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giovedì 6 febbraio 2014

ONU: osservazioni conclusive sugli abusi sessuali ai minori nella chiesa. Il testo

Sono uscite in questi giorni le Osservazioni conclusive delle Nazioni Unite sul Rapporto sugli abusi sessuali nella chiesa della Santa Sede, sull'andamento della collaborazione della chiesa con le autorità dei vari Stati e sull'adesione del Vaticano alle Convenzioni internazionali. Il risultato è piuttosto deludente per non dire imbarazzante, in certi casi. Anche la risposta dell'ufficio stampa vaticano sembra  improntata alla difesa delle proprie prerogative se, oltre i rilievi mossi dall'ONU, vede
in alcuni punti delle Osservazioni Conclusive un tentativo di interferire nell’insegnamento della Chiesa Cattolica sulla dignità della persona umana e nell’esercizio della libertà religiosa.

Riporto  la traduzione di alcune delle osservazioni conclusive contenute nel rapporto che l'ONU. Sono piuttosto severe con la chiesa e, se rispondono a verità, anche molto imbarazzanti, come detto. Di seguito anche il documento integrale.


giovedì 5 settembre 2013

Le trattative segrete tra governo e chiesa nell'archivio di Gotti Tedeschi

Sono di un certo interesse gli archivi di Gotti Tedeschi, l'ex presidente dell'Istituto per le Opere Religiose, ovvero lo IOR, la banca vaticana, che pubblica oggi la stampa. Trovano probabilmente conferma le ipotesi fatte già mille volte che molti dei provvedimenti del centrodestra (e del centrosinistra?) fossero presi in accordo con le autorità ecclesiastiche, e chiaramente non per scontentarle. Dicevo che sembrano confermate le ipotesi fatte a suo tempo e ampiamente immaginate durante ogni periodo storico di un rapporto più che stretto tra Stato e chiesa, e dunque non risultano eclatanti più di tanto, anche se chiaramente dovrebbero perchè non si riesce a vederle solo come una normale attività di lobbying. Alcuni dei temi che emergono riguardano aspetti più spirituali come testamento biologico ma anche altri più materiali come ICI per gli immobili della chiesa  o nomine Rai e di Ministri. 
L'archivio, mail, note, appunti, che era stato  sequestrato dalla Procura di Napoli in seguito a presunte violazioni di Gotti Tedeschi delle norme antiriciclaggio (poi archiviate),   ora non è più coperto dal segreto istruttorio e Repubblica lo rende disponibile, in piccola parte anche online. Ma le cose che vi sono dentro devono scandalizzare?

mercoledì 9 gennaio 2013

Germania: la chiesa tedesca blocca l'indagine sugli abusi sessuali dei preti

Alcune fonti, due tedesche e una inglese, Süddeutsche Zeitung, Spiegel e BBC riportano la notizia che la curia tedesca avrebbe bloccato un'indagine sugli abusi sessuali all'interno della chiesa per il venir meno del rapporto fiduciario con il professor Christian Pfeiffer, presidente del  Lower Saxony Criminological Research Institute, che svolgeva l'inchiesta.
Per parte sua,   Christian Pfeiffer ha accusato le autorità ecclesiastiche di "obstructing his team's work by seeking to control the investigation" [BBC cit.] cioè di "ostacolare il lavoro della sua squadra, cercando di controllare l'inchiesta". Anche su pressione del Ministro della Giustizia, la chiesa ha comunque detto di avere intenzione di   proseguire  l'indagine, pure se affidandola ad un altro istituto.

lunedì 3 settembre 2012

L'ultima intervista ovvero il "testamento spirituale" del cardinal Martini: "la chiesa è indietro di 200 anni"

