Cattive leggi possono portare conseguenze devastanti. Ma, a volte, i tentativi di rimediarvi possono portare a conseguenze addirittura peggiori. E' il caso della questione del sovraffollamento carcerario che, secondo tutta una serie di critici, si deve in buona parte a un emendamento infilato in una legge riguardante le Olimpiadi invernali che inasprisce le pene su detenzione e spaccio delle cosiddette droghe leggere annullando, di fatto, la distinzione rispetto alle cosiddette droghe pesanti. E' la Fini-Giovanardi (art. 4-bis della legge 21 febbraio 2006, n. 49), che sposta la previsione di pena da 2 a 6 anni a da 6 a 20 anni.
Esperti del settore affermano che la crescita abnorme della popolazione carceraria sia dovuta infatti alle conseguenze di questa e di un'altra legge, la cosiddetta Bossi-Fini, che a suo tempo istituì il reato di immigrazione clandestina. Nel tentativo di rimediare alle sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo e alle sanzioni dell'UE, questo governo peggiora l'attuale situazione aumentando da 3 a 4 gli anni di condanna che possono usufruire della pena alternativa al carcere, regalando 5 mesi di sconto sulla pena (non più 3) per ogni anno di detenzione e rendendo molto più macchinoso l'arresto . Insomma, un peggioramento su tutta la linea, pur di non toccare due leggi universalmente ritenute sbagliate. Così, invece di fare la cosa più semplice, cioè abrogare sia la Fini-Giovanardi che la parte della Bossi-Fini che prevede il reato di immigrazione clandestina, il legislatore punta a far uscire di galera criminali potenzialmente molto pericolosi. E questo, nonostante il 12 febbraio la Fini-Giovanardi dovrà passare il vaglio della costituzionalità davanti alla Consulta, con il rischio che sarà proprio la Corte a trovare il sistema di ridurre il sovraffollamento carcerario rendendola illegittima.


