Visualizzazione post con etichetta economist. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta economist. Mostra tutti i post

venerdì 14 giugno 2013

Quanto si deve lavorare per guadagnare quello che prende un manager in un'ora? Un confronto europeo

La classifica che vedete qui sotto l'ha realizzata l'Economist. Rappresenta un confronto tra retribuzioni dei dirigenti e quelle delle altre forze lavoro e si legge così: a sinistra vi sono i giorni di stipendio (retribuzioni medie e basse)  necessari per  guadagnare quanto segnato a destra, cioè la retribuzione di un'ora di lavoro di un manager.
Avete capito bene: in Italia, per esempio, che ha la retribuzione oraria dei manager più alta d'Europa, 957 dollari l'ora, agli altri lavoratori occorrono dai 10 ai 14 giorni di lavoro per raggiungere quanto guadagnato da un dirigente in un'ora. La classifica è stilata secondo diseguaglianza decrescente: prima, per diseguaglianza, la Romania,  sesta l'Italia, ventiduesima, e ultima, la Norvegia.
Queste grandi differenze tra stipendi medi e stipendi dei manager possono spiegare, in parte, l'andamento economico dei vari paesi? Una cosa che balza agli occhi immediatamente è che le differenze si riducono quando si va verso paesi del nord Europa e invece aumentano quando si va verso l'Europa orientale e meridionale. Fattori culturali che, se da una parte aumentano la distanza tra le retribuzioni, dall'altra rallentano lo sviluppo generale di un paese?


image credit economist.com



giovedì 16 maggio 2013

"Il polso dell'Europa": debito, crescita, disoccupazione. Un'infografica interattiva

Interessante infografica interattiva dell'Economist sulla situazione europea dal punto di vista del debito, della crescita e dell'occupazione. L'unica cosa di cui possiamo vantarci è l'avanzo primario, siamo primi con il 2,5%, davanti alla Germania. Per il resto profondo rosso.

clicca per la mappa interattiva

credits economist.com
visto su internazionale.it

martedì 27 marzo 2012

Costo della benzina: in Italia uno tra i più alti al mondo

Solo Olanda e Norvegia hanno un costo maggiore della benzina, secondo l'Economist, che prepara pure un'infografica. E' un triste primato.
Nell'infografica, che rappresenta la più alta variazione percentuale nell'ultimo anno, siamo primi con il 18%, e un costo di 2,30 dollari al litro (riferimento febbraio 2012).
Questo l'elenco delle prime 5 posizioni per quanto riguarda la variazione del prezzo 

  1. Italia +18,0%
  2. Ungheria +17,5%
  3. Polonia +14,2%
  4. Latvia +13,0%
  5. Polonia e Stati Uniti +12,0%

mercoledì 31 agosto 2011

Gli uragani più costosi che hanno colpito l'America dal 1950

Votati, come il loro nome impone, a una visione economica delle vicende, quelli dell'Economist tracciano  una classifica degli uragani più costosi  che hanno colpito l'America, dal 1950 a oggi, sia dal punto di vista monetario che da quello delle vittime. E ne disegnano un'infografica. Eccola. In testa ci sono
  1. Katrina -1322 morti - 144 miliardi di dollari 
  2. Andrew - 62 morti - 42 miliardi di dollari
  3. Ike - 168 morti - 40 miliardi di dollari



giovedì 17 febbraio 2011

Gerontocrazia: la differenza tra l'età media della popolazione e quella dei suoi governanti

L'Economist pubblica un grafico in cui si mettono a confronto l'età media della popolazione di un paese e l'età dei suoi governanti. Una prima considerazione è che, laddove vi è una grande differenza, cioè età media della popolazione piuttosto bassa ed età dei governanti piuttosto alta, ci si trova di fronte a regimi autoritari, come per esempio quello dell'Egitto, in cui l'età media della popolazione è di 24 anni, mentre l'ormai ex presidente Mubarak ne ha 82. Altri paesi citati come esempio sono l'Arabia Saudita, Cuba, l'Algeria. La democrazia sembra invece preferire dei governanti più giovani, con due eccezioni: India e...Italia. (Clicca sull'immagine per ingrandire sul sito dell'Economist).

fonte economist.com

giovedì 20 gennaio 2011

Un nome per il nuovo Sudan

Il Sudan del sud verso l'indipendenza. Si sta svolgendo un referendum nel sud del Sudan, nella zona evidenziata in questa piantina. Nella capitale Juba, a quanto riporta l'Ansa qui, il 97,5% della popolazione ha votato per l'indipendenza e, anche se non ci sono ancora dati ufficiali, sembra che anche dalle altre parti il si sia intorno al 90% . A questo punto, si chiede l'Economist, si apre il problema di come chiamare questo nuovo Stato che si formerà. Sudan del Sud? Quale sarà il suo prefisso telefonico internazionale? E il suffisso internet, sarà sempre .sd oppure cambierà?
La cosa più importante resta comunque il nome. E così l'Economist lancia l'iniziativa: trovare un nome per il nuovo Stato. Qualcuno ha già provato a rispondere: Nubia, Equatoria, Sud Sudan (come Sud e Nord Corea).

Sudan fonte Economist.com

domenica 16 gennaio 2011

Stati (dis)Uniti d'America: una comparazione mondiale stato per stato in una mappa interattiva

fonte economist.com
Quelli dell'Economist hanno creato una mappa interattiva. Partendo dalla considerazione che il prodotto interno lordo (PIL o GDP) della California la situa all'ottavo posto nella classifica mondiale, tra Italia e Brasile, hanno pensato di estendere questa relazione a tutti gli stati americani, considerati come se fossero stati indipendenti. Cosa ne è venuto fuori? Gli indicatori considerati sono stati il PIL (in inglese GDP) in miliardi di dollari e la popolazione.
Continua a leggere per vedere la mappa interattiva.


LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...