Come orgogliosamente scrivono sul Corriere di ieri
In cima alle classifiche internazionali. Richiamato dal Nyt, Seconda notizia più letta suLe Monde. 903 commenti sul sito della Bcc (dove è stata in cima agli share). 
Si parla del testamento spirituale ovvero ultima intervista concessa dal cardinal Martini al Corriere. L'intervista è dell'8 agosto, è stata pubblicata il primo settembre ed è disponibile qui: «Chiesa indietro di 200 anni ».
Tutto questo interesse intorno a questa intervista, seppure aumentato dall'essere stata pubblicata nell'imminenza della morte, è dovuto a un reale interessamento alle questioni filosofiche e spirituali delle quali si discute oppure si deve a una più spicciola curiosità relativa a tutte le cose del genere ultima?
Sia come sia, non è mai male che questioni rilevanti e non esclusivamente materiali impegnino la mente delle persone, seppure in modo passeggero. Ogni cosa è in grado di lasciare un suo segno. Certo, ho come l'impressione che tra lo stuolo di lettori interessati non vi sia chi dovrebbe o avrebbe dovuto interessarsene, ma questa è un'altra questione.

sabato 14 luglio 2012

"Te lo do io il bosone!" il lato oscurantista di chiesa e cristianesimo

Un florilegio tra eccessi dottrinari e impressionanti ingenuità. La chiesa non rinuncia al suo interiore arcaismo, alla crudeltà delle origini, all'intolleranza del fanatismo, rendendo ancora una volta di più impressionante il divario tra il messaggio amorevole racchiuso in parte della sua dottrina e la durezza con la  quale alcuni vorrebbero imporlo. Per non parlare dell'ingenuità, a volte ai limiti del patologico, di chi si sorprende di quelli che non credono al diavolo o al soprannaturale. 
E' la dottrina la fonte del rispetto e dell'amore per gli altri oppure è una conseguenza del proprio essere? Nel primo caso si danno, spesso, gli eccessi e le intemperanze nel secondo, spesso, si mettono da parte le differenze religiose e si guarda all'uomo in sè.

venerdì 25 maggio 2012

Sua Santità: le carte segrete del papa, il libro di Gianluigi Nuzzi

C'è un aspetto inquietante in queste parole che Nuzzi attribuisce al papa [vedi Sua Santità, estratto dal libro],  nell'ipotesi che siano vere,  quando Benedetto XVI riceve in udienza i gentiluomini di Sua Santità (gentiluomo del papa è un'onorificenza riconosciuta direttamente dal papa) e afferma che la barca di Pietro ha necessità, oltre che delle normali attività appariscenti, anche di tante nascoste mansioni.
Comprendo perfettamente che questo tante nascoste mansioni può avere una duplice interpretazione ma, solitamente, le cose tenute nascoste lo sono perchè non possono essere mostrate. Se non possono essere mostrate spesso sarà perchè, pur essendo lecite, non è bene che si conoscano ma a volte può pure essere perchè non sono lecite.

Gianluigi Nuzzi afferma di avere una fonte segreta all'interno del Vaticano che gli ha passato tutte queste missive, carte, documenti riservati che poi ha raccolto nel libro. Con queste carte svela la vita segreta del Vaticano, il quotidiano della chiesa, non troppo dissimile a volte da una qualunque altra attività di lobbismo. Tra queste attività nascoste probabilmente anche missive, contatti, pressioni, e i motivi sono presto elencati.

domenica 19 febbraio 2012

Quanto vale l'Ici sulla chiesa? Parla l'Associazione Comuni

imagecredit subvoce.net
Angelo Rughetti, segretario generale dell'Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) ha rilasciato un'intervista al quotidiano della Cei sulla vicenda Imu sugli immobili della chiesa.
La premessa di partenza è questa: non vi è nessuna certezza su quanto porterà l'estensione dell'Ici agli immobili della chiesa non esclusivamente adibiti al culto o al sociale.
Seicento milioni? Angelo Rughetti, direttore generale dell’Anci, ci mette in guardia: “Qui non abbiamo numeri. Nessuno ha numeri”. Una pausa leggera precede il nuovo avvertimento: “E non si fidi di chi dice di averli”. Parla in maniera schietta Rughetti. Con un solo vero obiettivo: fare chiarezza sulla vicenda Ici- non profit. Ripetiamo la domanda: seicento milioni? E’ questa la cifra che alla fine potrebbe entrare nelle casse dei Comuni? Rughetti non vorrebbe smentire il presidente dell’Anci (l’Associazione nazionale dei Comuni italiani), Graziano Delrio. Ma non può non dire no a questo balletto di ‘numeri rubati’ che “vengono usati da chi vuole far passare una lettura che fa comodo”. Comodo? “Nelle ultime ore mi hanno chiamato molti giornali. A tutti ho spiegato che non esistono numeri e poi leggo titoli che danno numeri…”. Rughetti ha la faccia da persona perbene. Ha iniziato a lavorare all’Anci nel 1990. Ora è il direttore generale e accetta di parlare per “sgombrare il campo da disinformazione e strumentalità”. [fonte qui]

