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sabato 18 agosto 2012

"La femminilità è donna": modelle e disabilità. Perchè la bellezza è sempre tale

Cinzia Rossetti
Al di là del fatto che il mondo della moda può essere effimero e può non interessare una parte dell'opinione pubblica, la cosa che preoccupa e che dovrebbe interessare tutti  è il pregiudizio associato alla disabilità in generale, sia fisica che mentale, che fa del disabile, nel giudizio di certe persone, un uomo o una donna diversi rispetto a tutti gli altri uomini e donne.
Questo orrendo pregiudizio, in qualunque settore si manifesti, sia nel lavoro che nella vita sociale, deve essere combattuto come una delle più dannose superstizioni, quelle stesse che ci fanno credere alle cose più strampalate, ivi incluso l'inganno dell'abito che fa il monaco.
Tenta di combatterlo, questo pregiudizio, per la parte che la riguarda e cioè la professione di modella, alla quale aspirerebbe, Cinzia Rossetti che, insieme a tanti altri, ha allestito questa mostra La femminilità è donna, in quel di Brescia. Vi sono rappresentate 42 immagini di 15 modelle disabili, ma non per questo meno belle e meno donne perchè, come dice Cinzia  “è un pensiero comune che una disabile non sia una vera femmina", e io anzi aggiungerei "vera donna", che compendia meglio [vedi Il Fatto Quotidiano, ‘La femminilità è donna’, mostra con modelle disabili: “La bellezza è sempre tale”].

martedì 30 agosto 2011

Il caso Alitalia e il disabile che non può volare

L'episodio è accaduto ieri a Pietro Barbieri, presidente della Fish (Federazione italiana superamento handicap) e viene riferito sul sito dell'associazione in questo articolo.
Si afferma che  Barbieri, nella mattinata di ieri 29 agosto
si presenta alla reception diAlitalia per essere imbarcato sul volo per Milano. Ha dichiarato di essere in carrozzina, non in grado di deambulare nemmeno per pochi passi, di essere accompagnato. Non ha chiesto servizi aggiuntivi, ché non gli servono; non ha richiesto l’uso della barella.
Ma il fatto di non aver richiesto  servizi aggiuntivi e di non aver bisogno della barella gli sarà fatale. Infatti
I responsabili di Alitalia, questa volta, giudicano incompleta la dichiarazione di Barbieri e rifiutano l’imbarco, opponendo le proprie prassi interne secondo cui i dati sui servizi aggiuntivi e sull’uso della barella, oltre a quelli sanitari, vanno comunque dichiarati. 
Sembra materia per una storia kafkiana invece, a quello che racconta l'articolo, è reale. Una questione facilmente risolvibile con un po' di buon senso e di buona volontà, oltre ad impedire una legittima mobilità ai portatori di handicap, si risolve in un'ennesima forma di ingiustizia e insensibilità nei confronti dei disabili, a dimostrazione della lunga strada verso la civiltà.
Ma, il diritto alla mobilità per i disabili, è davvero garantito in Italia, ci si domanda provocatoriamente nell'articolo.
Nonostante i numerosi atti dell’Unione Europea, vengono ancora segnalati troppo sovente casi di esclusione dal trasporto ferroviario, aereo, navale, per non dire dal trasporto urbano: mezzi non adeguati, servizi discontinui, personale non preparato o – come in questo caso – interpretazione restrittiva di regolamenti e norme.
In ultimo, una dichiarazione perfettamente condivisibile di Barbieri
“È superfluo precisare che non è una questione personale ma di un diritto di tutte le persone con disabilità che va rispettato, ancora di più in presenza di norme internazionali che, finalmente, ci tutelano di fronte ad ogni discriminazione come quella attuata questa mattina da Alitalia.” 

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