non è questo: come segnala il Fatto Quotidiano, tre dei difensori delle regioni davanti alla Consulta sono gli stessi membri di quella Commissione per le Riforme Costituzionali che le province vorrebbe abolire, in palese conflitto di interessi.
Notevole, dal punto di vista della rappresentazione emblematica della classe politica vigente, quanto detto dal presidente della Sardegna, che a parole lo difende ma con i fatti presenta ricorso contro l'accorpamento, così come riporta il Fatto:
Nel paradosso tutto italiano, lunedì il presidente della Sardegna Cappellacci ha ribadito: “Con la soppressione delle Province (votata dal consiglio regionale sardo la scorsa settimana, ndr) i territori potranno riappropriarsi di un ruolo di autentica rappresentanza che la politica aveva attribuito ad entità create per esigenze proprie e non per quelle della comunità”. È lo stesso Cappellacci che ricorre alla Consulta.

lunedì 5 novembre 2012

Elenco e nomi delle nuove province dal 1° gennaio 2014. Bozza del decreto

Sul sito dell'Unione delle Province d'Italia sono disponibili due documenti: una relazione illustrativa preparata dal Governo sul riordino delle province e la bozza del decreto legge Disposizioni urgenti in materia di Province e Città metropolitane con l'elenco delle province vigenti dal 1° gennaio 2014 . Ecco l'elenco delle nuove province e relativi nuovi nomi (probabilmente ancora modificabili), per quanto riguarda le regioni a statuto ordinario

mercoledì 31 ottobre 2012

Le nuove province italiane: la mappa del Governo

Si avvia al completamento il riordino delle province voluto dal Governo Monti sulla spinta della loro eliminazione totale. Però non vengono eliminate completamente bensì ridimensionate nel numero, sotto forma della rispondenza ai due noti parametri fissati, della superficie territoriale e del numero di abitanti. Dal CdM  di oggi esce la nuova mappa delle province italiane: passano da 86 a 51, comprese le dieci città metropolitane, per quanto riguarda le regioni a statuto ordinario. Modificate anche le funzioni e le competenze. Nel comunicato odierno è possibile trovare un riassunto dei provvedimenti, la mappa delle nuove province e il video della conferenza stampa (qui sotto). Si consideri che nella mappa i confini in arancione identificano le nuove province, mentre quelli in nero le vecchie.
La riforma si ispira ai modelli di governo europei. In tutti i principali Paesi Ue, infatti, ci sono tre livelli di governo. Il provvedimento consente inoltre una razionalizzazione delle competenze, in particolare nelle materie precipuamente “provinciali” come la gestione delle strade o delle scuole. Con il decreto approvato le province sono state ampiamente ridotte.

lunedì 22 ottobre 2012

La mappa delle nuove province (accorpate e no)

clicca per vedere la mappa
In attesa, a quanto riporta Lorenzo Salvia, che in un CdM dei primi di novembre venga ufficializzato il decreto sulle nuove province, il Corriere pubblica un'anteprima della nuova distribuzione delle province delle regioni a statuto ordinario: da 86 scendono a 50, comprese le 10 città metropolitane. Le regioni e province a statuto speciale avranno altri sei mesi di tempo. Fissati i criteri dalla spending review, le province che non rientrano nei parametri saranno accorpate, anche se ancora non è dato conoscere la nuova denominazione. Avevo fatto una domanda in tal senso sul sito del Governo ma nella risposta, arrivata dopo un po' di tempo, si ripercorre la storia della decisione senza toccare il tema della toponomastica, non del tutto secondario [vedi qui].
Il problema comincia a porsi, secondo questa mappa del Corriere, per esempio nei casi di accorpamento di Vercelli, Novara, Verbano-Cusio, Biella, oppure di Lucca, Pistoia, Prato, Massa-Carrara, ma nemmeno altre province nelle quali si accorpano solo due città sono esenti: come chiamare la nuova entità?
Per intanto, guardatevi la mappa: in verde le province inalterate e in rosso quelle accorpate; in grigio le regioni a statuto speciale.
Questa è la Mappa con la  distribuzione delle nuove Province.

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