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giovedì 5 aprile 2012

Banca d'Italia: le famiglie italiane nella crisi

Relazione del vice direttore della Banca d'Italia Anna Maria Tarantola dal titolo Le famiglie italiane nella crisi.
Alcuni dati prima di lasciarvi al testo completo.





Reddito famiglie e Pil:

  • 3° trimestre 2011: reddito reale delle famiglie inferiore del 6% a quello della primavera 2008
  • se si considera il reddito pro capite: inferiore del 7,5%
  • Italia: anni 2008-2009 perdita reddito -4%, perdita Pil -6%


negli altri paesi europei, sempre nel periodo 2008-2009:


  • Francia: reddito +2%, Pil -3%
  • Germania: reddito +0,5%, Pil - 4%
  • Regno Unito: reddito +2%, Pil -5%
  • Svezia: reddito +5%, Pil -5%
Tasso di occupazione in Italia:
  • 2009: - 1,2% su 2008
  • 2010: - 0,6% su 2009
  • 2011: =
Dinamiche sociali:
  • 1995: vive in famiglia il 36% dei giovani tra 25 e 34 anni
  • 2010: vive in famiglia il 42% dei giovani tra 25 e 34 anni
Giovani tra 25 e 34 anni con lavoro a tempo indeterminato:
  • 1995: 40%
  • 2008: 35%
  • 2010: sotto il 30%
Risparmio:
  • propensione al risparmio nel 2008: 16% del reddito
  • propensione al risparmio nel 2010: 12% del reddito
Ricchezza:
  • 10% più ricco possiede circa 50% della ricchezza totale
  • 50% più povero possiede il 10% della ricchezza totale



imagesource scuolacoop.it

martedì 13 settembre 2011

Chi possiede il debito pubblico italiano

E' di estrema attualità, considerato l'andamento delle borse e dello spread sui nostri titoli di Stato, sapere a chi appartiene l'enorme debito pubblico italiano. Prima di tutto: a quanto ammonta il debito pubblico italiano?Bankitalia, secondo gli ultimi dati ufficiali, che arrivano a giugno 2011, lo situa a 1.901,919 miliardi di euro.


credit banca d'italia
 Un grafico trovato in rete, che arriva sino ad aprile 2011, rende visivamente l'andamento del debito.


Secondo punto: chi detiene il debito?
Considerando i circa 1.600 miliardi di euro (1.577) dei titoli di Stato, Linkiesta realizza un grafico basato su una elaborazione Morgan Stanley dei dati della Banca d'Italia, in cui l'aspetto macroscopico è la suddivisione dei detentori: 56% italiani e 44% stranieri.

credit Linkiesta

Un altro grafico pubblicato dal New York Times nel maggio 2010 dipinge un ritratto dei detentori stranieri del debito italiano mettendo a confronto quello dei 5 paesi europei maggiormente a rischio dal punto di vista finanziario: in quel grafico, il maggior detentore del debito pubblico italiano è la Francia con 551 miliardi di dollari, seguita dalla Germania con 190 miliardi e dalla Gran Bretagna con 77 miliardi. Proprio i tre paesi, Francia, Germania e Gran Bretagna, sono no gli stessi che possiedono, in diversa misura, i debiti dei 5 paesi a rischio.
Su geopoliticamente, che cita dati della Banca d'Italia, si osserva che fino al 1995 il 90% del debito pubblico era posseduto da investitori italiani. Progressivamente il possesso di titoli pubblici italiani da parte di stranieri è arrivato all'attuale 44%. Un'ipotesi che prende corpo è quella che chi è proprietario del tuo debito può convincerti a prendere certe decisioni (vedi la  recente volontà del governo di entrare nel nucleare, di marca francese, frustrata dal referendum).

credit new york times

Ed ora la domanda fondamentale: sapendo tutto questo, chi è il responsabile di questi attacchi speculativi che  hanno causato la vertiginosa salita dello spread sui titoli pubblici? Un'ipotesi che circolava all'Infedele era quella dell'ingratitudine: le banche (di tutte le nazionalità) salvate dal default dall'intervento pubblico non ripagano con la stessa moneta speculando sui titoli pubblici. Ma sono solo le banche? Per ora sono solo ipotesi.



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