domenica 31 ottobre 2010

"Essere Steve Jobs": una recensione in progress più lunga del libro.

Tranquilli! Non ve la propino tutta in una volta! E poi, potete sempre non leggere!
Quello che segue è una specie di resoconto Live di come è il mio modo di procedere quando leggo un libro. Può capitare che mi trovi ancora alla prima pagina e abbia già fatto dieci ricerche, soprattutto su internet, con alcuni dei miei strumenti preferiti: Google, Google Scholar, Scirus e...adesso non mi viene in mente altro, semmai quando mi ricordo ve lo dico. Questo accade soprattutto se vi sono citazioni, riferimenti a lavori, se viene citato un autore che non conosco, cerco di inquadrare bene il soggetto, vedere quali sono i suoi riferimenti, guardo in fondo al volume se c'è la bibliografia, l'indice analitico, insomma tutte queste belle cose qua.



Carmine Gallo
 È il secondo libro della Sperling & Kupfer che compro nel giro di poco tempo. Il primo è James Bach, La Scuola fa Male, la collana è Varia. Anche questo è Varia, anche se Economia, (insomma sono sul genere varia...), l'autore è Carmine Gallo (esperto di comunicazione!) e il titolo è: Essere Steve Jobs.
Io mi accontenterei anche di essere Silvio Berlusconi...ma andiamo avanti. Nel Prologo c'è una citazione di Gregory Berns: chi è costui?
Gregory Berns
C'è san Google per questo.Il Google Instant è attivo, che a dire la verità un po' rallenta invece di accelerare, perchè tu stai scrivendo e quello completa per te, però non è quello che cercavi e devi cancellare e...insomma va bene se cerchi cose note e attuali, altrimenti...
La prima voce è il suo sito, di Berns intendo. Andiamo a vedere. Eccola.
C'è scritto Distinguished Chair of Neuroeconomics and Director of the Center for Neuropolicy. Per sapere cos'è un Distinguished Chair, bè guardatevi questa pagina di Wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/Cariche_accademiche#Stati_Uniti_d.27America.
E poi prosegue: professore di psichiatria e scienze comportamentali e c'è la sua foto. Nel caso foste curiosi eccola.
Ha scritto un libro nel 2008 e, da una rapida ricerca su Bol e IBS non sembra esserci la traduzione italiana. Comunque s'intitola L'Iconoclasta: un neuroscienziato rivela come pensare in modo diverso. Dal titolo non sembra male. Vediamo cosa c'è ancora. Ehilà, un elenco delle pubblicazioni recenti e, cosa vedo? Sembra sia disponibile il full text. Vediamo l'ultimo lavoro, pubblicato su Trends in Cognitive Sciences nel 2007: Berns GS, Laibson D, Loewenstein G: Intertemporal choice -- toward an integrated framework , Trends Cogn. Sci., 11:482-488, 2007. E' vero, c'è il full text, so di farvi una cosa gradita (snort!) e così ve lo posto
È la sua copia personale! E da quanto vedo, anche gli altri articoli sono in pdf, e quindi in full text. Bene. Questa cosa mi piace!
Due parole sull'articolo: Scelta intertemporale – verso un quadro integrato. Cosa sia la scelta intertemporale lo spiega subito. Le scelte intertemporali sono decisioni che hanno conseguenze nel tempo. Queste scelte vanno dal prosaico: quanto cibo mangiare a pranzo?, a decisioni che possono cambiare la vita, come l'istruzione, il matrimonio, la fertilità, la salute e il risparmio.
Che altro? Ah si, c'è anche un Inside my Head, una gif animata, questa.


Ma torniamo a noi. Cosa dice questa benedetta citazione?
Una persona può avere l'idea più sensazionale al mondo, la più nuova e originale, ma se non riesce a convincere abbastanza gente, tutto questo non ha alcuna importanza.”
Beh, che dire? Mi sembra una giusta osservazione. Non solo, aggiungerei che anche se non riesci a raggiungere le persone, tutto questo non ha importanza. Internet e i blog, in questo, sono validi strumenti, però internet è grande, è un mare magnum e ci si può perdere, nel senso che si può stare anni senza che ti leggano le persone giuste.
Andiamo avanti.
Ecco la prima frase del libro:
Steve Jobs è il comunicatore più affascinante del mondo, nessuno gli somiglia.”
ebbene questa affermazione contiene, a mio parere, un'asserzione che può anche essere vera (nessuno gli somiglia), dato che potrebbe essere una cosa che si può dire per ognuno di noi, e un'altra asserzione ben più impegnativa (è il comunicatore più affascinante del mondo).
Ora, non sono un fan sfegatato del mondo Apple (a questo proposito mi viene in mente il post di Emanuela su Arte e Salute, guardate un po' cosa succede a fare qualche critica all 'iPhone, per esempio: http://arteesalute.blogosfere.it/2008/07/iphone-per-molti-ma-non-per-tutti-ecco-i-dimenticati-di-apple.html, o qui per una discussione più ragionata http://arteesalute.blogosfere.it/2008/07/non-toccarmi-liophone.html), di conseguenza non seguo da vicino le performance di Jobs e quindi non mi accontento di una affermazione così impegnativa senza prove e voglio controllare. Vediamo se su Youtube c'è un video con Jobs, magari sottotitolato. C'è!
Eccolo qui.


