sabato 8 marzo 2014

La giornata internazionale della donna: 100 donne notevoli

Sembrerebbe una delle cose più semplici da accettare, cioè il godimento di uguali diritti  da parte di entrambi i sessi, di tutte le etnie, insomma di  tutte le persone di ogni ordine e grado, senza distinzione. Ma non è così. Eppure dovrebbe esserlo  perchè, in fondo, ognuno di noi potrebbe trovarsi, e in molti casi di fatto  trova, sulla propria strada qualcuno  che si comporta in maniera arrogante, che si fa forza del suo potere e se ne approfitta e dunque, in definitiva, qualcuno che non riconosce i tuoi diritti. Perchè allora non utilizzare quell'esperienza e quelle sensazioni per non ripetere l'errore a propria volta? In fondo, personaggi e studiosi di diversa estrazione culturale ed epoca storica hanno confluito verso  un punto comune,   per esempio con quella che viene definita la regola aurea di Gesù, o l'imperativo categorico kantiano o la posizione originaria di Rawls. Hanno cioè hanno applicato, in definitiva, la regola che converge verso una mancanza di un tipo di distinzione tra le persone.

La regola aurea lo fa attraverso l'inibizione di quell'azione verso gli altri che risulti sgradita a sè, l'imperativo categorico rendendo universali le nostre azioni, e quindi utilizzabili sia da noi nei confronti degli altri che viceversa e la posizione originaria ponendo il legislatore nella condizione di scrivere leggi  non sapendo quale posizione occupa egli nella società.
Ognuna di queste regole o teorie cerca cioè di renderci uguali per quanto riguarda alcune condizioni basilari e non certamente di condurci a una piatta uniformità. Solo una parte delle differenze tra individui vengono azzerate, quelle che impedirebbero il godimento di uguali diritti, mentre tutte le altre sono tollerate, anzi francamente  desiderabili.
Per dire, non credo che una donna voglia sentirsi come un uomo, ma probabilmente vorrà averne gli stessi diritti nel mondo del lavoro, in famiglia, nella società, pur mantenendo intatte le proprie caratteristiche e diversità. Non è difficile da capire, nè da mettere in pratica. In teoria.
Il video che condivido per la festa della donna è stato realizzato dai Leeds University Union per l' International Women's Day del 2011, in occasione del centenario della ricorrenza. Presenta 100 donne notevoli e qualche considerazione. Va da sè che non c'è  bisogno di essere una donna  notevole per godere di pari diritti. Non vi è condizione innata o acquisita che impedisca di essere portatore degli stessi diritti di tutti gli altri. Certo, lo so, in molti casi sono solo parole, e spesso anche nelle nostre società moderne, ma è sempre meglio che ci siano, queste parole, piuttosto che non ci siano. Sono 100 esempi di quello che ci siamo persi relegando il sesso femminile in posizione subordinata, sia quando c'è da calcare il palcoscenico delle attività a rilevanza nazionale o internazionale, sia quando c'è da condurre la propria vita, nel silenzio della quotidianità.


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