Italia. Nel Consiglio dei Ministri del 11 maggio si è affrontato il tema, tra le altre cose, dei contributi pubblici all'editoria. L'intento dell'esecutivo è triplice: razionalizzare, semplificare e rendere trasparenti i contributi all'editoria, nell'ottica, pure triplice, che accompagna l'azione del governo di questi tempi, e cioè pareggio di bilancio, innovazione e pluralismo.
Per esempio, dal 2014 cambia il rapporto tra distribuzione e vendita per ricevere i contributi. I punti salienti del decreto
Per esempio, dal 2014 cambia il rapporto tra distribuzione e vendita per ricevere i contributi. I punti salienti del decreto
- testate nazionali: dal 15% al 30% (significa che su 100 copie distribuite 30 ne devi aver vendute per avere i contributi)
- testate locali: dal 25% al 35%
Comunque questo contributo non può superare quello ricevuto nel 2010.

