Sembrerebbe una domanda lecita quella che si pone, per esempio, Piergiorgio Odifreddi ieri nel suo blog su Repubblica, a proposito delle affermazioni del vicepresidente del CNR Roberto De Mattei a Radio Maria sul terremoto del Giappone: ma che ci sta a fare uno storico del cristianesimo a capo del CNR?
Ecco una delle affermazioni di De Mattei
"Dice Mons. Mazzella, che in primo luogo le grandi catastrofi sono una voce terribile ma paterna della bontà di dio, che ci scuote e ci richiama col pensiero ai nostri grandi destini, al fine ultimo della nostra vita, che è immortali."
Il brano, che ho tratto dalla trascrizione completa che offre il sito dimissioni De Mattei, non è forse stonato in bocca a uno studioso di teologia, ma lo è sicuramente in bocca al vice presidente di un Istituto scientifico.
Non nuovo, del resto, De Mattei a uscite poco ortodosse dal punto di vista scientifico, culminate per esempio con il libro Evoluzionismo: il tramonto di una ipotesi (Cantagalli 2009).
A parte il fatto che anche dal punto filosofico della discussione sulla volontà divina ci sarebbe qualcosa da dire, c'è comunque molto da dire dal punto di vista dell'opportunità, per un alto dirigente, di fare queste affermazioni, visto che il vicepresidente del CNR
"per l’articolo 3 del Regolamento “sostituisce il presidente in caso di assenza o impedimento” e fa parte del ristretto Consiglio di Amministrazione, che per l’articolo 4 “ha compiti di indirizzo e programmazione generale dell’attività dell’Ente”
Cosa ci si può aspettare se, chi dovrebbe studiare i fenomeni e le catastrofi naturali per impedirle o per attutirne l'impatto sugli uomini e la natura, invece considera che
"se la Terra non avesse pericoli, dolori, catastrofi, la Terra eserciterebbe su di noi un fascino irresistibile, non ci accorgeremmo che essa è un luogo di esilio, e dimenticheremmo troppo facilmente che noi siamo cittadini del cielo."
Non mi sembra l'atteggiamento dello scienziato che cerca rimedi, quanto piuttosto del penitente che accetta anche l'evitabile.
C'è questo sito chiamato appunto dimissioni De Mattei che raccoglie firme per le dimissioni di De Mattei, per la sua chiara incompatibilità con un ruolo eminentemente scientifico come quello che ricopre. Ancora Odifreddi ricorda che il CNR è un
“Ente pubblico nazionale con il compito di svolgere, promuovere, diffondere, trasferire e valorizzare attività di ricerca nei principali settori di sviluppo delle conoscenze e delle loro applicazioni per lo sviluppo scientifico, tecnologico, economico e sociale del Paese, perseguendo l’integrazione di discipline e tecnologie diffusive ed innovative anche attraverso accordi dicollaborazione e programmi integrati”
Chi ha voglia di pregare può tranquillamente farlo in chiesa e in ogni luogo dove ritiene di farlo, ma chi ha la responsabilità di guidare un Istituto pubblico con finalità di conoscenza per il miglioramento umano, non può permettersi di cedere alla rassegnazione, seppure divina o di interpretare in quel modo i fenomeni naturali.
Di seguito l'audio dell'intervento di De Mattei. A questo indirizzo la trascrizione.
