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martedì 15 luglio 2014

Istat: in Italia 10 milioni di poveri (calcola il tuo indice di povertà)

La povertà assoluta misura "il valore monetario, a prezzi correnti, del paniere di beni e servizi considerati essenziali per ciascuna famiglia" ovvero, se una famiglia o una persona spendono meno di una certa cifra, che varia in base all'anno, al numero dei componenti, all'area geografica e alla dimensione del comune, sono da considerarsi assolutamente poveri. Chi volesse verificare se rientra in questa categoria può utilizzare questa applicazione dell'Istat.


martedì 17 luglio 2012

La povertà in Italia, rapporto Istat. Testo completo

Esce oggi e i giornali gli danno ampio risalto il Rapporto Istat sulla Povertà in Italia. Anno di riferimento è il 2011 ma viene fatto un confronto con gli anni a partire dal 2008. La prima cosa che si nota è che mentre la povertà relativa rimane sostanzialmente stabile, con il dato del 2008 (11,3%) leggermente superiore a quello del 2011 (11,1%), la povertà assoluta segnala un aumento, dal 4,6% del 2008 al 5,2% del 2011.
La soglia di povertà relativa per una famiglia con due componenti è data dalla spesa mensile di 1.011,03 euro, per cui le famiglie con una spesa inferiore o uguale alla soglia sono considerate relativamente povere; la soglia di povertà assoluta è stabilita dalla spesa minima necessaria per acquistare i beni  considerati essenziali; tale valore dipende da fattori come composizione della famiglia, collocazione geografica, ampiezza demografica del comune, età dei componenti e via dicendo.

Il Rapporto sulla Povertà in Italia è disponibile integralmente sul sito dell'Istat. Di seguito alcuni passi del comunicato stampa:

giovedì 21 luglio 2011

La povertà in Italia: una mappa interattiva

Mai come in questo periodo è attuale la considerazione sullo stato di povertà in cui versano molti italiani, specialmente se si considera che la situazione economica spinge nuove fasce sociali a oltrepassare la soglia di povertà. In questa mappa interattiva, relativa all'anno 2009, sono rappresentate le varie Regioni d'Italia. Se si leggono le analisi dell'Istat, non sembrano esservi eccessive variazioni tra il 2009 e il 2010. Infatti, nel 2009
L’incidenza della povertà (la percentuale di famiglie o individui in condizione di povertà) e l’intensità della povertà (che misura quanto poveri sono i poveri) rappresentano indicatori significativi nell’ambito dell’esclusione sociale. La povertà è fortemente associata al territorio, alla struttura familiare (in particolare ampiezza ed età dei componenti), a livelli di istruzione e profili professionali poco elevati, oltre che all’esclusione dal mercato del lavoro. In Italia, nel 2009, le famiglie in condizioni di povertà relativa sono il 10,8 per cento delle famiglie residenti; si tratta di 7,8 milioni di individui poveri, il 13,1 per cento della popolazione residente. La povertà assoluta coinvolge il 4,7 per cento delle famiglie, per un totale di 3,1 milioni di individui. L’intensità è risultata pari al 20,8 per cento per la povertà relativa e al 17,3 per la povertà assoluta. [1]
 mentre nel 2010

La povertà risulta sostanzialmente stabile rispetto al 2009: l’11,0% delle famiglie è relativamente povero e il 4,6% lo è in termini assoluti.[2]




[1]Incidenza della povertà (assoluta e relativa)
[2] La povertà in Italia

venerdì 13 maggio 2011

Girl effect: giovani donne nel mondo

600 milioni di giovani donne, nel mondo, aspettano di uscire dal loro stato di povertà, per loro stesse e per tutti. Per saperne di più girl effect.


sabato 19 febbraio 2011

L'aumento dei prezzi alimentari ha creato 44 milioni di persone al di sotto della soglia di povertà

Un report della Banca Mondiale sull'aumento del prezzi alimentari: dal giugno  2010 l'aumento dei prezzi ha contribuito a portare 44 milioni di persone dei paesi in via di sviluppo al di sotto della soglia di povertà. Solo tra ottobre 2010 e gennaio 2011 c'è stato un aumento del 15% del costo alimentare, e il confronto tra gennaio 2011 e gennaio 2010 fa segnare un più 29%.
Il prezzo del grano è raddoppiato, tra giugno dello scorso anno e gennaio 2011. Anche il prezzo del mais è aumentato del 73% mentre, fortunatamente, quello del riso è aumentato a tassi inferiori.
Questo aumento delle persone che vivono al di sotto della soglia di povertà (meno di 1,25 dollari al giorno) contribuisce fortemente al fenomeno della  malnutrizione.




Rileva il Food Price Watch (Osservatorio sui Prezzi Alimentari) come le avverse condizioni meteorologiche nei paesi produttori, con la conseguente riduzione delle esportazioni, siano state le cause prime dell'aumento dei prezzi. Attualmente, due fattori contribuiscono al mantenimento del prezzo elevato:
  • Dal lato offerta, incertezza sulle esportazioni del grano australiano, causa eventi atmosferici devastanti, e preoccupazioni riguardo al raccolto invernale in Cina.
  • Il lato domanda invece ruota intorno ai grandi importatori, come Medio Oriente e Nord Africa i quali, nell'ottica di costituire buone scorte, contribuiscono a mantenere elevato il costo.
Vi è anche da considerare che paesi come l'Arabia Saudita stanno diminuendo la produzione cerealicola per risparmiare acqua, così preziosa da quelle parti, contando maggiormente sull'importazione.

Queste situazioni hanno portato a un aumento del prezzo dei cereali, che si è avvertito maggiormente nei paesi del terzo mondo, quelli nei quali gran parte dell'introito calorico giornaliero proviene da grano e mais

  • Kyrgyzstan (+54%), 
  • Bangladesh (+45%), 
  • Tajikistan (+37%), 
  • Mongolia (+33%), 
  • Sri Lanka (31%), 
e così via. Ma non sono solo i cereali ad aver subito questo incremento, anche zucchero e oli alimentari sono aumentati. Australia e Brasile sono i due principali paesi esportatori di zucchero, e le avverse condizioni meteorologiche sono l'imputato principale, ancora una volta. Per quanto riguarda gli oli alimentari, le inondazioni in Malesia e Indonesia hanno ostacolato e ritardato la raccolta, con conseguenza a catena che si riflettono sul prezzo. Questo stato di cose, secondo le stime del FPW
[...] suggest that an additional 44 million people may have fallen into poverty in low- and middle-income countries due to the rise in food prices since June 2010. In order to assess the impact on poverty of the change in food prices in the second half of 2010, we extend a model used to estimate the impact of the 2008 food price crisis (see box 1 for the details). Net producers of food benefit from higher prices while net consumers suffer. Our results show that extreme poverty in low- and middle-income countries may have increased by 44 million people in net terms as a result of the food price increases between June and December 2010. This reflects 68 million people who fell below the $1.25 poverty line and the 24 million net food producers who were able to escape extreme poverty.

Un riassunto dei risultati è visibile in questo grafico

fonte world bank



Fonti
http://www.worldbank.org/foodcrisis/food_price_watch_report_feb2011.html

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