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sabato 20 ottobre 2012

L'urbanizzazione non porta sempre una crescita economica

Quando si tratta di fenomeni sociali o economici bisogna stare attenti perchè le regole valide per qualcuno non lo sono sempre per tutti. Per esempio l'urbanizzazione: se è vero che nei paesi asiatici vi è una correlazione positiva tra aumento della popolazione urbana e Pil procapite, questo non è sempre vero per l'Africa subsahariana. E' quello che si osserva in questo grafico della Banca Mondiale, che fa parte del World Development Report.
Urbanization derives from growth in agricultural productivity that sustains higher standards of living. It can also be associated with rapid economic growth at the aggregate level, because urban jobs tend to be more productive than rural jobs. But that has not always been the case. Population movements away from agriculture were indeed associated with rapid economic growth in East Asia; much less so in Sub-Saharan Africa [World Bank, The jobs challenge]



sabato 17 settembre 2011

Economia sommersa in Italia e nel mondo: mappe a confronto

Insieme a queste mappe già di per sè molto esplicative alcune considerazioni aggiuntive. Confrontando i dati storici dell'ultima tabella, che va dal 1999 al 2007, si nota una generica tendenza dell'economia sommersa a mantenersi stabile nel tempo, tranne in qualche caso in cui si ha a che fare con paesi che vogliono emergere e che quindi hanno interesse a sottrarre all'anonimato quanto più sommerso possibile. Per esempio, l'Italia è passata da un 27,8% nel 1999 a un 26,8% del 2007, stabile come gran parte delle economie avanzate, che però presentano tassi inferiori anche di parecchio. Invece la Federazione Russa passa da un 47% a un 40,6% che, nonostante percentuali ancora enormi, segna comunque un vistoso trend in diminuzione. Sorprende, ma nemmeno troppo, la Cina con un 13,2% nel 1999 e un 11,9% nel 2007, valori sicuramente bassi, forse anche in considerazione delle pene severe vigenti fino a poco tempo fa in quel paese.
Sarebbe interessante verificare se vi sono collegamenti tra economia sommersa e altri indici economici e non. Prossimamente. Le cifre rappresentano la percentuale (stimata) sul prodotto interno lordo.

Tabella dell'economia ufficiale e di quella non ufficiale di 16 paesi OCSE
Fonte: World Bank


Ultimi (o primi, a seconda del punto di vista) posti come percentuale di sommerso
Fonte: NationMaster (su dati world bank)


Mappa dell'economia sommersa


mercoledì 17 agosto 2011

PIL - Prodotto interno lordo dei paesi del mondo: una mappa interattiva



Data from World Bank


Per una migliore visione consiglio di guardare a schermo interno (cliccare le 4 frecce a forma di quadrato in alto a sinistra e scegliere la versione Points che riporta i valori per paese quando si sposta il mouse sopra i vari cerchietti) la fonte dati su questa pagina della World Bank.
Questa qui di seguito è la classifica del Pil dei primi 20 paesi al mondo, la classifica completa è consultabile qui.


In quest'altro widget sono presenti tutti i valori di Pil di ogni nazione, in ordine alfabetico, riguardanti gli anni dal 2006 al 2010 con un piccolo grafico alla fine. Pagina con i dati originali qui. Tutto in dollari correnti Usa.



Data from World Bank

sabato 19 febbraio 2011

L'aumento dei prezzi alimentari ha creato 44 milioni di persone al di sotto della soglia di povertà

Un report della Banca Mondiale sull'aumento del prezzi alimentari: dal giugno  2010 l'aumento dei prezzi ha contribuito a portare 44 milioni di persone dei paesi in via di sviluppo al di sotto della soglia di povertà. Solo tra ottobre 2010 e gennaio 2011 c'è stato un aumento del 15% del costo alimentare, e il confronto tra gennaio 2011 e gennaio 2010 fa segnare un più 29%.
Il prezzo del grano è raddoppiato, tra giugno dello scorso anno e gennaio 2011. Anche il prezzo del mais è aumentato del 73% mentre, fortunatamente, quello del riso è aumentato a tassi inferiori.
Questo aumento delle persone che vivono al di sotto della soglia di povertà (meno di 1,25 dollari al giorno) contribuisce fortemente al fenomeno della  malnutrizione.




Rileva il Food Price Watch (Osservatorio sui Prezzi Alimentari) come le avverse condizioni meteorologiche nei paesi produttori, con la conseguente riduzione delle esportazioni, siano state le cause prime dell'aumento dei prezzi. Attualmente, due fattori contribuiscono al mantenimento del prezzo elevato:
  • Dal lato offerta, incertezza sulle esportazioni del grano australiano, causa eventi atmosferici devastanti, e preoccupazioni riguardo al raccolto invernale in Cina.
  • Il lato domanda invece ruota intorno ai grandi importatori, come Medio Oriente e Nord Africa i quali, nell'ottica di costituire buone scorte, contribuiscono a mantenere elevato il costo.
Vi è anche da considerare che paesi come l'Arabia Saudita stanno diminuendo la produzione cerealicola per risparmiare acqua, così preziosa da quelle parti, contando maggiormente sull'importazione.

Queste situazioni hanno portato a un aumento del prezzo dei cereali, che si è avvertito maggiormente nei paesi del terzo mondo, quelli nei quali gran parte dell'introito calorico giornaliero proviene da grano e mais

  • Kyrgyzstan (+54%), 
  • Bangladesh (+45%), 
  • Tajikistan (+37%), 
  • Mongolia (+33%), 
  • Sri Lanka (31%), 
e così via. Ma non sono solo i cereali ad aver subito questo incremento, anche zucchero e oli alimentari sono aumentati. Australia e Brasile sono i due principali paesi esportatori di zucchero, e le avverse condizioni meteorologiche sono l'imputato principale, ancora una volta. Per quanto riguarda gli oli alimentari, le inondazioni in Malesia e Indonesia hanno ostacolato e ritardato la raccolta, con conseguenza a catena che si riflettono sul prezzo. Questo stato di cose, secondo le stime del FPW
[...] suggest that an additional 44 million people may have fallen into poverty in low- and middle-income countries due to the rise in food prices since June 2010. In order to assess the impact on poverty of the change in food prices in the second half of 2010, we extend a model used to estimate the impact of the 2008 food price crisis (see box 1 for the details). Net producers of food benefit from higher prices while net consumers suffer. Our results show that extreme poverty in low- and middle-income countries may have increased by 44 million people in net terms as a result of the food price increases between June and December 2010. This reflects 68 million people who fell below the $1.25 poverty line and the 24 million net food producers who were able to escape extreme poverty.

Un riassunto dei risultati è visibile in questo grafico

fonte world bank



Fonti
http://www.worldbank.org/foodcrisis/food_price_watch_report_feb2011.html

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