Ormai da alcuni mesi tiene banco sulla stampa e sui media la vicenda Sallusti, condannato per diffamazione a 14 mesi di carcere, sentenza eseguita ieri con gli arresti domiciliari e la presunta evasione del direttore del Giornale e il rischio di una condanna da 1 a 3 anni per evasione.
La gran parte dei giornalisti si è dimostrata a favore della depenalizzazione del reato di diffamazione a mezzo stampa, o dell'abolizione della responsabilità oggettiva dei direttori di giornali. C'è chi ha invocato il bavaglio della stampa e chi invece ha giudicato questa condanna per diffamazione simile a tutte le altre in cui non è coinvolta la stampa.
Bene, tutto ciò è vero e, se uno dovesse scegliere tra mantenimento dell'attuale legislazione e depenalizzazione del reato sarebbe chiaramente preferibile la seconda ipotesi. Ma questo non per voler salvare dal carcere o dalla sanzione pecuniaria chi diffama ma per impedire, in prima istanza, che questa diventi una strategia per fermare le inchieste giornalistiche, soffocando le notizie sgradite sul nascere.

