domenica 18 dicembre 2011

Finanziamenti Arcidiocesi Bologna: mons. Nuvoli risponde allo UAAR denigrando atei e agnostici

Non credo che rappresenti per intero il pensiero della chiesa o dei credenti questa lettera di denigrazione che mons. Nuvoli indirizza allo UAAR, soprattutto perchè dichiaratamente emessa a titolo personale: troppo banale, troppo grossolana, troppo povera di contenuti.
La risposta del prelato, ovvero monsignor GianLuigi Nuvoli, economo dell'Arcidiocesi di Bologna, segue un articolo dello UAAR sui finanziamenti del comune di Bologna all'edilizia di culto. Però, invece che essere centrata sul tema, cristianamente parlando, è puramente offensiva nei riguardi di due categorie di persone che solitamente afferiscono lo UAAR, cioè atei e agnostici.


In questa pagina è riassunta la questione che riporto per sommi capi. Mentre l'assessore al comune di Bologna Malagoli rivolgeva un appello all'arcidiocesi "affinché faccia la sua parte per fronteggiare la crisi", ottenendone del resto un rifiuto, lo UAAR suggeriva di non implorare ma di tagliare semplicemente tutti i finanziamenti e le esenzioni riservate alla chiesa.

I dati forniti dallo UAAR sottolineano come la curia abbia ricevuto dal comune di Bologna, dal 2000 al 2009, circa 6 milioni di euro. 
Inoltre, una stima prudenziale evidenzia come, a livello nazionale la chiesa riceva, sotto forma di contribuiti o esenzioni, circa 6 miliardi l'anno.
L’UAAR ha lanciato da pochi giorni la prima inchiesta online sull’impatto che i contributi erogati e i privilegi di cui dispone la Chiesa cattolica hanno sulle casse pubbliche: in via prudenziale è di 6.086.565.703 euro l’anno.
Alle osservazioni di tagliare semplicemente i fondi più che rivolgere appelli (inascoltati) mons. Nuvoli rispondeva come detto, non nel merito ma nel demerito: atei e agnostici sono gentaglia. Infatti, per il prelato: 
a-teo significa senza Dio, dunque scellerato
a-gnostico significa senza cognizione, senza conoscenza, dunque senza cervello e poi l'ultimo colpo per i 
razionalisti, che se utilizzano solo la scienza e non anche Cristo e la metafisica, fanno funzionare il loro cervello a scartamento ridotto.
E con questo il discorso è chiuso
In realtà non c'è nemmeno da offendersi troppo. Le accuse sono troppo infantili e così mal poste che sembra quasi di assistere a un revival di Galileo di fronte al tribunale dell'Inquisizione. E' una cosa d'altri tempi che stona violentemente con il mondo contemporaneo e che non meriterebbe nemmeno replica nè tanto meno il sentirsi offesi. 
Una cosa invece merita di essere approfondita. 

L'alto mandato della chiesa, che non è semplicemente un'organizzazione no-profit  ma è un modo di vivere, è una completa fusione di fede e vita (almeno per i chierici) e dovrebbe essere sempre improntato al precetto fondamentale di tale confessione, aiutare gli altri. E non aiutare se stessi. La chiesa è ricca, ha possedimenti, attività, riceve continue donazioni e testamenti a proprio favore, ha una rete di potere prima molto esteso e manifesto ora meno ma comunque presente ed ha, ovviamente, tanti meriti, sui quali non si può tacere. Dunque, se per tanti anni hai ricevuto (e hai dato) ora che vi è una grave crisi e se il tuo ruolo non è mutato, dovresti farti in quattro per dare ancora di più, e tra questo dare vi è anche rinunciare, dove possibile, a esenzioni e finanziamenti. Questi soldi ai quali la chiesa rinuncia servono appunto ad aiutare gli altri: non vi è contraddizione, ma convergenza di intenti perciò io mi aspetto che la chiesa faccia di tutto per facilitare quello che dovrebbe essere il suo ruolo principale.
Quanto a mons. Nuvoli, non scada nell'insulto e nella denigrazione ma risponda nel merito. Il consiglio serve anche ad evitare il continuo salasso di credibilità dell'istituzione che rappresenta, pure se dichiara di parlare a titolo personale.
Infine, se la confessione cristiana desidera svolgere le proprie attività senza dover rendere conto a chicchessia, cosa legittima, e se dipinge il suo ruolo come non unicamente rivolto all'aiuto, ebbene può farlo tranquillamente. In quel caso però, decade ogni necessità di finanziamento pubblico: la chiesa faccia quello che crede senza rendere conto a nessuno ma non prenda nemmeno un euro pubblico e non usufruisca di nessuna esenzione. Non possono darsi le due cose insieme. E' tollerabile il finanziamento pubblico della chiesa se e soltanto se il suo compito è unicamente incentrato sull'aiuto. Non sono possibili deroghe.

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