In realtà il pezzo di Travaglio non è tanto di critica contro Saviano quanto contro certi progressisti anzi, progressisti "perfetti", pettinatini. Una trasmissione confezionata come un pacco natalizio, insomma, questo il rilievo di Travaglio, troppo perfettina, troppo bilanciatina, troppo politically correct, che sconfina nel Sangue dei vinti pansiano, cioè di quelli che mettono tutti nello stesso calderone, buoni e cattivi, e che finiscono per picchiare giù duro anche dalla propria parte.A Saviano, Travaglio rimprovera semmai di essere stato scontato, di aver scelto di fare un pezzo storico, retrospettivo, mentre c'è un'attualità stringente che preme per emergere, anzi, un'attualità che è quasi una fotocopia dei fatti accaduti a Falcone: le critiche giuste e quelle ingiuste, quelle fatte di persona e quelle anonime, quelle in buona fede (come Sciascia) e quelle in mala fede. Falcone è un'icona, nessuno lo mette in discussione, meglio sarebbe stato affrontare la contemporaneità. Quindi, scelta sbagliata dagli autori, quella di puntare su un pezzo "classico", senza nessuna vera novità, addirittura forse incompleto.