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mercoledì 25 settembre 2013

Belpietro vince il ricorso contro l'Italia alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo

Non è solo Berlusconi, recentemente, a rivolgersi alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo ma anche un giornalista come Maurizio Belpietro. Il direttore era stato condannato a quattro mesi (così è scritto nella sentenza della Corte ma sulla stampa è riportato quattro anni) e a un risarcimento di 110 mila euro nel processo di  Appello del 2009, per aver pubblicato nel 2004 un articolo, ritenuto diffamatorio, del Senatore Iannuzzi su due magistrati. Dopo aver presentato un ricorso nel 2010, respinto,  si è rivolto alla Corte di Strasburgo, per violazione dell'articolo 10 ovvero la libertà d'espressione. E ha vinto: la Corte ha condannato l'Italia al pagamento di 10.000 euro per danni morali più le spese processuali per violazione della libertà d'espressione. La Corte ha stabilito che la pena della carcerazione inflitta a Belpietro è sproporzionata rispetto agli "scopi legittimi perseguiti", e anche se vi è stata una sospensione ritiene che simili condanne possano funzionare da deterrenti per la libertà di stampa.

domenica 8 settembre 2013

Berlusconi e il ricorso alla Corte Europea per i Diritti dell'Uomo: il documento

Se mi trovassi nella situazione in cui dice di trovarsi Berlusconi, cioè aver subito una palese ingiustizia, oltre a fare baccano su giornali e televisioni mi rivolgerei alla Corte Europea per i Diritti dell'Uomo. E' infatti questo l'organo giurisprudenziale di ultima istanza al quale fare riferimento se si ritiene di aver subito un torto, se si pensa cioè che siano stati violati alcuni dei propri diritti fondamentali. Dice infatti il Parlamento Europeo a proposito del ricorso alla Corte Europea per i Diritti dell'Uomo che
I cittadini degli Stati membri possono ricorrervi individualmente, qualora sostengano di essere stati vittime diretta di una o più violazioni da parte di uno o più Stati Membri.[Europarl]

mercoledì 9 gennaio 2013

L'Europa "boccia" l'Italia su IMU e carceri

Doppia sentenza nei confronti dell'Italia da parte dell'Europa. Prima, la Corte Europea dei diritti umani, alla quale si erano rivolti sette detenuti italiani di Busto Arsizio e Piacenza, condanna l'Italia a pagare un risarcimento danni di 100 mila euro per danni morali ai sette, poi, il Commissario europeo agli Affari Sociali, Laszlo Andor, fa alcuni  rilievi  sull'IMU, giudicandola come poco progressiva e capace di aumentare la povertà. Senza dubbio si tratta di due interventi piuttosto importanti, che mostrano un altro volto dell'Europa.
Non è più l'Europa delle banche osteggiata e additata, o almeno non è solo quella, è un'Europa dei diritti che ci bacchetta e che può essere usata come riferimento virtuoso, questa volta.
Fatta questa debita osservazione, ecco in breve di cosa si tratta.

Sovraffollamento carceri. Nel primo caso si tratta di una sentenza della Corte Europea dei diritti umani contro l'Italia, per quello che viene definito un problema strutturale, il sovraffollamento nelle carceri italiane:
The Court observed that the structural and systemic nature of overcrowding emerged clearly from the terms of the declaration of a national state of emergency issued by the Italian Prime Minister in 2010. The structural nature of the problem was confirmed by the fact that several hundred applications were currently pending before the Court raising the issue of the compatibility of the conditions of detention in a number of Italian prisons with Article 3 of the Convention.[ECHR]

giovedì 11 ottobre 2012

Una mappa interattiva delle violazioni dei diritti umani in Europa

The Guardian  ha realizzato questa mappa interattiva delle violazioni dei diritti umani in Europa. Le violazioni, 182 andate a sentenza nel solo 2011, riguardanti gli articoli 5 e 6 della Convenzione Europea dei  Diritti dell'Uomo, e cioè il diritto alla libertà e ad un processo equo, sono quelle approdate di fronte alla Corte Europea dei Diritti Umani. Inoltre, riportano sul Guardian,  secondo uno studio di Fair Trials International, le cause arrivate davanti alla Corte Europea sono raddoppiate dal 2007 al 2011.
Il risultato è questa mappa in cui sono segnalati i casi ogni 10 milioni di abitanti e per ogni tipologia di violazione. Per esempio, nella categoria trattamenti degradanti o inumani, l'Italia presenta 0,33 casi ogni 10 milioni di abitanti, contro lo zero di Svezia e Finlandia e gli 8,84 di Grecia, i 9,34 di Romania e i 9,76 di Slovenia.
Questi dati sono probabilmente sottostimati perchè si riferiscono solo ai casi portati dinanzi la Corte e che hanno ricevuto una sentenza.


martedì 15 maggio 2012

Rapimenti di Stato:Khalid el-Masri, la Cia e la Corte di Strasburgo

Riportano oggi la notizia il Corriere The Telegraph: un cittadino tedesco di origine libanese Khalid El-Masri, con  la sventura di avere un nome molto simile a un presunto addestratore dei terroristi dell'11 settembre, afferma di essere stato arrestato dalla polizia della Repubblica di Macedonia, paese nel quale si trovava, nel 2003 e poi prelevato dalla Cia, portato  in Afghanistan e detenuto senza alcun mandato e infine, dopo alcuni mesi di prigionia, liberato in una desolata strada d'Albania. L'arresto  probabilmente si deve imputare all'estrema somiglianza dei nomi tra Khalid El-Masri il venditore di auto tedesco rapito e  Khalid al-Masri, presunto reclutatore di due dei terroristi dell'11 settembre. 
La Cia non ha inizialmente riconosciuto nè l'arresto nè la detenzione seppure nel 2005 il Washington Post riporta le parole più concilianti e di quasi  ammissione di Condoleezza Rice a proposito di un errore sull'arresto di un cittadino tedesco [WP,  Rice to Admit German's Abduction Was an Error].
Nonostante l'impossibilità di portare in giudizio la Cia perchè questo avrebbe portato alla luce informazioni classificate, Khalid el-Masri non ha desistito e ha portato la questione dinnanzi la Corte Europea dei Diritti Umani [vedi Relinquishment to Grand Chamber El-Masri v. the former Yugoslav Republic of Macedonia].

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