sabato 19 febbraio 2011

L'aumento dei prezzi alimentari ha creato 44 milioni di persone al di sotto della soglia di povertà

Un report della Banca Mondiale sull'aumento del prezzi alimentari: dal giugno  2010 l'aumento dei prezzi ha contribuito a portare 44 milioni di persone dei paesi in via di sviluppo al di sotto della soglia di povertà. Solo tra ottobre 2010 e gennaio 2011 c'è stato un aumento del 15% del costo alimentare, e il confronto tra gennaio 2011 e gennaio 2010 fa segnare un più 29%.
Il prezzo del grano è raddoppiato, tra giugno dello scorso anno e gennaio 2011. Anche il prezzo del mais è aumentato del 73% mentre, fortunatamente, quello del riso è aumentato a tassi inferiori.
Questo aumento delle persone che vivono al di sotto della soglia di povertà (meno di 1,25 dollari al giorno) contribuisce fortemente al fenomeno della  malnutrizione.




Rileva il Food Price Watch (Osservatorio sui Prezzi Alimentari) come le avverse condizioni meteorologiche nei paesi produttori, con la conseguente riduzione delle esportazioni, siano state le cause prime dell'aumento dei prezzi. Attualmente, due fattori contribuiscono al mantenimento del prezzo elevato:
  • Dal lato offerta, incertezza sulle esportazioni del grano australiano, causa eventi atmosferici devastanti, e preoccupazioni riguardo al raccolto invernale in Cina.
  • Il lato domanda invece ruota intorno ai grandi importatori, come Medio Oriente e Nord Africa i quali, nell'ottica di costituire buone scorte, contribuiscono a mantenere elevato il costo.
Vi è anche da considerare che paesi come l'Arabia Saudita stanno diminuendo la produzione cerealicola per risparmiare acqua, così preziosa da quelle parti, contando maggiormente sull'importazione.

Queste situazioni hanno portato a un aumento del prezzo dei cereali, che si è avvertito maggiormente nei paesi del terzo mondo, quelli nei quali gran parte dell'introito calorico giornaliero proviene da grano e mais

  • Kyrgyzstan (+54%), 
  • Bangladesh (+45%), 
  • Tajikistan (+37%), 
  • Mongolia (+33%), 
  • Sri Lanka (31%), 
e così via. Ma non sono solo i cereali ad aver subito questo incremento, anche zucchero e oli alimentari sono aumentati. Australia e Brasile sono i due principali paesi esportatori di zucchero, e le avverse condizioni meteorologiche sono l'imputato principale, ancora una volta. Per quanto riguarda gli oli alimentari, le inondazioni in Malesia e Indonesia hanno ostacolato e ritardato la raccolta, con conseguenza a catena che si riflettono sul prezzo. Questo stato di cose, secondo le stime del FPW
[...] suggest that an additional 44 million people may have fallen into poverty in low- and middle-income countries due to the rise in food prices since June 2010. In order to assess the impact on poverty of the change in food prices in the second half of 2010, we extend a model used to estimate the impact of the 2008 food price crisis (see box 1 for the details). Net producers of food benefit from higher prices while net consumers suffer. Our results show that extreme poverty in low- and middle-income countries may have increased by 44 million people in net terms as a result of the food price increases between June and December 2010. This reflects 68 million people who fell below the $1.25 poverty line and the 24 million net food producers who were able to escape extreme poverty.

Un riassunto dei risultati è visibile in questo grafico

fonte world bank



Fonti
http://www.worldbank.org/foodcrisis/food_price_watch_report_feb2011.html

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