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sabato 12 maggio 2012

Proposta Ministro Balduzzi: tassa di 3 centesimi su bevande gassate

Dopo che già l'aveva fatto la Francia anche l'Italia pensa (per ora pensa solo) di introdurre una tassa sulle bevande gassate tipo coca e aranciata, per dissuadere dal consumo di bibite caloriche zuccherate (cosiddetto cibo spazzatura). Si tratterebbe, eventualmente, di 3 centesimi ogni lattina o bottiglia da 33 cl. Così si apprende da quanto il Ministro dice a Radio Anch'io [l'intera trasmissione è disponibile qui] dove Balduzzi parla non solo di tasse sulle bevande analcoliche ma anche di spesa sanitaria, liberalizzazione dei farmaci, dipendenza dal gioco d'azzardo, amianto e così via.
Ricordo, nell'articolo citato sopra, che la reazione dei produttori di bibite gassate fu immediata e molto decisa: le bibite  sarebbero diventate il capro espiatorio, che si sarebbe trattato di un accanimento, che l'apporto calorico delle bibite rappresenta solo il 3,5% della dieta e così via. Roba da straziarsi di lacrime. Il 3% adottato dai francesi è circa i 3 centesimi ipotizzati dall'Italia: infatti, queste bibite, più o meno, costano intorno a 1 euro a lattina.

sabato 10 marzo 2012

Coca e Pepsi costrette a cambiare colore: il colorante caramello al 4-metilimidazolo

Ogni tanto un composto chimico balza agli onori delle cronache e staziona per qualche tempo sulle pagine dei giornali per riprendere, dopo non molto, il suo precedente anonimato. In questi giorni il momento di notorietà capita al 4-metilimidazolo, un composto chimico eterociclico di formula C4H6N2.

Come dice il suo nome, questo composto proviene dall'imidazolo ( C3H4N2 ) sostanza presente, per restare in ambito umano, nell'aminoacido istidina e che costituisce, grazie alle sue caratteristiche basiche, un efficace sistema tampone del sangue. L'altro elemento che lo contraddistingue è il gruppo metilico ( CH3 ) che sostituisce un idrogeno sull'imidazolo dando così origine al nome della sostanza.

Questa improvvisa notorietà il  4-metilimidazolo la deve al coinvolgimento dei colossi delle bevande analcoliche mondiali, cioè Coca Cola e Pepsi Cola. Infatti, secondo la CSPINET (Center for Science in the Public Interest) questa sostanza si formerebbe durante la lavorazione per dare la colorazione caramello alle bevande scure come le cole, quando si utilizzino ammoniaca o ammonio solfito.
New chemical analyses have found that Coca-Cola, Pepsi-Cola, Diet Coke, and Diet Pepsi contain high levels of 4-methylimidazole (4-MI), a known animal carcinogen. The carcinogen forms when ammonia or ammonia and sulfites are used to manufacture the “caramel coloring” that gives those sodas their distinctive brown colors, according to the Center for Science in the Public Interest, the nonprofit watchdog group that commissioned the tests. CSPI first petitioned the FDA to ban ammonia-sulfite caramel coloring in February 2011.

martedì 6 marzo 2012

La Coca Cola e le arance di Rosarno

imagecredit frontierenews.it
Il 24 febbraio è uscito sull'Ecologist un reportage sulle condizioni di vita e di lavoro degli immigrati di Rosarno. Si dà il caso che proprio da Rosarno, e da altre zone d'Italia, la Coca Cola importi gli agrumi per le proprie bibite.
L'articolo dell'Ecologist non è elogiativo. Comincia così, riferendosi a un campo in cui vivono gli immigrati di Rosarno:
Probabilmente questo è il posto peggiore di tutta l’Europa occidentale. Un accampamento di fortuna con una strada rumorosa da un lato, la ferrovia dall’altro e un fiume stagnante che scorre non lontano. Il campo è un ammasso di tende tirate su alla bell’e meglio con una serie di teloni, a cui si aggiungono un paio di case abbandonate e qualche baracca. Oltre la recinzione di fil di ferro si vedono fuochi ardere tra i mucchi di immondizia: latte vuote formato famiglia di olio d’oliva, bottiglie di plastica, giornali, avanzi di cibo e altri rifiuti non meglio identificabili. Il fumo brucia gli occhi. Al tramonto decine di immigrati si danno da fare: chi cucina, chi taglia la legna, chi urla, chi cerca di scaldarsi. Figure che si stagliano contro la luce delle fiamme.
Internazionale ne ha curato una traduzione, e a quella vi rimando. 

lunedì 29 agosto 2011

Francia: tassare Coca Cola e bibite gassate

Non si capisce bene se questo improvviso interesse per la salute pubblica dei francesi sia una conseguenza della crisi economica  o se sia maturato dopo aver attentamente letto i report internazionali sulle conseguenze del consumo delle bevande zuccherate. La considerazione nasce perchè, di primo acchito, questa tassa sulle bibite, che ricordiamo non riguarderà solo la Coca Cola ma tutte le bibite con zuccheri aggiunti, non sembra così in grado di dissuadere l'acquisto e quindi salvaguardare la salute nazionale, ma pare piuttosto una tassa con un generico appiglio salutista adottata solo per fare cassa. L'aumento sarebbe del 3% sul prezzo delle bibite.

"C'est une mesure de bouc émissaire" [1]

Per Tristan Farabet, della Coca Cola e presidente del Syndicat national delle bevande analcoliche, le bibite diventano in questo modo un capro espiatorio. Egli nota che il consumo delle bevande analcoliche rappresenta il 3,5% di tutte le calorie assunte giornalmente, e che quindi questo non spiega l'accanimento  riservato loro.
Se questa sovrattassa fosse arrivata in un altro momento forse si sarebbe potuto ipotizzare un interesse reale per la salute. Ora come ora sembra uno dei tanti escamotage per fare cassa.


[1] Coca Cola regrette la taxe sur les sodas

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