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domenica 2 dicembre 2012

Sallusti, la diffamazione e l'elenco di (quasi) tutti i giornalisti italiani condannati

Ormai da alcuni mesi tiene banco sulla stampa e sui media la vicenda Sallusti, condannato per diffamazione a 14 mesi di carcere, sentenza eseguita ieri con gli arresti domiciliari e la presunta evasione del direttore del Giornale e il rischio di una condanna da 1 a 3 anni per evasione.
La gran parte dei giornalisti si è dimostrata a favore della depenalizzazione del reato di diffamazione a mezzo stampa, o dell'abolizione della responsabilità oggettiva dei direttori di giornali. C'è chi ha invocato il bavaglio della stampa e chi invece ha giudicato questa condanna per diffamazione simile a tutte le altre in cui non è coinvolta la stampa.
Bene, tutto ciò è vero e, se uno dovesse scegliere tra mantenimento dell'attuale legislazione e depenalizzazione del reato sarebbe chiaramente preferibile la seconda ipotesi. Ma questo non per voler salvare dal carcere o dalla sanzione pecuniaria chi diffama ma per impedire, in prima istanza, che questa diventi una strategia per fermare le inchieste giornalistiche, soffocando le notizie sgradite sul nascere.

giovedì 27 settembre 2012

Il caso Sallusti: note della Cassazione e articolo "incriminato"

Sinceramente mi aspettavo che nel pezzo incriminato, firmato Dreyfus ma attribuito a Sallusti, e probabilmente veramente suo, ci fossero peste e corna contro il giudice Cocilovo che, per la verità, non viene mai citato, anche se è chiaro comunque che a lui si fa riferimento: il caso dell'aborto della ragazzina è quello, la città è quella, la sentenza è quella ergo anche il giudice è quello. E invece niente:  la querela per diffamazione parte tutta, apparentemente, da un'unica affermazione di Dreyfus/Sallusti, definita sbagliata dal giudice Cocilovo e così giudicata, e perciò ritenuta diffamante (secondo la ricostruzione di Luca Fazzo sul Giornale Per i giudici Sallusti è un "pericolo sociale"]

«Con riferimento alla posizione di Sallusti - scrive la Corte d'appello - va riaffermata non solo la natura diffamatoria dell'articolo a firma Dreyfus, ma anche la falsità della ricostruzione dei fatti». Secondo la querela, a decidere di abortire sarebbe stata la ragazzina, e il giudice si sarebbe limitato a ratificarne la decisione: in questo consisterebbe la falsità. «E - aggiunge la sentenza - gli altri organi di stampa si erano affrettati a correggersi ben prima dell'uscita degli articoli» di Libero. La difesa di Sallusti ha sottolineato la incongruità di questo passaggio: il primo articolo della Stampa sul caso della ragazzina è del 17 febbraio 2007, il corsivo di Dreyfus è del 18, il giorno successivo. Quando sarebbe avvenuta la rettifica?

martedì 25 settembre 2012

Di Pietro difende Sallusti: no a carcere per reati di opinione

Non che improvvisamente Sallusti gli sia diventato simpatico, stante le decine di cause aperte, ma Di Pietro ci tiene a difendere la libertà di opinione dal carcere con questa interrogazione parlamentare a risposta urgente. Il Governo ha la possibilità di intervenire con un decreto che elimini la sanzione penale dall'articolo 595 del codice penale.


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