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mercoledì 22 maggio 2013

Istruzione, lavoro, welfare e spese militari: confronto tra Italia ed Europa

Anche se l'articolo della Voce.info parte dall'entità della spesa militare italiana, basata su fonte Sipri, che si attesta sui 26,46 miliardi nel 2012, in leggero calo rispetto all'anno prima, l'aspetto interessante è legato al confronto tra 8 nazioni europee (Francia, Germania, Grecia, Italia, Olanda, Portogallo, Spagna, UK) su 4 voci di spesa, istruzione, lavoro, welfare e spese militari, su fonte Eurostat. Risulta così che, seppure al 5° posto per quanto riguarda le spese militari, nelle altre voci di spesa siamo messi peggio: 6° nelle politiche sul lavoro, 7° nell'istruzione e 8°, buoni ultimi, nel welfare.
Il confronto è quanto mai stridente: le spese militari sono quelle nelle quali siamo messi meglio in classifica, addirittura meglio della Germania, mentre quelle sul welfare, così necessarie in questi momenti, ci vedono all'ultimo posto, dietro paesi come Portogallo e Grecia. 
Ho rielaborato la tabella presentata sulla Voce evidenziando le varie classifiche per voce di spesa. La spesa è in rapporto percentuale al PIL.


lunedì 23 aprile 2012

Spending review: analisi della spesa pubblica italiana. Rapporto preliminare

Del tema della spending review, cioè revisione della spesa, sotto forma di riduzione dei costi della politica, si parla da sempre, soprattutto all'approssimarsi di qualche elezione. Ogni occasione è buona per avanzare proposte di revisione della spesa pubblica, specialmente nei periodi di difficoltà o caldi dal punto di vista politico. Questo è uno di quei periodi caldi. Solo che, diversamente da quello che è accaduto e accadeva con i politici dei partiti, che ne parlavano senza muovere un dito, i tecnici ne parlano e sembrano muovere qualche dito. Il primo dito è questa Dinamica, struttura e criteri di governo della spesa pubblica:  un rapporto preliminare che il Ministro per i Rapporti con il Parlamento Piero Giarda ha preparato.
La spesa pubblica è spesso indicata come uno dei sintomi o delle cause della malattia italiana che va sotto il nome di “elevato rapporto tra debito pubblico e reddito nazionale”, per i vincoli che essa pone (i) a una politica di bilancio coerente con i mutamenti della domanda e dei bisogni della collettività per i servizi e le attività tradizionalmente svolti dal settore pubblico, (ii) a ipotesi spesso avanzate di ridurre la pressione tributaria come strumento per il sostegno della crescita economica, (iii) alla possibilità di utilizzare gli strumenti tradizionali della politica fiscale a sostegno della ripresa ciclica dell’economia.

martedì 27 settembre 2011

Composizione della spesa pubblica italiana in rapporto all'Europa

Un rapporto d'inizio anno del Ministero dell'Economia e delle Finanze, traccia una mappa della Spesa dello Stato dall'Unità d'Italia 1862-2009. Nel mentre ci si affretta a sottolineare che la nostra spesa statale, di questi ultimi anni, in percentuale del Pil, è in linea con quella media europea, altri aspetti sembrano essere una nostra caratteristica peculiare.


Per esempio, la spesa  pubblica per funzione, sempre in percentuale del Pil, mostra come la voce amministrazione generale sia molto più elevata in Italia rispetto a Francia e Regno Unito dovuta, a quanto si dice, alla maggior spesa per interessi a causa dell'enorme debito pubblico italiano.





Diamo un'occhiata infine alla ripartizione delle spese per categoria. In questa tabella si nota come negli ultimi 50 anni sia aumentata a dismisura la spesa per il rimborso di prestiti, passata dal 3,9% del 1960 al 25,2% del 2009 e di come, contestualmente, due importanti categorie di spesa si siano notevolmente ridotte: istruzione e cultura dal 13,8% al 8,7% e le spese in campo economico scese dal 21,4% al 7,2% mentre si osserva la salita, invece, delle spese per amministrazione generale, passate dal 26,6% al 35,8%. Da notare anche la caduta della spesa per abitazioni e per il territorio passate dal 1,6% al 0,3%, con evidenti riflessi sul dissesto idro-geologico. Questo passaggio della spesa pubblica da categorie più produttive a quelle meno produttive può essere la chiave di lettura per il ritardo ultra decennale della crescita economica italiana rispetto a quella europea?




domenica 18 settembre 2011

Spesa pubblica in Italia e nel mondo: dati statistici e mappe

Si è sempre pensato che la spesa statale in Italia fosse una delle più alte al mondo e che pesasse in maniera decisa sul bilancio dello Stato. Una mappa dell'Istat  del costo della sola spesa statale (altre spese pubbliche locali escluse) per abitante, ridimensiona (apparentemente) questa convinzione. Nel 2009 siamo undicesimi, con 13 mila euro per abitante, appena dietro la Germania e dietro altre nazioni come Lussemburgo (primo) e le solite scandinave.





Anche una tabella dell'OCSE del 2006 conferma questi dati.




Se però si guarda la spesa pubblica come percentuale del Pil, le cose cambiano. L'Italia fa un deciso passo in avanti e si piazza quinta. Il Lussemburgo, che era primo come spesa per abitante, se si considera la percentuale sul Pil scende sotto la media OCSE.




Prossimamente vedremo la qualità del servizio pubblico in Italia e nel resto del mondo.

Fonti.





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