Ho smesso da anni di credere nello sport, non mi appassionano più le competizioni, chi vince e chi perde spesso è solo questione di dosaggi o scommesse. Già nel 2002 usciva in italiano Massacro alla catena, del preparatore belga Willy Voet, che dipingeva le fosche tinte del doping nel ciclismo e recentemente ci sono stati i casi di Lance Armstrong e quello del nostro marciatore Alex Schwazer.
Non è certamente per puntare l'indice accusatore nei confronti di questi atleti, più spesso vittime che altro. E' storia vecchia e, se vogliamo, banale dire che è tutto il sistema del professionismo a essere così, ma è la verità. Addirittura non coinvolge solo il mondo dei professionisti, perchè l'aiuto farmacologico è ben presente anche a livello amatoriale, nelle palestre [Corriere, La Stampa, Corriere].