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mercoledì 16 maggio 2012

Umberto Bossi e figli: iscritti nel registro degli indagati


Il Procuratore capo Bruti Liberati e il Pm Filippini dicono che l'iscrizione di Umberto Bossi è un atto di garanzia, propedeutico ad ulteriori approfondimenti [vedi Fondi della Lega, Bossi indagato].

In pratica, siccome Bossi firmava i rendiconti della Lega, ne è il legale rappresentante e come tale ne risponde.
Insieme a lui, nel registro degli indagati sono iscritti i figli Renzo e Riccardo, il senatore Stiffoni e il consulente Scala.
Questo è il comunicato stampa emesso dalla Procura e pubblicato dal Corriere.
Truffa ai danni dello Stato per il senatur, appropriazione indebita per i figli, peculato per Stiffoni e riciclaggio per Scala, queste le accuse dei Pm.
E' il colpo di grazia per la dinastia del senatore, dal quale si avvantaggerà Maroni? Intanto però, sembra che nel balletto delle candidature,  qualche giorno prima di questa notizia (in previsione?), si sia trovato l'accordo: Maroni candidato unico e Bossi Presidente. Di garanzia! [vedi Lega, la spunta Maroni: candidato unico alla segreteria. Ok da Bossi]





imagecredit corriere.it

mercoledì 11 aprile 2012

Orgoglio padano e gioco delle parti a Bergamo

Non ne ho seguiti molti di raduni della Lega, devo dire, ma dopo aver ascoltato la mezz'ora di Maroni e Bossi al raduno dell'orgoglio padano di Bergamo ho la precisa sensazione della presa in giro. Forse anche i radunati lo sanno e stanno al gioco, o forse non lo sanno e siccome a qualcuno bisogna pur credere allora continuano a credere ai loro capi.
Per dire: Francesco Belsito, pur essendo nato a Genova è originario di Pizzo Calabro, zona non propriamente a nord e anche Rosy Mauro non è propriamente una padana doc, provenendo dalla provincia di Brindisi. Ora, che Umberto Bossi, il quale candidamente afferma che lui ha dei pregiudizi nei confronti delle persone del sud, accetti seraficamente questo signor Belsito (presentato, in punto di morte, e garantito, dall'ex tesoriere Maurizio Balocchi, a quanto racconta Bossi) alla tesoreria della Lega senza colpo ferire solo perchè raccomandato e presente nel CdA di Fincantieri, ebbene, non è facile da digerire.

Delle due l'una: o Bossi ha, come dice, pregiudizi nei confronti di tutto quello che sta sotto la linea gotica, oppure non ce li ha, ma dice di averli.
E che poi dica che improvvisamente, come a comando, questo signor Belsito cominci a parlare al telefono dicendo cose e coinvolgendo la Lega, tutto come un complotto ben ordito ai danni del carroccio, ebbene, in questo caso occorre tutta la credulità e l'ingenuità dei radunati per bersela.
Il tema del complotto, ingenuamente invocato, è quello che una certa categoria di  persone accusate di qualcosa mettono in atto come strategia primaria. Non occorre fare nomi  per evocare il re dei complotti ai miei danni, tra magistratura e stampa. Ancora una volta è la strategia migliore: non sono i dirigenti leghisti, e  meno che mai il capo dei capi, ad essere corrotti o aver sbagliato, sono gli altri che complottano, ordiscono trame e corrompono qualcuno affinchè porti  il disordine.
Fiacco e privo di mordente, come quando afferma che ha sbagliato a far entrare i figli in politica, evocando la figura del buon padre tradito dal troppo amore, e trasformando una colpa in una virtù, senza far cenno alle eventuali responsabilità del figlio ma plaudendone il senso di responsabilità che l'ha fatto dimettere, o come la macchietta inventata sulle messe nere di cui sarebbe accusata la moglie dalla stampa, classica strategia di esagerare l'accusa per screditarla.

martedì 10 aprile 2012

Bossi, Maroni e il futuro della Lega su Twitter

In un bell'articolo dall'azzeccato titolo Lega: dalla secessione alla successione uscito sul blog di tre professori dell'Università degli Studi di Milano, Voices of the blogs, si prova ad analizzare come hanno reagito i social network, nel caso specifico Twitter, alla cosiddetta bufera Lega. 
Sono stati analizzati 33.000 tweet, dal 5 al 8 aprile, di cui una buona metà -16.000- provenienti dalla Lombardia.
Ecco i risultati (a livello italiano, a livello lombardi  consulta Voices of the blogs):

colpevoli dello scandalo dei rimborsi elettorali
  • i dirigenti della Lega per il 35,7%
  • cerchio magico per il 21,5%
  • Umberto Bossi per il 17,4%
  • Calderoli per l'8,8%
  • Francesco Belsito (o' tesoriere) per il 5,7%
prossimo leader della Lega
  • Roberto Maroni 64,6%
  • Umberto Bossi 29,0%
  • Flavio Tosi 6,4%
dimissioni dell'Umberto
  • non rilevanti 34,5%
  • tardive 32,1%
  • gesto da leader 21,4%
  • atto dovuto 9,8%
  • apprezzate 2,1%
opinioni sull'Umberto
  • appartiene alla casta 31,2%
  • raggirato dai suoi 24,5%
  • non mi piace 14,5%
  • leader 8,7%
giudizi nei confronti della Lega (rispetto a una precedente analisi del gennaio 2012 i giudizi si estremizzano, sia in positivo che in negativo e diminuiscono quelli neutri)
  • molto contro il 38,7%, era il 30,3% a gennaio
  • contro il 24,4%, era il 31,0% a gennaio
  • fortemente simpatizzante per il 16,5%, era l'8,9% a gennaio
  • indifferente per 10,4%, era il 17,7% a gennaio
  • simpatizzante per il 9,9%, era il 12,1% a gennaio


imagecredit ilsole24ore.com

giovedì 5 aprile 2012

Umberto Bossi si è dimesso

E così, travolto dagli scandali che le intercettazioni del tesoriere  Belsito stanno portando alla luce, Umberto Bossi si è dimesso da segretario e capo assoluto della Lega [Corriere, Ansa, Repubblica]
Il mondo nascosto che sembrerebbe emergere dalle intercettazioni è di uno stridente contrasto con l'ideologia professata fino ad oggi dalla Lega, riassunta nello slogan ripetuto mille volte: "Roma Ladrona!"
Ora, a quanto sembra, non era solo "Roma, ladrona".
Se è avvilente per chi non è mai stato leghista figuriamoci per chi nella Lega, nella Padania ci ha sempre creduto. Quello che sta emergendo dalle intercettazioni è uno squallido mondo, il solito che si è abituati a vedere nel mondo politico e in quello dei partiti quando ci sono troppi soldi. Il Corriere  pubblica alcuni stralci  delle  intercettazioni delle telefonate tra Francesco Belsito e Nadia Dagrada, un'impiegata amministrativa della Lega non sottoposta ad indagini:

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