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lunedì 16 aprile 2012

Il grafino, una variante piena di prospettive del grafene

In sequenza, tanto per rendere l'idea delle potenzialità racchiuse in questa nuova variante del grafene, alcuni titoli tratti dalla letteratura scientifica (divulgativa) sul grafino. Cominciamo dalle Scienze, dove ho letto per primo la notizia:

Come il grafene ma più versatile: ecco il grafino [Le Scienze]

Graphyne Could Be Better Than Graphene [Science]
Focus: Graphyne May Be Better than Graphene [Physics]
Could graphynes be better than graphene? [Physicsworld]
Computer simulations suggest graphynes may be even more useful than graphene [Physorg]

domenica 15 aprile 2012

Il ciclo del carbonio: un'animazione dalla Nasa

Il carbonio è un elemento chimico poco diffuso sulla crosta terrestre (circa lo 0,032%*) ma è comunque il più importante in assoluto, almeno dal punto di vista degli organismi viventi. 
Il carbonio inorganico è presente come biossido di carbonio nell'atmosfera, come carbonati nella litosfera e come bicarbonati nelle acque. Il ciclo del carbonio è appunto l'interazione tra mondo organico e mondo inorganico mediato dall'azione diretta degli organismi autotrofi.
La comprensione di questo ciclo è fondamentale per capire le dinamiche ecologiche del nostro pianeta, con particolare riferimento alla CO2, un gas che da qualche decina d'anni è diventato protagonista delle discussioni sul clima essendo uno dei principali imputati del riscaldamento globale dovuto al suo effetto serra.
Il ciclo del carbonio, che vi presento in questa animazione della Nasa, è di fondamentale importanza per comprendere l'interazione tra organismi viventi e ambiente fisico e per spiegare gli  effetti climatici ai quali stiamo assistendo.
Il filmato fa parte della serie Tides of Change prodotta per celebrare la settimana delle Science della Terra nel 2009. Questa è la sesta parte, dal titolo Keeping up with carbon.




Questo post partecipa al Carnevale della Chimica che si terrà il 23 aprile su Scientificando.


* Il dato è quello presente nell'Enciclopedia Chimica Garzanti e viene fornito a puro titolo esemplificativo. Stabilire l'abbondanza degli elementi sulla terra è piuttosto difficile e risente molto del metodo di stima usato e del luogo. A questo scopo si consulti la voce Abundance of elements in Earth's crust di en.wikipedia che probabilmente, pur nella diversità delle stime fornite, ne pubblica di più recenti e quasi certamente più precise. Per il carbonio, per esempio, si va da 0,18% a 0,02%.

imagecredit bgs.ac.uk

giovedì 20 ottobre 2011

Come si fa una matita ovvero chimica della grafite

L'invenzione della matita la si fa risalire a Nicolas-Jacques Conté, un francese piuttosto eclettico, ufficiale dell'esercito e aeronauta in mongolfiera, al tempo di Napoleone e pittore. Nonchè inventore dell'odierna matita: un cuore di grafite in un contenitore di legno.
C'è un museo virtuale che si chiama Hidden-heroes, eroi nascosti, che parla delle invenzioni e degli inventori di oggetti  entrati ormai nell'uso comune ma che hanno comunque richiesto l'inventiva di qualcuno per essere creati, per poi magari essere perfezionati e prodotti in serie. Tra queste invenzioni  c'è anche quest'oggetto apparentemente semplice e forse passato un po' di moda, con l'avvento dei computer. Ma la tecnologia per costruire una matita non è così semplice come si potrebbe pensare. Osservate questo filmato della Faber-Castell, mitica casa di produzione.




imagecredit en.wikipedia
La caratteristica essenziale di una matita è il suo cuore di grafite. La grafite è uno degli stati in cui si presenta il carbonio ovvero uno dei suoi stati allotropici, definizione ideata da Jons Jacob Berzelius per indicare le possibili forme in cui si possono presentare alcune sostanze.
Essenzialmente quattro sono gli stati allotropici del carbonio





  • carbone amorfo
  • grafite
  • diamante
  • fullerene
L'ultimo allotropo però si presenta in diverse forme come nanotubi di carbonio, buckminsterfullerene, Londsdaleite e altri.
a. diamante, b. grafite, c. lonsdaleite, d.-f. fullereni,
g. carbone amorfo, h. nanotubi di carbonio
 imagecredit en.wikipedia


Il nome grafite viene dal greco grapho che significa scrivere e lo si deve ad Abraham Gottlob Werner un geologo tedesco vissuto a cavallo tra metà del 1700 e  inizio del 1800. 
E' un minerale che si forma ad una temperatura di 1200 °C ma a pressioni non eccessive, se si pensa che il diamante, invece, anche se si forma a una temperatura leggermente inferiore (tra i 900e i 1200 °C) richiede però pressioni dell'ordine di 50 mila atmosfere. La struttura fisica a strati o fogli della grafite, uniti tra loro da deboli legami di Wan der Waals, rendono conto della sua sfaldabilità e  del suo baso indice di Mohs o  durezza: mentre l'altro allotropo del carbonio, il diamante, è il secondo elemento più duro, la grafite è uno tra i più morbidi (scala di Mohs 1-1,5)

image credit chimicare.org
La grafite si forma dalla trasformazione metamorfica ad alta temperatura di materiale organico  carbonizzato o dalle rocce ignee che si formano dalla solidificazione e raffreddamento della lava. Non trova impiego solo nella fabbricazione di matite ma anche come lubrificante, nelle centrali nucleari come moderatore di neutroni o nell'indurimento dell'acciaio.
Aspetto inquietante è che la grafite rappresenta lo stato più stabile del carbonio mentre il diamante, all'opposto, è lo stato più instabile, per cui, molto lentamente, ma inesorabilmente, i diamanti tendono a trasformarsi in grafite.

imagecredit geologia.com

La figura, tratta da geologia.com,  mostra come il diamante è più stabile ad elevate pressioni.


Fonti:

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