giovedì 16 febbraio 2012

Monti: emendamento all'esenzione Ici sugli immobili della chiesa

Siccome vi è stata grande confusione sul significato di esclusivamente, riferito all'attività commerciale o non commerciale di un immobile, il Presidente Monti ha voluto dire una parola di chiarezza. Ovviamente l'ente di cui più spesso si è parlato in termini di esenzione Ici non spettante è stata la chiesa, ma non è l'unico ad avere l'esenzione. In un comunicato il premier chiarisce che l'esclusione dal pagamento dell'Ici riguarda tutti quegli immobili con esclusiva attività non commerciale, cioè solo e soltanto l'attività non commerciale. Se invece nello stesso immobile si esercita sia l'attività commerciale che quella non commerciale, allora si paga, ma solo per la porzione di immobile dove si svolge l'attività commerciale.
Questo è il comunicato:

lunedì 6 febbraio 2012

Chiesa e pedofilia:"Verso la guarigione e il rinnovamento"? Il simposio

Scicluna
Inizia oggi a Roma fino al 9 febbraio un Simposio dal titolo Verso la guarigione e il Rinnovamento, con tema incentrato sulla pedofilia all'interno del clero. 30 gli ordini religiosi presenti e 110 delegati delle Conferenze episcopali di tutto il mondo per parlare della piaga degli abusi sessuali sui minori all'interno della chiesa e degli ordini religiosi in genere. Sul sito delle news del Vaticano c'è l'intervista a mons. Charles Sciclunapromotore di Giustizia presso la Congregazione per la Dottrina della Fede.
Tra le tante parole di circostanza non mi aspettavo che l'intervistatore affrontasse il problema dell'omertà della chiesa su molti casi, e infatti non lo affronta; comunque butta lì una domandina facile sulla collaborazione con le autorità civili, tanto per far fare bella figura al monsignore che risponde:
Parliamo di un fenomeno molto triste che non solo è peccato, ma anche delitto. In quanto delitto, c’è la giusta giurisdizione dello Stato e c’è il dovere di collaborare con questa giurisdizione penale statale. [fonte news.va]

giovedì 5 gennaio 2012

Quanto ci costa la chiesa: un'inchiesta dello UAAR

Altro tema rovente in tempi come questi: dopo i privilegi dei politici quelli degli ecclesiastici. Ma quanto costa allo Stato italiano la chiesa? L'occasione per approfondire l'argomento  me lo dà Bruna, del Tamburo riparato, che posta oggi su Facebook un filmato che riassume un'inchiesta dell' UAAR.
Questa inchiesta  nasce con il preciso scopo di fornire dati attendibili e verificabili sull'entità dei contributi pubblici alla chiesa, dopo diversi tentativi di giornalisti e studiosi che hanno dato tutti risultati diversi.
€ 6.086.565.703

Ecco la stima dei costi annui della chiesa: 6 miliardi e 86 milioni di euro. Segue anche una tabella riepilogativa con le singole voci. Quelle più consistenti sono

