Dopo che già l'aveva fatto la Francia anche l'Italia pensa (per ora pensa solo) di introdurre una tassa sulle bevande gassate tipo coca e aranciata, per dissuadere dal consumo di bibite caloriche zuccherate (cosiddetto cibo spazzatura). Si tratterebbe, eventualmente, di 3 centesimi ogni lattina o bottiglia da 33 cl. Così si apprende da quanto il Ministro dice a Radio Anch'io [l'intera trasmissione è disponibile qui] dove Balduzzi parla non solo di tasse sulle bevande analcoliche ma anche di spesa sanitaria, liberalizzazione dei farmaci, dipendenza dal gioco d'azzardo, amianto e così via.
Ricordo, nell'articolo citato sopra, che la reazione dei produttori di bibite gassate fu immediata e molto decisa: le bibite sarebbero diventate il capro espiatorio, che si sarebbe trattato di un accanimento, che l'apporto calorico delle bibite rappresenta solo il 3,5% della dieta e così via. Roba da straziarsi di lacrime. Il 3% adottato dai francesi è circa i 3 centesimi ipotizzati dall'Italia: infatti, queste bibite, più o meno, costano intorno a 1 euro a lattina.
