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Non mi piace molto quell'abitudine universale di tessere sempre le lodi di qualcuno appena morto. Questa prassi del parlare bene o, per lo meno, non male, di una persona appena defunta, si deve probabilmente a due fatti: chi ne parlava bene in vita ne parlerà bene anche dopo morto e chi ne parlava male in vita si sente leggermente in imbarazzo nel continuare a parlarne male e perciò tira fuori frasi di circostanza.
La morte estingue il debito. In questo caso il debito è il contrasto di idee o il contrasto personale con il defunto: è come parlar male di uno assente, puoi farlo con persone intime ma non pubblicamente. E il defunto è l'assente per antonomasia. Dunque, vietato parlarne male. O almeno, parlarne male sì, ma in maniera attenuata, non virulenta.
