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mercoledì 18 aprile 2012

I lingotti e i diamanti della Lega: la ricevuta di riconsegna

Ne parlava proprio Il Fatto qualche giorno fa: la villa di Poggiolini, l'ex dirigente sanitario scoperto a nascondere lingotti e gioielli nei puff ai tempi di tangentopoli, è ridotta in malora e inoltre Poggiolini deve ancora 5 milioni di euro allo Stato. 
Ora, quella stessa sensazione che ebbi allora, un misto tra il disgusto e la comicità, la provo adesso, alla notizia che anche la Lega aveva investito in lingotti d'oro e in diamanti.
Certo, diversamente da allora, questi lingotti e questi diamanti è l'ex tesoriere della Lega che li restituisce al partito perchè non più idoneo a conservarli e fanno parte delle disponibilità del Carroccio, provenendo dai proventi dei rimborsi elettorali. 
Pure, provo ancora una volta un misto di disgusto e comicità. Spiego solo l'aspetto comico perchè il disgusto magari lo si comprende benissimo. 
L'aspetto comico è questo: mi immagino gli uomini del partito (chiaro non solo questo, ogni partito che riceve i rimborsi), tutti lì riuniti, cominciare a domandarsi come investire questi soldi. E chi dice in Tanzania, perchè magari danno buoni interessi, e  chi dice l'oro, che è un bene rifugio o i diamanti, che sono per sempre, lo sanno tutti. E insomma, immaginarmi queste combriccole di adulti tutti intenti a discutere su come investire i soldi che questi deficienti di cittadini devono donare nonostante non lo vogliano invece di discutere su come risolvere i problemi, su come far fruttare al meglio il malloppo perchè è un peccato sprecare tanta grazia ecco, immaginarmi siffatte cose mi suscita una certa ilarità.
Da stupido, chiaramente, perchè non c'è niente da ridere. Pure, la scena ha aspetti comici.
C'è pure la ricevuta di riconsegna. La pubblica Oggi, che fa parecchi scoop ultimamente. Per la cronaca, si trattava di:

  • 1 Audi A6
  • 10 lingotti di oro puro del peso complessivo di 5 kg.
  • 11 diamanti in confezione sigillata

imagecredit Oggi.it: Ecco il tesoro della Lega

venerdì 13 aprile 2012

Lega: espulsi Belsito e Rosi Mauro. Salvo Renzo Bossi

Non c'è niente di più facile di trovare un capro espiatorio (o due) a cui addossare tutte le colpe. Specie se poi non sono padani al 100%. E così è successo ancora una volta: le vittime sacrificali, Belsito e Mauro, sono state infine sacrificate. Evidentemente, però, alla Lega, cui piace il numero tre quando bisogna sostituire il capo (triumviri) non piace più quando bisogna espellere dal partito: infatti,  Renzo Bossi non è stato nemmeno nominato. Ecco un estratto dal verbale del Consiglio Federale della Lega di oggi, preso dal Giornale di Brescia:

«È stato poi dato mandato alla società di revisione contabile Price Water House di effettuare la verifica sulle poste patrimoniali presenti nella contabilità del movimento, verifica da effettuarsi e concludersi tassativamente entro la data del 30 giugno ovvero prima del Congresso Federale».
«È stato assunto un provvedimento disciplinare di espulsione dal movimento per l’ex Segretario Amministrativo, Francesco Belsito. È stato poi chiesto alla senatrice Rosy Mauro, dal Presidente Federale, Umberto Bossi, dai triumviri e da tutti i componenti del Consiglio Federale, di rassegnare le proprie dimissioni dall’incarico di Vice Presidente del Senato. 
Rosy Mauro ha però respinto tale richiesta: dopo aver nuovamente rinnovato all’unanimità la suddetta richiesta di dimissioni dalla Vice Presidenza del Senato, dopo una lunga discussione, la senatrice Mauro ha ribadito di non voler accettare l’invito, come aveva già pubblicamente dichiarato nei giorni scorsi».
   