  • 8 per mille: 1,067 miliardi
  • esenzione Ici: 500 milioni
  • esenzione Iva, Irap, Ires: 350 milioni
  • insegnamento religione scuole: 1,5 miliardi
  • contributi statali scuole e università cattoliche: 314 milioni
  • contributi amministrazioni locali a scuole cattoliche: 400 milioni
  • contributi regionali: 242 milioni
E così via. L'articolo con l'elenco completo con tutte le fonti è disponibile sul sito i costi della chiesa.
Alcune riflessioni a margine. L'UAAR
parte dall'assunto che le religioni (tutte) le dovrebbe sostenere chi le professa. Ciò non accade, quantomeno in Italia, grazie a un numero considerevole di leggi e normative emanate in favore delle comunità di fede.
Questo è sostanzialmente vero e corretto. A parte le considerazioni sul ruolo del cattolicesimo sulla formazione della cultura e delle società occidentali, fatte soprattutto da chi professa la fede, questione sulla quale non entrerò e a parte l'altro aspetto, diremo psicologico, della fede e del suo contributo alla concordia e solidarietà sociale, vi è una banale osservazione da fare. Questa osservazione non serve a giustificare il contributo pubblico alla chiesa ma per fare un ragionamento in ottica utilitaristica (nel suo significato economico). La chiesa non è un'associazione benefica no-profit ma è una confessione religiosa, il che significa che buona parte di chi vi aderisce e la professa è mosso da forti motivazioni spirituali, da un'esigenza di questa cosa impalpabile che dovrebbe essere l'animo umano, e quindi tutto quello che fanno preti e volontari dovrebbe essere un moto di quest'anima e non un modo per guadagnarsi da vivere. Detto questo, appare anche ragionevole ipotizzare che quantunque il moto sia ideale e forte, se non è sostenuto dalla sostanza più di tanto non può fare. Dunque, quello che mi domando è questo: in assenza di un contributo pubblico, e quindi venendo meno probabilmente parte del contributo solidale e caritatevole della chiesa, i benefici per chi questi aiuti riceve diminuirebbero o rimarrebbero uguali? Perchè la sostanza è quella: lo Stato è in grado, a parità di costo, di occupare il posto lasciato vuoto dall'azione solidale e caritatevole della chiesa?
E' chiaro che i contributi pubblici alla chiesa coprono ogni attività: dai luoghi di culto alla Caritas, per dire. Cosicché, se molti di noi non avrebbero particolari problemi riguardo l'assenza di luoghi di culto, forse potrebbero risentire maggiormente (almeno dal punto di vista umano) dell'assenza dell'azione caritatevole della chiesa, la quale è innegabile che ci sia.
Oltre a tutte le questioni, diremo così, politiche del rapporto Stato-chiesa vi è da considerare questo ruolo del cattolicesimo nell'aiutare gli altri, che è quello che mi interessa maggiormente. Se lo stesso servizio può essere efficacemente coperto dal servizio pubblico con costo pari o inferiore, allora potrebbero cadere le esigenze di finanziamento di un organismo privato che le compia. Ma se il costo e la qualità del servizio svolto dallo Stato dovessero essere, rispettivamente,  superiore e peggiore, e sempre che si abbia a cuore questa cosa effimera chiamata solidarietà, allora ci sarebbe da riflettere.
Il che, in conclusione, non significa che non si possa trattare su 8 per mille o esenzioni o qualsiasi altra cosa, soprattutto quando è periodo di crisi, ma semplicemente che bisogna conoscere tutti i dati e considerare le cose da diversi punti di vista.

lunedì 2 gennaio 2012

Tempo di crisi: anche le chiese chiudono (fino a Pasqua)

Ogni tanto qualche notizia di cronaca rende meglio di tante tabelle e statistiche il grave momento che sta attraversando l'Italia. Per colpa della crisi chiudono anche le chiese! Accade in quel Veneto e in quella provincia che sono, nell'immaginario collettivo, le aree a più forte devozione e quindi apparentemente a minor rischio. A Fontanelle, un paese nel trevigiano, don Stefano Taffarel, causa le poche offerte dei devoti e gli alti costi di  riscaldamento e luce, è costretto a chiudere fino a Pasqua (quando la temperatura è più mite e le giornate più lunghe), una delle due chiese, la più  grande, quella a fianco del cimitero, perchè non riesce a pagare le bollette e non vuole rischiare di dire messa al freddo e al buio, anche se si che la fede riscalda i cuori ed è cieca. Lo riferisce  La Tribuna di Treviso, che riporta anche il bollettino informativo pubblicato dal sacerdote
«Dopo le festività, dal 14 gennaio 2012 con la messa prefestiva del sabato, saremo costretti a portare tutte le celebrazioni, eccetto funerali e feste grandi, al centro, fino a Pasqua, in considerazione degli ingenti consumi», si legge inoltre nel bollettino della parrocchia consegnato ai fontanellesi. «Adesso come adesso, le offerte raccolte in chiesa non coprono le spese del riscaldamento e della corrente». 
 Ultima nota riservata all'edificio in sè, dicono di rilevante interesse storico-artistico: si tratta di una chiesa del XV secolo
La chiesa storica di Fontanelle infatti è una delle più grandi della diocesi di Vittorio Veneto, oltre che una delle più preziose dal punto di vista storico e artistico.[...]  conserva al suo interno importanti testimonianze pittoriche come la pala d’altare di Francesco Montemezzano (della metà del sedicesimo secolo), l’Adorazione dei magi della scuola di Giovan Battista Pittoni, l’organo del De Lorenzi recentemente restaurato e il fonte battesimale in legno (anch’esso del sedicesimo secolo).
Che sia un segno dei tempi? 

