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giovedì 13 marzo 2014

Aborto: i medici obiettori di coscienza in Italia. Una mappa interattiva

La recente vicenda di Valentina,  la sua decisione di interrompere la gravidanza e  quello che ne è seguito, legato all'obiezione di coscienza dei medici, impone di riflettere su quanto questo legittimo esercizio del credo personale di un medico  possa influire sull'imperativo  di garantire sempre e comunque assistenza sanitaria. Intanto, in questa mappa interattiva  del Fatto del 2012, basata su dati del Ministero della Salute, si possono ossservare le percentuali di medici obiettori nelle regioni italiane.

http://www.ilfattoquotidiano.it/inchiesta-ru486-italia/mappa-obiettori-coscienza-regioni-regioni-italiane/


image credit www.ilfattoquotidiano.it

mercoledì 29 agosto 2012

La Corte Europea dei Diritti Umani "boccia" la legge sulla procreazione assistita. La sentenza

E', a suo modo, deflagrante la sentenza della Corte Europea dei Diritti Umani che, seppure non definitiva, impone una seria riflessione sulla legislazione in tema di interruzione di gravidanza e procreazione assistita. Il tema dell'interruzione volontaria di gravidanza appassiona da sempre e, in tutta sincerità, è difficile accettare in pieno le tesi di una parte senza trovare della ragionevolezza anche in quelle opposte.
Sta di fatto che, come ribadito dalla Corte, solo tre paesi su 47 del Consiglio d'Europa, cioè Italia, Austria e Svizzera, non consentono lo screening per la diagnosi preimpianto nel caso di fecondazione assistita. La vicenda, nello specifico, riguardava una coppia italiana che dopo una prima gravidanza con nascituro affetto da  fibrosi cistica si sono scoperti entrambi portatori sani della malattia. Dopo una seconda gravidanza interrotta perchè il feto era ugualmente affetto dalla malattia, non volendo ricorrere ogni volta all'aborto terapeutico, richiedevano una diagnosi preimpianto dell'embrione fecondato. Questa metodica è però espressamente vietata dalla legge 19 febbraio 2004 n. 40, da qui il ricorso alla Corte Europea.

martedì 21 agosto 2012

Il candidato Repubblicano Todd Akin e lo "stupro legittimo"

Todd Akin è deputato del Congresso e candidato Repubblicano per il Senato americano.A questo signore, molto vicino a Paul Ryan, vice di Romney,  si deve una delle più esaltanti invenzioni linguistiche degli ultimi anni: stupro legittimo. Ecco il filmato con una rapida  traduzione.
Cosa avrà voluto intendere Akin con stupro legittimo? Ma già si parla di misspoke: mi sono espresso male.






Intervistatore. Se l'aborto può essere preso in considerazione nel caso di una gravidanza ectopica, o cose del genere, che accade in un caso di stupro, deve essere considerato legale o no?

T. Akin.  La gente si chiede sempre come può essere affrontato questo dubbio etico, così particolarmente complicato.In primo luogo, credo, per quello che mi hanno raccontato alcuni medici, è una cosa veramente rara [rimanere incinta dopo uno stupro, ndr] e che se si tratta di uno stupro legittimo, il corpo della donna ha modo di bloccare il processo. Consideriamo però il caso che il processo non funzioni, penso che dovrebbe esserci una punizione, ma deve essere per lo stupratore e non per il bambino.

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