domenica 7 aprile 2013

Dalla tragedia di Civitanova Marche all'incapacità dei politici di capire la crisi

La tragedia di Civitanova Marche è, purtroppo, una delle tante alle quali assistiamo in questi periodi così bui. Quanto di queste tragedie sia dovuto anche a fattori aggiuntivi, oltre a quello della crisi, è questione opinabile ma probabilmente non si è lontano dal vero teorizzandoli. Uno di questi fattori aggiuntivi è sicuramente la distanza che c'è tra istituzioni e cittadinanza, che molto spesso si manifesta in pieno ogni volta che qualcuno si toglie la vita per problemi economici. Ma lo Stato e le altre istituzioni non solo sono distanti dai problemi delle persone, ne sono sovente anche inconsapevoli. E' quello che sembra emergere dalle parole della Presidente della Camera Laura Boldrini, persona, per il suo passato, pure dotata di grande sensibilità al tema, quando afferma: "non immaginavo che ci fosse così tanta povertà in Italia".



Lo specchio della realtà? L'affermazione è uno specchio abbastanza fedele della diversità dei punti di vista, tra chi la crisi la vive sulla propria pelle e chi la crisi la sente raccontare. Anche una persona come Laura Boldrini che, ricordo, ha lavorato come portavoce all'Alto Commissariato per i Rifugiati dell'ONU, e quindi conosce benissimo la povertà, tanto bene da dire "non bisogna vergognarsi di essere poveri", rimane sorpresa dal livello di povertà raggiunto dal nostro paese, cosa che non si è verificata certo nell'ultimo mese. Parole, queste sul non vergognarsi, facili da pronunciare ma difficili, a volte, da mettere in pratica, specialmente da parte di chi ce l'ha sempre fatta con le proprie forze e non ha mai chiesto niente alle istituzioni. Gente che alle istituzioni ha sempre dato e mai chiesto.


Dove sono le istituzioni? Esistono anche queste persone, quelle cioè che hanno difficoltà a chiedere aiuto perchè, come detto, sono state abituate a contare sempre e solo sulle proprie forze, e vivono in maniera combattuta l'eventualità di dover chiedere, anche se ne avrebbero tutto il diritto. Ma le istituzioni sono quasi sempre buone solo a pretendere, senza vergognarsene mai: pretendono che tu paghi le tue tasse (ma magari loro non pagano i fornitori) e pretendono pure che sia sempre tu, anche quando lo fai per chiedere aiuto, a fare il primo passo, che per alcuni significa umiliarsi. Ma dove sono le istituzioni se uno non ha la forza di chiedere aiuto? Con facilità le istituzioni ti trovano quando pretendono i pagamenti, sia per lettera, che per mail, o facendoti una visita diretta, ma quanta difficoltà incontrano nel rintracciarti quando devono informarsi sulla salute della tua azienda, sulle difficoltà che forse stai vivendo, che amnesie quando devono fare loro il primo passo non per riscuotere.

Tra politici di professione e cittadini. Sorprende dunque la sorpresa della Presidente Boldrini, ingiustamente contestata, visto che è stata una delle poche cariche dello Stato a recarsi sul posto. Ingiustamente perchè nuova in ambito politico e certamente ancora incolpevole di questo stato di cose e anche perchè, nonostante tutto, ha avuto il coraggio di essere presente, nonostante l'impopolarità della politica in questi momenti. Ma sorprendente per la sua genuina inconsapevolezza del livello della crisi italiana. Inconsapevolezza che, temo, non sia solo sua ma di gran parte della classe politica, se si esclude il M5S, che porta in Parlamento cittadini e non politici di professione. Questa distanza tra istituzioni e cittadinanza, dovuta all'inconsapevolezza dei politici della crisi personale che segue a una crisi economica, viene accentuata dalla percezione di indifferenza che i cittadini attribuiscono alle istituzioni nei loro confronti, e di cui vicende come questa sono l'emblema. Anche in situazioni così drammatiche le istituzioni non sentono l'esigenza di conoscere, per una volta tanto, lo stato di salute delle imprese, e delle persone, e non solo lo stato patrimoniale. Quanti finanzieri o ufficiali giudiziari hanno bussato alle porte delle aziende italiane non per controllare i loro documenti ma per informarsi dei loro problemi?

Questa distanza, vera o presunta che sia, è però vissuta e percepita come reale dai cittadini, specialmente da quelli abituati a cavarsela da soli. Torno a ripetere che la Presidente della Camera è sicuramente una persona sensibile a queste tematiche, per essersi occupata dei poveri nel suo lavoro, e c'è speranza che la comprensione odierna dello stato in cui versano gli italiani sia uno sprone per lei ad agire, nè più nè meno come se si trovasse ancora all'Alto Commissariato. Ma un paese in cui persiste questo livello di incomunicabilità tra chi sta sopra e chi sta sotto è un paese spezzato in due. Dalla crisi, molto probabilmente, l'Italia uscirà con le sole forze dei suoi cittadini. A parole, la battaglia la combattono tutti ma, stranamente, in questa guerra contro un nemico invisibile, le ferite sono solo da una parte. Ma ancora la politica fa fatica ad accorgersene.


3 commenti:

  1. Io penso che la politica non voglia accorgersene, purtroppo!

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