domenica 18 dicembre 2011

Finanziamenti Arcidiocesi Bologna: mons. Nuvoli risponde allo UAAR denigrando atei e agnostici

Non credo che rappresenti per intero il pensiero della chiesa o dei credenti questa lettera di denigrazione che mons. Nuvoli indirizza allo UAAR, soprattutto perchè dichiaratamente emessa a titolo personale: troppo banale, troppo grossolana, troppo povera di contenuti.
La risposta del prelato, ovvero monsignor GianLuigi Nuvoli, economo dell'Arcidiocesi di Bologna, segue un articolo dello UAAR sui finanziamenti del comune di Bologna all'edilizia di culto. Però, invece che essere centrata sul tema, cristianamente parlando, è puramente offensiva nei riguardi di due categorie di persone che solitamente afferiscono lo UAAR, cioè atei e agnostici.


In questa pagina è riassunta la questione che riporto per sommi capi. Mentre l'assessore al comune di Bologna Malagoli rivolgeva un appello all'arcidiocesi "affinché faccia la sua parte per fronteggiare la crisi", ottenendone del resto un rifiuto, lo UAAR suggeriva di non implorare ma di tagliare semplicemente tutti i finanziamenti e le esenzioni riservate alla chiesa.

I dati forniti dallo UAAR sottolineano come la curia abbia ricevuto dal comune di Bologna, dal 2000 al 2009, circa 6 milioni di euro. 
Inoltre, una stima prudenziale evidenzia come, a livello nazionale la chiesa riceva, sotto forma di contribuiti o esenzioni, circa 6 miliardi l'anno.
L’UAAR ha lanciato da pochi giorni la prima inchiesta online sull’impatto che i contributi erogati e i privilegi di cui dispone la Chiesa cattolica hanno sulle casse pubbliche: in via prudenziale è di 6.086.565.703 euro l’anno.
Alle osservazioni di tagliare semplicemente i fondi più che rivolgere appelli (inascoltati) mons. Nuvoli rispondeva come detto, non nel merito ma nel demerito: atei e agnostici sono gentaglia. Infatti, per il prelato: 
a-teo significa senza Dio, dunque scellerato
a-gnostico significa senza cognizione, senza conoscenza, dunque senza cervello e poi l'ultimo colpo per i 
razionalisti, che se utilizzano solo la scienza e non anche Cristo e la metafisica, fanno funzionare il loro cervello a scartamento ridotto.
E con questo il discorso è chiuso
In realtà non c'è nemmeno da offendersi troppo. Le accuse sono troppo infantili e così mal poste che sembra quasi di assistere a un revival di Galileo di fronte al tribunale dell'Inquisizione. E' una cosa d'altri tempi che stona violentemente con il mondo contemporaneo e che non meriterebbe nemmeno replica nè tanto meno il sentirsi offesi. 
Una cosa invece merita di essere approfondita. 

