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lunedì 4 novembre 2013

Se anche Eugenio Scalfari fa satira (su Grillo)

Quella di Scalfari ieri su Repubblica non può non definirsi satira. E' una ricostruzione caricaturale di un movimento e del suo creatore degna dei migliori comici in circolazione che evidenzia e ingigantisce  solo i difetti. Anche l'implicita e appassionata difesa dell'esistente, cioè dei partiti, dei ministri, dei presidenti, dei magistrati, dei sindacati e dell'Europa lo è, appunto perchè implicita e acritica, proprio perchè quando qualcosa subisce l'attacco del "proprietario dei 5 Stelle" improvvisamente acquista  un suo valore. 
Dal punto di vista della propaganda elettorale, cui molti appiccicano l'aggettivo politica, spesso non può essere diversamente. Ve lo immaginate un leader politico che tesse le lodi o è possibilista su  un suo avversario? Che presa farebbe sull'elettorato, che ha bisogno di certezze? Non può che essere così. Berlusconi riparte con la solita tiritera della sinistra statalista, il centrosinistra con le leggi ad personam, Renzi con la rottamazione e Grillo con il mandare tutti a casa. Cosa diversa dovrebbe invece essere quando si fa un'analisi della situazione politica, senza partecipare direttamente alla competizione. Per questo mi aspetterei da Scalfari una ricostruzione meno superficiale e più approfondita. Possibile che non ci sia niente da salvare in Grillo e nel suo movimento? Nemmeno la ventata di trasparenza nelle istituzioni, la piccola abolizione di qualche privilegio della casta o la rinuncia ai contributi elettorali?
E poi, di per sè, l'ingresso nelle istituzioni  di cittadini senza precedenti politici dovrebbe sempre essere visto con occhio favorevole. Se Scalfari condanna Grillo e il movimento in maniera così acritica e completa fa esattamente la stessa operazione che intenderebbe criticare, il populismo demagogico irresponsabile. Fa un'operazione da avversario politico di Grillo e non da analista. Proprio oggi che Giovanna Cosenza, giustamente, riprendeva chi fa politica satirica sfruttando solo i difetti fisici altrui, proprio come fa a volte  Grillo nei suoi confronti.


lunedì 26 dicembre 2011

E' morto Giorgio Bocca, l'antitaliano

91 anni, fondatore insieme a Duccio Galimberti e Benedetto Dalmastro del movimento politico Giustizia e Libertà e partigiano, dopo essere stato iscritto però al Gruppo Universitario Fascista. Giornalista precoce approda ben presto all'Europeo e al Giorno fino a partecipare alla fondazione di Repubblica, nel 1976. Per un certo periodo ha fatto anche del giornalismo televisivo sulle reti Fininvest. Famoso il suo Antitaliano, rubrica dell'Espresso, testata con la quale collaborava. In questa pagina tutti i suoi articoli sulla rubrica (cliccare sull'immagine qui sotto).

imagecredit espresso.repubblica

Una testimonianza di Eugenio Scalfari da Repubblica



Un breve episodio dalla sua video biografia La neve e il fuoco


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Intervista di Fabio Fazio a Che tempo che fa del 2010.

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