«A questo punto, preso atto della decisione della senatrice Mauro, il Consiglio Federale all’unanimità ha decretato l’espulsione dal movimento della stessa senatrice Mauro, ritenendo inaccettabile la sua scelta di non obbedire ad un preciso ordine impartito dal Presidente Federale e dal Consiglio Federale».
[fonte Il giornale di Brescia]

giovedì 12 aprile 2012

Intercettazioni Lega: tutte le trascrizioni

Può rappresentare una specie di letteratura d'evasione leggersi queste trascrizioni delle intercettazioni del tesoriere della Lega e della segretaria amministrativa. Come spesso accade, oltre all'emergere di un mondo che ben conosciamo e immaginiamo, c'è la constatazione di quanto soldi e potere siano in grado di corrompere tutto.
L'Espresso pubblica le trascrizioni delle intercettazioni eseguite dal Comando dei Carabinieri per la Tutela dell'Ambiente sulla base di questa ipotesi investigativa, poi inviate alla Procura della repubblica di Napoli, ai sostituti Piscitelli e Woodcock

Le indagini partono da Finmeccanica


e finiscono per coinvolgere "imprenditori, politici, personalità delle Istituzioni, ecclesiasti ecc." tra i quali figura appunto anche il tesoriere della Lega Belsito.

Il file è piuttosto corposo ma per chi volesse comunque dargli un'occhiata, può valere come letteratura d'evasione, come detto: Trascrizioni intercettazioni.

giovedì 5 aprile 2012

Umberto Bossi si è dimesso

E così, travolto dagli scandali che le intercettazioni del tesoriere  Belsito stanno portando alla luce, Umberto Bossi si è dimesso da segretario e capo assoluto della Lega [Corriere, Ansa, Repubblica]
Il mondo nascosto che sembrerebbe emergere dalle intercettazioni è di uno stridente contrasto con l'ideologia professata fino ad oggi dalla Lega, riassunta nello slogan ripetuto mille volte: "Roma Ladrona!"
Ora, a quanto sembra, non era solo "Roma, ladrona".
Se è avvilente per chi non è mai stato leghista figuriamoci per chi nella Lega, nella Padania ci ha sempre creduto. Quello che sta emergendo dalle intercettazioni è uno squallido mondo, il solito che si è abituati a vedere nel mondo politico e in quello dei partiti quando ci sono troppi soldi. Il Corriere  pubblica alcuni stralci  delle  intercettazioni delle telefonate tra Francesco Belsito e Nadia Dagrada, un'impiegata amministrativa della Lega non sottoposta ad indagini:

martedì 3 aprile 2012

Caso Belsito: interviste ai leader del partito dalla sede della Lega. Diretta video

Milano, via Bellerio, sede della Lega Nord. Diretta video del Corriere. Cliccare sull'immagine.

Tesorieri di partito: indagato anche quello della Lega Francesco Belsito

Si apprende dalla stampa che Francesco Belsito, tesoriere della Lega, è "indagato per appropriazione indebita e truffa ai danni dello Stato" [Corriere, Repubblica, Ansama c'era chi già un mesetto fa ne parlava (Stella sul Corriere) a proposito dei fondi in Tanzania. La cosa sorprendente, dopo le prese di posizione dei vertici dei partiti, e  che era già successa con il caso del tesoriere della Margherita Luigi Lusi (Rutelli da una parte e Maroni dall'altra), è che apparentemente tutto avvenisse all'insaputa di tutti gli altri.
E' chiaro che le indagini appureranno, i magistrati faranno chiarezza e così via ma a noi, comuni mortali, risulta un po' difficile credere che per quanto  furbo sia un tesoriere possa agire in questo modo, all'insaputa di tutti gli altri.
Nel frattempo le cose si fanno preoccupanti: sono già due i tesorieri di partito finiti sotto inchiesta nel giro di poco tempo. Troppi per non pensare che la cosa sia piuttosto diffusa. Sempre troppo tardi per non pensare di dover modificare (o eliminare) drasticamente l'istituto del rimborso elettorale ai partiti.






imagecredit politica24.it

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