L'alto mandato della chiesa, che non è semplicemente un'organizzazione no-profit  ma è un modo di vivere, è una completa fusione di fede e vita (almeno per i chierici) e dovrebbe essere sempre improntato al precetto fondamentale di tale confessione, aiutare gli altri. E non aiutare se stessi. La chiesa è ricca, ha possedimenti, attività, riceve continue donazioni e testamenti a proprio favore, ha una rete di potere prima molto esteso e manifesto ora meno ma comunque presente ed ha, ovviamente, tanti meriti, sui quali non si può tacere. Dunque, se per tanti anni hai ricevuto (e hai dato) ora che vi è una grave crisi e se il tuo ruolo non è mutato, dovresti farti in quattro per dare ancora di più, e tra questo dare vi è anche rinunciare, dove possibile, a esenzioni e finanziamenti. Questi soldi ai quali la chiesa rinuncia servono appunto ad aiutare gli altri: non vi è contraddizione, ma convergenza di intenti perciò io mi aspetto che la chiesa faccia di tutto per facilitare quello che dovrebbe essere il suo ruolo principale.
Quanto a mons. Nuvoli, non scada nell'insulto e nella denigrazione ma risponda nel merito. Il consiglio serve anche ad evitare il continuo salasso di credibilità dell'istituzione che rappresenta, pure se dichiara di parlare a titolo personale.
Infine, se la confessione cristiana desidera svolgere le proprie attività senza dover rendere conto a chicchessia, cosa legittima, e se dipinge il suo ruolo come non unicamente rivolto all'aiuto, ebbene può farlo tranquillamente. In quel caso però, decade ogni necessità di finanziamento pubblico: la chiesa faccia quello che crede senza rendere conto a nessuno ma non prenda nemmeno un euro pubblico e non usufruisca di nessuna esenzione. Non possono darsi le due cose insieme. E' tollerabile il finanziamento pubblico della chiesa se e soltanto se il suo compito è unicamente incentrato sull'aiuto. Non sono possibili deroghe.

sabato 10 dicembre 2011

Un video dei radicali sugli alberghi della chiesa che non pagano l'Ici

Un video girato dal segretario dei Radicali italiani  Mario Staderini volto a dimostrare come alcuni edifici della chiesa non siano improntati unicamente al no-profit ma vi si svolgano anche attività commerciali. Avvenire rilancia però, affermando che anche le Case del popolo non pagano l'Ici ma vi si svolgono attività commerciali. Bene, qualcosa comincia a smuoversi. E' ora che pagare tutti per pagare meno si traduca in realtà.
Articolo su Radicali italiani qui.

venerdì 9 dicembre 2011

Il Vaticano e l'Ici: dov'è finita la spiritualità della chiesa?

La discussione riguardo al pagamento dell'Ici da parte del Vaticano è particolarmente accesa in momenti come questo. Non esiste una stima del patrimonio immobiliare della chiesa ma dev'essere consistente, se è vero quello che riporta Repubblica, che ogni anno la chiesa, solo a Roma, riceve 10mila testamenti a favore.
Il Gruppo Re, che gestisce l'impero immobiliare ecclesiastico, afferma che circa il 20% del patrimonio immobiliare italiano fa capo al Vaticano. In particolare [fonte Repubblica] la chiesa possiederebbe

  • 115 mila edifici
  • 9 mila scuole
  • 4 mila ospedali e cliniche
Solo a Roma vi sono
  • 23 mila terreni e fabbricati
  • 20 case di riposo
  • 18 istituti di ricovero
  • 6 ospizi
  • 214 case per ferie
  • turismo religioso: 10 mila posti letto e 700 milioni di fatturato
Ora, a parte le stime dell'ammontare di questo patrimonio, a parte il fatto che pagherebbero solo gli immobili affittati ad attività commerciali, a parte le leggi, la prima voluta da Berlusconi nel 2005 che rendeva esenti dall'Ici tutti gli enti no-profit, a parte l'intervento  successivo di Prodi, che modificava la legge facendo godere l'esenzione solo a quegli immobili "che non hanno esclusivamente natura commerciale", generando però l'ambiguità interpretativa legata a "esclusivamente" dico, a parte tutto questo, che fa parte della normale trattativa tra opposti interessi, come è possibile che la chiesa, che è un organismo non solo commerciale, non solo economico, ma votato anche all'educazione e alla cura dell'anima, la chiesa che si definisce la rappresentante di Dio in terra, scenda a questo teatrino da mercato e non senta alto l'impegno, stante le premesse, di agire sempre e comunque in maniera limpida ed improntata a verità.
Come è possibile che agiscano in tutto e per tutto come semplicissimi contribuenti, spogliandosi improvvisamente del loro alto ruolo spirituale per assumere un ben più pesante  ruolo terreno, com'è possibile che non sentano fortissima l'esigenza di contribuire, come dicono di fare e fanno nelle loro attività caritatevoli, a quei sacrifici che quasi tutti i cittadini sono chiamati a compiere? Com'è possibile che il bilancio complessivo delle loro attività non sia pubblico e palese, chiaro come acqua limpida, ma sia torbido e nascosto come quello di un'attività al limite del lecito? Dicano chiaramente l'entità del loro patrimonio, quali attività sono lucrative e quali caritatevoli, siano limpidi e cristallini e paghino come tutti gli altri non nascondendosi nello spirituale, altrimenti l'ombra della prevalenza dell'interesse economico su quello spirituale rimarrà come una macchia indelebile giustificando tutti quelli che non hanno un'alta opinione della chiesa e la considerano una vera e propria industria della beneficenza, però non  no-profit perchè i profit ci sono, eccome se ci sono.

