lunedì 11 luglio 2011

2008-2011: tre anni di Governo Berlusconi IV al setaccio. Il 2008

credit Repubblica
7 maggio 2008: Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica, affida a Berlusconi la guida del governo, dopo che la sua coalizione ha vinto le elezioni politiche del 13 e 14 aprile dello stesso anno. E' il quarto governo Berlusconi. Mi è venuta voglia, anche sull'onda dei fatti recenti, come la doppia sconfitta alle amministrative e al referendum, i malumori e litigi interni tra Pdl e Lega, la richiesta dell'autorizzazione a procedere nei confronti di alcuni deputati della maggioranza , insomma in seguito a questi e altri fatti, dicevo, mi è venuta voglia di ripercorre i 3  anni di governo del Berlusconi IV per vedere quello che ha prodotto. Ve ne offro una visione sintetica.

  • 25 giugno 2008: viene approvato il decreto legge n. 112 che riguarda "Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione Tributaria". Ecco gli obiettivi
1. Le disposizioni del presente decreto comprendono le misure necessarie e urgenti per attuare, a decorrere dalla seconda metà dell'esercizio finanziario in corso, un intervento organico diretto a conseguire, unitamente agli altri provvedimenti indicati nel Documento di programmazione economica e finanziaria per il 2009:
    a) un obiettivo di indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche che risulti pari al 2,5 per cento del PIL nel 2008 e, conseguentemente, al 2 per cento nel 2009, all'1 per cento nel 2010 e allo 0,1 per cento nel 2011 nonche' a mantenere il rapporto tra debito pubblico e PIL entro valori non superiori al 103,9 per cento nel 2008, al 102,7 per cento nel 2009, al 100,4 per cento nel 2010 ed al 97,2 per cento nel 2011;
    a) la crescita del tasso di incremento del PIL rispetto agli andamenti tendenziali per l'esercizio in corso e per il successivo triennio attraverso l'immediato avvio di maggiori investimenti in materia di innovazione e ricerca, sviluppo dell'attività imprenditoriale, efficientamento e diversificazione delle fonti di energia, potenziamento dell'attività della pubblica amministrazione e rilancio delle privatizzazioni, edilizia residenziale e sviluppo delle città nonche' attraverso interventi volti a garantire condizioni di competitività per la semplificazione e l'accelerazione delle procedure amministrative e giurisdizionali incidenti sul potere di acquisto delle famiglie e sul costo della vita e concernenti le attività di impresa nonche' per la semplificazione dei rapporti di lavoro tali da determinare effetti positivi in termini di crescita economica e sociale.
Per chi avesse voglia di leggerselo, qui c'è il documento originale. Insieme alle belle speranze e aspettative del Governo in quel giugno 2008 vi offro anche il reale andamento di Pil e debito pubblico, così virtuosamente presente tra gli obiettivi principali del governo. Cominciamo con il rapporto Debito pubblico/Pil. Come è agevole notare, si partiva da una situazione che vedeva il debito al 103,6% e si arriva al 2010 con il debito salito al 119%. Il primo obiettivo non è stato realizzato.




Anche per quanto riguarda il Pil, le aspettative del governo erano ottimistiche e gli impegni importanti, però il risultato è stato deludente: dal 2008 ad oggi il Pil invece di salire è addirittura sceso.



  • 26 giugno 2008: viene presentato il Lodo Alfano, che entrerà in vigore nell'agosto 2008 (fino al 7 ottobre 2009): "Disposizioni in materia di sospensione del processo penale nei confronti delle alte cariche dello Stato ". Si tratta della legge n. 124 del 23 luglio 2008

Art. 1.

    1. Salvi i casi previsti dagli articoli 90 e 96 della Costituzione, i processi penali nei confronti dei soggetti che rivestono la qualità di Presidente della Repubblica, di Presidente del Senato della Repubblica, di Presidente della Camera dei deputati e di Presidente del Consiglio dei ministri sono sospesi dalla data di assunzione e fino alla cessazione della carica o della funzione. La sospensione si applica anche ai processi penali per fatti antecedenti l’assunzione della carica o della funzione.

    2. L’imputato o il suo difensore munito di procura speciale può rinunciare in ogni momento alla sospensione.
    3. La sospensione non impedisce al giudice, ove ne ricorrano i presupposti, di provvedere, ai sensi degli articoli 392 e 467 del codice di procedura penale, per l’assunzione delle prove non rinviabili.
    4. Si applicano le disposizioni dell’articolo 159 del codice penale.
    5. La sospensione opera per l’intera durata della carica o della funzione e non è reiterabile, salvo il caso di nuova nomina nel corso della stessa legislatura né si applica in caso di successiva investitura in altra delle cariche o delle funzioni.
    6. Nel caso di sospensione, non si applica la disposizione dell’articolo 75, comma 3, del codice di procedura penale. Quando la parte civile trasferisce l’azione in sede civile, i termini per comparire, di cui all’articolo 163-bis del codice di procedura civile, sono ridotti alla metà, e il giudice fissa l’ordine di trattazione delle cause dando precedenza al processo relativo all’azione trasferita.
    7. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano anche ai processi penali in corso, in ogni fase, stato o grado, alla data di entrata in vigore della presente legge.
    8. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

Il continuo tentativo dell'esecutivo di sottrarre le alte cariche dello Stato (Presidente della Repubblica, Presidente del Senato, Presidente della Camera, Presidente del Consiglio), durante l'esercizio delle loro funzioni, ai procedimenti penali, si materializza in questo Lodo Alfano. Il Lodo è subito giudicato anticostituzionale, dato che nel mondo delle democrazie occidentali non esiste normativa che protegga membri dell'esecutivo dai procedimenti penali. Nell'ottobre del 2009 il Lodo viene giudicato incostituzionale dalla Corte Costituzionale a maggioranza, con 9 voti contro 6, per violazione degli articoli 3 e 138 della Costituzione Italiana.

  • 7 ottobre 2008: viene approvato il Decreto Gelmini n. 137 sulla scuola:"Disposizioni urgenti in materia di istruzione e università" . Il governo pone la fiducia.
Art. 1.
Cittadinanza e Costituzione


Art. 2.
Valutazione del comportamento degli studenti


Art. 3.
Valutazione del rendimento scolastico degli studenti


Art. 4.
Insegnante unico nella scuola primaria


Art. 5.
Adozione dei libri di testo


Art. 6.
Valore abilitante della laurea in scienze della formazione primaria


Art. 7.
Sostituzione dell'articolo 2, comma 433, della legge 24 dicembre 2007, n. 244.


Art. 8.
Norme finali

La reazione del mondo scolastico è immediata. La Riforma scontenta tutti: studenti, insegnanti, sindacati, opposizioni. Tra le novità, il ritorno al maestro unico nelle scuole primarie, il ritorno ai voti espressi in cifre (sufficiente 6/10), impegno ad adottare libri di testo invariati per i cinque anni, torna a valere il voto di condotta e cambiano alcune regole per la bocciatura.


(Continua...)

Fonti

2 commenti:

  1. Come faccio a vedere l'intero documento?

    RispondiElimina
  2. mi dispiace ma purtroppo non ho dato seguito all'articolo. Ottimi riassunti nella prima fonte it.wikipedia citate in calce

    RispondiElimina

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