sabato 1 ottobre 2011

Stupri e gonne troppo corte: i consigli della polizia di New York

"Ondata di stupri nel quartiere Park Slope a New York." Così titola il Corriere. Ma la notizia è un'altra: la polizia, per far fronte all'ondata consiglierebbe
«Non indossate gonne troppo corte se volete evitare di essere stuprate»
Anche se poi gli ufficiali di polizia smentiscono che sia stato diramato questo consiglio tra le pattuglie, mentre alcune ragazze affermano di essere state rimproverate da agenti perchè indossavano abiti troppo succinti, la questione non è questa. Le reazioni, soprattutto delle donne, sono state immediate e molto critiche nei confronti di questo atteggiamento della polizia per far fronte alle violenze. E' un consiglio sessista, discriminatorio e maschilista?

Consigli o discriminazioni? A parte che si può mandare a quel paese con maniere da gentleman e salvare la vita in modo rude, cioè vi è un'ampia escursione nei comportamenti delle persone, e questo mi fa dire che il modo di trattare le persone spesso è indipendente dal contenuto del messaggio. In pratica, lo stesso invito a non indossare gonne troppo corte, qualcuno lo può trasmettere con buona grazia e rispetto e qualcun altro lo può trasmettere con mala grazia e mancanza di rispetto.
Fatta questa premessa vi offro questi esempi.
Se invece di un'ondata di stupri si fosse trattato di un'ondata di furti di autoradio (quando andavano di moda) e la polizia, come consiglio generale e non certo per far fronte alla minaccia, avesse suggerito di rimuoverle dalla propria vettura quando si scendeva dall'auto, cosa avremmo pensato, che limitavano la nostra libertà o che ci davano un buon consiglio? E ancora.
Se dopo un'ondata di furti d'appartamento in abitazioni i cui abitanti erano abituati a lasciare le finestre aperte di notte, la polizia raccomandasse di chiuderle, cosa dovremmo pensare, che è discriminatorio per chi dorme con le finestre aperte?
Se  mi trovassi ad un posto di blocco con la mia decapottabile, e un agente di pattuglia mi consigliasse di alzare la capotte perchè sta cominciando a piovere, cosa dovrei pensare, che è invidioso della mia macchina o che mi sta aiutando?
Se nell'avvicinarmi a una strada molto trafficata un poliziotto mi esortasse a prendere per mano mio figlio come la dovrei prendere, come una limitazione alla mobilità del mio pargolo o come un utile suggerimento?

L'abito fa il monaco. Allora, per tornare al discorso iniziale, e fatta ancora un'altra premessa (l'ultima) che si può riassumere nello stravolgimento della locuzione di uso comune che  l'abito non fa il monaco  perchè invece l'abito fa il monaco (e aggiungo purtroppo), se vestirmi da straccione o in modo signorile influenza l'atteggiamento di chi mi sta di fronte, perchè non dovrebbe influire anche un vestimento dal castigato al succinto? E se un vestito succinto influenza  il comportamento di un maniaco o di qualche gruppo di balordi,  il consiglio di allungarlo (il vestito) o di indossare pantaloni lunghi, perchè lo dobbiamo intendere solo con una connotazione sessista e non come un utile consiglio, del genere di quelli elencati sopra?
Perchè della possibile doppia implicazione, quella sessista e quella del suggerimento, si deve scegliere subito (e solo) la prima?
Con questo non voglio dire che sia del tutto assente la connotazione sessista in suggerimenti di questo genere, o nelle considerazioni da balordo del tipo se le vanno a cercare, perchè sarebbe falso. Probabilmente una traccia di discriminazione di genere vi è sempre.Quello che mi preme sottolineare è la pretesa, forse assurda, di continuare a lasciare l'autoradio in macchina, le finestre della camera aperte, non chiudere la capotte e di rifiutarsi di prendere per mano nostro figlio solo perchè intendiamo i suggerimenti della polizia come discriminatori e liberticidi.
Perchè è più forte l'esigenza di indossare una minigonna o degli shorts stringatissimi (e qui le indossatrici di questi abiti dovrebbero spiegare anche perchè vogliono indossarli, ma solo come curiosità) di quella di evitare una possibile violenza?  E perchè l'invito a una diversa vestizione deve essere interpretato solo in forma sessista, quasi come se la parificazione dei diritti e delle opportunità della donna passasse  solo dalle minigonne e dagli shorts?
Detto questo, affermo categoricamente che ognuno può andare vestito come crede, fatti salvi i limiti imposti dalla legge, e che un invito ad indossare abiti lunghi ha senso soltanto come consiglio generico per evitare possibili pericoli e non certo come giudizio  morale. In più, nonostante molta gente faccia il contrario, è sbagliato giudicare solo dall'abito.  Dall'altro lato, trovo però riduttivo che per sentirsi pienamente libere le donne debbano per forza indossare minigonne e che qualunque invito a non indossarle sia sempre interpretato come una forma di discriminazione sessista.

2 commenti:

  1. Gianluca Porqueddu1 ottobre 2011 20:59

    Devo dire che trovo ingiusto che le donne non possano permettersi di vestirsi come gli pare,ma la ragazza nella foto è esagerata! E non sò come dire....si svalorizza da sola.
    Con questo nessuno ha il diritto di fare soprusi o violenze sù di lei!

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  2. concordo, però sul fatto che si "svalorizza" non ne faccio una questione, anche perchè è di difficile soluzione

    RispondiElimina

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