mercoledì 28 settembre 2011

Chiesa, Confindustria, finanza: l'accerchiamento del cavaliere a Ballarò

Alcune osservazioni sul filmato. Per una volta ha ragione La Russa, se Brunetta ha detto che l'obbligo di cercare il certificato antimafia è dell'Ente pubblico, quando l'impresa l'abbia già fornito una prima volta, non è certo una cosa negativa. L'estenderei anche alle cosiddette cartelle pazze in cui non è l'esattore che fornisce le prove del mancato pagamento ma sei tu che devi discolparti a semplice richiesta.
In più, sulla questione del richiamo generico del Presidente della Cei, occorre considerare che la chiesa, citando la cultura relativistica dominante, insieme al pansessualismo e al relativismo amorale, condanna sia la licenziosità che l'omosessualità. Questo per dire che il discorso di Bagnasco contiene i classici riferimenti ecclesiastici, che hanno valore generale e non sono indirizzati a una parte o all'altra. La chiesa non rinuncia a difendere le sue millenarie convinzioni, anche se l'abbandono della sua eccessiva cautela in merito ai fatti più attuali è da intendere positivamente. Del resto, sono in molti ad abbandonare la nave: chiesa e confindustria prendono le distanze dal governo come mai prima d'ora (almeno in tempi recenti).
Ecco il video del filmato introduttivo della puntata di ieri di Ballarò: Letterman su Berlusconi, i giornali stranieri su Berlusconi, il costo dello spread, e l'affondo degli industriali, questo in sintesi quello che dice il servizio.

domenica 15 maggio 2011

La crociata contro l'omosessualità

Magari hanno poco da obiettare su sparatutto e altri giochi violenti ma non riescono a digerire che l'omosessualità affiori pubblicamente (fosse pure in un videogioco come The Sims) e non rimanga una inconfessabile e nascosta colpa.
Così, lontanamente dal considerarli esseri umani con uguali diritti alla stregua di tutti gli altri, vorrebbero che rimanessero chiusi nella loro diversità e soprattutto che le loro storie rimanessero segrete.
Del resto, anche con la pedofilia all'interno delle sue mura, la chiesa ha spesso adottato un atteggiamento di chiusura, cercando di nascondere o tenere lontano i fatti dall'opinione pubblica, di lavare i panni sporchi in famiglia.
L'atteggiamento con i propri pedofili è, per certi versi, simile a quello tenuto nei confronti dell'omosessualità: nascondere, tenere celato, nell'ombra. E così, oggi si attacca un videogioco che mostra coppie omosessuali, ieri si attaccava una pubblicità dell'Ikea, e ieri l'altro si negava la veglia funebre alle vittime dell'omofobia, oppure il rinnovo della patente a un omosessuale.
Insomma, una vera e propria crociata, degna di miglior causa. Esistessero pure, gli omosessuali, ma nascosti alla pubblica vista, oppure curati, come qualunque malato. In linea generale può essere riassunto così l'atteggiamento di una certa parte politica (e dell'opinione pubblica) e della chiesa. Alla faccia dell'amore verso il prossimo.
Non si scordano però, i cattolici, di lanciare alte grida quando alcuni di loro vengono perseguitati in giro per il mondo, comprendendo bene (e la loro storia dovrebbe averglielo insegnato, quant'è brutta la persecuzione) cosa significa essere vittime dell'altrui odio.
Avessero l'uguale fervore contro quelle cose che causano vittime, sofferenza e degrado, come criminalità, corruzione e odiosi privilegi.

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