Bravo è bravo! Ha le pause giuste, frasi brevi, sottolineatura degli aspetti più importanti, creazione di aspettativa e via dicendo, ma c'è anche da osservare che, solitamente, il pubblico di queste presentazioni è composto da fan, da gente che nutre una grande aspettativa nei suoi riguardi, e quindi è più facile affascinarlo. Ora, non so se è definibile il più affascinante del mondo. Certo che di successo ne ha avuto. È uno che ha inventato il sistema a icone e a finestre, ha creato uno standard in fatto di computer grafica...insomma se ne volete sapere di più andate a questa pagina di Wikipedia
Steven Paul Jobs (fonte Wikipedia)

È sicuramente dotato di grande creatività, intuito, capacità manageriali e anche di fascino intellettuale (mi viene in mente un libro che devo cominciare a leggere Memetica, il codice genetico della cultura di Pascal Jouxtel, ma anche Richard Dawkins che ha introdotto il concetto di meme nel suo libro Il gene egoista, vi rimando ancora a questa pagina di Wikipedia per farvi un'idea http://it.wikipedia.org/wiki/Meme), questo non glielo si può negare, però vorrei puntualizzare, se possibile (e magari andando avanti nella lettura potrebbe accadere) il livello di fascinazione intellettuale, se cioè avviene a livello di consumo di elettronica e relativo status oppure per diretta ammirazione del personaggio e di quello che ha saputo fare.

Continuiamo. A un certo punto Carmine Gallo (è l'autore del libro di cui parlo, ricordate?) chiarisce lo scopo del libro:
Questo libro cerca di cogliere il meglio delle sue presentazioni e svela per la prima volta quali sono esattamente le tecniche che impiega per entusiasmare il pubblico”. E fin qui va bene, ma la frase dopo è ancora meglio, perchè:
In breve tempo riuscirai ad acquisire le sue competenze e adottare le sue tecniche per conquistare la tua platea, dandole una dose di emozione di cui, poi, avrà per sempre bisogno”.
Oibò! Chissà perchè, leggendo quest'ultima cosa, mi viene in mentre il nostro. Intendo SB, Silvio Berlusconi. Mi piacerebbe mettere a confronto due video, uno di Jobs e uno di Berlusconi, per vedere se utilizzano le stesse tecniche, se sanno creare un feeling tra l'oratore e il pubblico allo stesso modo oppure diversamente...ma va al di là delle mie possibilità, così posto un video dell'uno (sopra) e uno dell'altro.

 

Sta di fatto che la promessa di Gallo mi attrae e, anche se ci credo poco, continuo.
Dice che ha scritto, Gallo, un articolo su BusinessWeek.com  riguardo a Jobs che è diventato famoso in tutto il mondo. Andiamo a vedere.
Trovato, eccolo qua
e c'è anche uno slide show del libro di Gallo, di 18 pagine, con fotografie e una breve descrizione (in inglese). Non c'è il bottone della condivisione e quindi vi do l'indirizzo
Una ricerca su Google con il termine chiave Uncovering Steve Jobs' Presentation Secrets riporta 96 milioni e passa di risultati. Non ho molta voglia di guardarli tutti, comunque sono parecchi.
(continua...)

6 commenti:

  1. Ma allora non è leggere eeeeeeeeeeeeeee divertirsi è studiare , guarda Paoletto che stare troppo sui libri fa fare cilecca.
    Ciao.

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  2. Non sono d'accordo, con Teo. Lei lo ha sperimentato di persona?;). Il sentito dire non è una garanzia che funge così.

    Beh, Steve Jobs è sicuramente un'icona nel campo della comunicazione, Pa. Indagarne le ragioni è interessante, ma la replicabilità penso sia difficile se non impossibile per diverse ragioni...

    Non dovrei stare qui a leggere perché sono alle prese con un lavoro tosto da terminare entro domani,...ma tu mi tenti con un titolo del genere.

    Vediamo come continui.

    RispondiElimina
  3. ... ciò che "invidio" di steve jobs sono le sue certezze. ed è vero!

    fare marketing oggi è difficile, la gente è confusa, siamo in un era in cui i prodotti da scegliere sono dei cloni dissimili: tutto è imitazione, più che differenziazione: anche semplicemente scegliere un pacco di cereali, può diventare un'impresa complessa.

    steve jobs invece offre delle certezze: vuoi ascoltare musica, organizzare foto, vedere videoclips e, contemporaneamente scaricarla online? c'è l'iPod. vuoi leggere un libro, un giornale... c'è l'iPad.
    Presentazione del prodotto. esordisce subito: "cos'è MacBook Air?" "è il portatile più sottile al mondo". semplice. una certezza! e di questi tempi...

    bell l'idea dell'accostamento... ;)
    attendo il seguito...
    ciao paolo!

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  4. Teo, ma io lo faccio per voi, mi sacrifico per voi.

    Anna, si in effetti è da verificare l'applicabilità del metodo, però sai, da cosa nasce cosa, mi aspetto di trovare suggerimenti per la mia ricerca da ogni parte.

    Joe, ciò che dici è vero: è più o meno quello che intendo quando dico che il pensiero collassa in un linguaggio, e che qualcosa comunque si perde. le certezze, rispetto ai dubbi, operano allo stesso modo: i dubbi sono il pensiero delle certezze. Quando un dubbio collassa in una certezza qualcosa si perde, allo stesso modo di quando un pensiero collassa in un linguaggio.

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  5. ...........e ......... più o meno..........quanto tempo impieghi per leggere un libro???

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  6. chiedimi pure mia cara se mai li finisco! infatti non sono molti quelli che finisco, li comincio, poi leggo a metà, alla fine, poi li lascio, li riprendo, insomma: un macello.

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