Una bocca della verità? Una versione in chiaro del politichese?
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giovedì 16 giugno 2011
martedì 14 giugno 2011
Referendum 12-13 giugno: gli inviti al voto e le parodie. Un video
Dal Corriere, un video con il meglio degli inviti al voto per il referendum e le parodie del dopo referendum. Tutto dalla rete. Direi che la rete è stata decisiva. Che sia l'inizio di una nuova forma di democrazia e partecipazione?
Considerazioni post referendum 12-13 giugno
Perchè le questioni sono due: o il voto referendario ha influenza anche a livello politico oppure non ce l'ha.
Se non ce l'ha, e riguarda unicamente i quesiti sottoposti a referendum, che ha tanto da sbraitare la Lega che occorre dare un segnale, una scossa alla politica del governo? Hanno chiesto ai cittadini se volevano abrogare delle leggi e i cittadini hanno risposto SI. Punto. Perchè scaldarsi tanto, da parte dei leghisti, se i referendum riguardano soltanto le leggi da abrogare? In quel caso lì non ci sarebbe nemmeno bisogno di rispolverare la famosa o famigerata riforma fiscale, promessa sin dal '94 e mai messa in pratica. Se è solo un referendum. E se è solo un referendum fa bene Di Pietro a non chiedere le elezioni anticipate.
Ma se il referendum ha influenza anche a livello politico, a maggior ragione dopo elezioni amministrative parimenti avverse, allora ha ragione la Lega a pretendere la sveglia e hanno ragione anche quelli che chiedono a Berlusconi di salire al Colle, a rassegnare le dimissioni. Se i due schiaffoni ricevuti hanno valenza politica, allora la hanno sia dal punto di vista della strategia di governo, per uscire dall'impasse, sia dal punto di vista delle opposizioni, che affermano che la maggioranza non ha più il consenso dei cittadini.
Per questo motivo Berlusconi si affanna a non annettere valenza politica, anche dopo aver detto tutt'altro, prima delle amministrative, salvo poi smentirsi dopo. Se una maggioranza non ha più il consenso del paese si profila una crisi di governo con dimissioni ed elezioni anticipate.
Le due cose non possono andare d'accordo. Certo, la Lega potrà sempre dire che la riforma fiscale è una necessità al di là degli ultimi esiti elettorali, ma non vi è dubbio che è appunto tenendo conto di quei risultati che si modifica, in extremis, l'azione del governo, allo scopo di recuperare credibilità.
Che le elezioni amministrative e i referendum avessero valore politico è fuori dubbio. Non è mai solo una questione locale. Altrimenti sarebbe poco spiegabile l'addossare la colpa del fallimento a Santoro, che bastona solo Berlusconi. Se Berlusconi, per Berlusconi, non c'entra con amministrative e referendum, perchè addossare la colpa della debacle a Santoro, che parla solo di Berlusconi? Anche in questo caso, la maggioranza, temendo ripercussioni generali, tende a non collegare i due fenomeni -locale e nazionale- mentre in realtà li collega, e la cancellazione di Annozero è una evidente prova.
Il responso di questi due turni elettorali è inequivocabile. Viene punita la protervia del governo, la sua pretesa di non spiegare i presunti vantaggi che le leggi oggetto di abrogazione avrebbero dovuto portare, parlando invece di condizionamento ideologico. Anzichè spiegare hanno preferito cercare di impedire o ostacolare i referendum strategia, come noto, che non paga. La forte affluenza al referendum si spiega anche con la decisione di votare di parte dell'elettorato di destra che forse, qui come alle amministrative, vuole segnalare una modifica del proprio punto di vista. Da cui segue l'idea di un terzo turno elettorale.
lunedì 13 giugno 2011
L'ultimo tentativo per impedire il quorum al referendum
Alle 12,00 di oggi il ministro dell'Interno Maroni, consapevolmente o inconsapevolmente (propendo per la prima ipotesi) fa un annuncio improvvido: è stato raggiunto il quorum. La notizia avrebbe potuto condizionare l'affluenza alle urne dei cittadini. Dopo tutti i precedenti tentativi, dal mancato accorpamento con le amministrative, alla moratoria sul nucleare fino alle sentenze di Cassazione e Consulta senza dimenticare la latitanza della Rai svegliata solo dall'intervento dell'Agcom, ci mancava questa ennesima manovra diversiva.Per questo motivo l'ormai certo quorum con la straripante vittoria dei SI e l'esito delle elezioni amministrative di un mese fa, implicano che il governo non ha più la maggioranza del consenso degli italiani. L'indicazione è chiara ed è politica, nonostante quello che, adesso, si affrettano a spiegare Berlusconi e soci: non c'è due senza tre, si vada alle elezioni politiche anticipate!
Referendum 2011: verso il quorum!
I primi dati forniti dal Ministero parlano chiaro: ci si sta avviando verso il superamento del fatidico quorum
Aggiornamento delle 15,30, 1800 comuni su 8092, verso il 56%
Aggiornamento delle 16,00. Ormai è quasi certo: quorum più (scontata) vittoria dei SI
Qui la diretta su Sky tg 24
domenica 12 giugno 2011
Referendum del 12 e 13 giugno: ecco come va il quorum
I rilevamenti sull'affluenza ai referendum vengono presi a intervalli regolari: solitamente si vota di domenica e lunedi, la domenica ci sono tre rilevamenti, alle 11,00 alle 19,00 e alle 22,00. Il lunedi c'è un primo rilevamento alle 11,00 e poi quello definitivo alla chiusura, in questo caso le 15,00.Alle 22,00 di domenica 12 giugno il Ministero dell'Interno forniva poco più del 41% di affluenza. Molto buona, anche se non eccezionale. Ecco uno screenshot della pagina del Ministero.
Se si guarda ai referendum precedenti (quelli in due turni), per cercare di indovinare i possibili sviluppi, si osserva che, solitamente, il lunedi è andato a votare,
Se si guarda ai referendum precedenti (quelli in due turni), per cercare di indovinare i possibili sviluppi, si osserva che, solitamente, il lunedi è andato a votare,
- 1974 - il 14,4%
- 1978 - il 19,4%
- 1981 - il 16,6%
- 1985 - il 17,5%
- 1987 - il 16,4%
- 1990 - il 11,8%
- 1991 - il 16,8%
- 1993 - il 19,5%
- 2003 - il 8,4%
- 2005 - il 7,3%
- 2006 - il 18,8%
- 2009 - il 7,3%
Con una media del 13,68%. Ciò significa che, sommando 41% alla nostra media 13,68 avremmo un 54,68%, il che significherebbe che il quorum è stato raggiunto.
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