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domenica 4 dicembre 2011

Come fare una contro manovra più equa di quella del governo Monti

Aequam memento servare mentem
(ricordati di mantenere la mente serena)

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Seppure non ci sia ancora nulla di ufficiale ma si ragioni solo sulle indiscrezioni di giornale, le cifre e le ipotesi che circolano sulla manovra economica aggiuntiva che il Presidente Monti comunicherà domani non sono affatto gradevoli. La luna di miele con il nuovo governo rischia di finire anzitempo.
Personalmente, sono d'accordo con Alesina e Giavazzi sul Corriere [link sotto], la manovra di Monti così come emerge dalle indiscrezioni è deludente. E' rigorosa ma non è equa, e neppure lungimirante. Tutti si aspettavano una maggiore incisività nel taglio dei costi della politica, ripartiti soprattutto su chi ha già molto e in una maggiore razionalizzazione della spesa.  
Ecco come si sarebbero potuti trovare una buona parte dei 25 miliardi di questa manovra economica, senza toccare così profondamente la questione delle pensioni, i 40 anni di contributi e via dicendo, ma portando a compimento solo il passaggio al contributivo, così come  da accordo generale.


Costo Organi Costituzionali [fonte Stella, Rizzo, Licenziare i padreterni, Rizzoli 2011]

  • Presidenza della Repubblica   228,3 milioni
  • Senato 574 milioni
  • Camera dei Deputati  1.059, 5 milioni
  • Corte Costituzionale   52,7 milioni
  • Consiglio Naz. Economia e Lavoro 18 milioni
  • Consiglio Superiore Magistratura 28,6 milioni

per un totale di 1,963 miliardi di euro, cioè quasi 2 miliardi di euro. Se si deve fare sacrifici tutti quanti allora possono farlo anche coloro che lavorano presso gli organi Costituzionali, dai Presidenti agli uscieri: taglio delle spese del 25%, che mi sembra una percentuale equa, in un momento di sacrifici generali, porterebbe a un risparmio di 490 milioni di euro.

Rimborso elettorale ai partiti [fonte Stella cit.]

  • per il 2010 vale 285 milioni di euro
Ai partiti si può chiedere un sacrificio maggiore: la gente contribuisca volontariamente, come succede in America: taglio del 50% pari a 142,5 milioni di euro.

Stipendio dei Presidenti di Regione. Adattandoli allo stipendio più basso, quello dell'Umbria (85 mila euro) si risparmiano 945 mila euro l'anno. [fonte Stella cit.]

Contributo forzoso del 10% dalle 3356 pensioni da 4.600 euro (pensioni parlamentari) al mese (media): per un contributo di 30 milioni di euro annui.


Contributo forzoso del 3% dalle 432.800 pensioni da 4.376 euro al mese (media): per un contributo di 744 milioni di euro annui.

Stipendi dei dirigenti pubblici: è uno scandalo sulla bocca di tutti la buonuscita milionaria del presidente di Finmeccanica, quasi non bastassero gli stipendi principeschi che questi dirigenti pubblici già guadagnano. Solo un contributo del 25% del proprio stipendio dei primi 5 dirigenti pubblici italiani  porterebbe a un risparmio di 3,7 milioni annui. Se si estende il ritocco, con un contributo inferiore, a tutti gli altri dirigenti, per quanto poco incisivo nel conto totale (stime di 4,5 milioni) sarebbe comunque un segnale ed eviterebbe di prelevare un pari importo da chi guadagna incomparabilmente di meno.

Infine il colpo di grazia: adeguamento della spesa delle Amministrazioni  pubbliche in Italia alla media dell'UE: una riduzione del 1% delle spese sul Pil sarebbe pari ad almeno 16 miliardi di euro. [fonte Ragioneria Generale dello Stato]

Il totale assomma a quasi 18,5 miliardi di euro (2,5 + 16). In alternativa al prelievo forzoso per le pensioni da 4.376 euro/mese si potrebbe ridurre il trasferimento alle imprese pubbliche e private, che vale 30 miliardi l'anno [fonte Alesina e Giavazzi sul Corriere]: un taglio del 2,5% coprirebbe quelle entrate forzose, ma portandolo a un 10% varrebbe 3 miliardi che, sommato al precedente totale (escluso prelievo dai 744 milioni) porterebbe la cifra a 20,76 miliardi alla quale, molto più equamente, si potrebbe aggiungere una leggera manovra  fatta di maggiori entrate.


Aggiornamento 5 dicembre: qui la manovra di Monti punto per punto.

giovedì 25 agosto 2011

Le contro manovre economiche: dalla Cgil a Confindustria


Alcune delle contro manovre economiche presentate recentemente in alternativa a quella del governo.


La contro manovra del Pd è in 10 punti

  1. Istituzioni più snelle e taglio ai costi della politica. Tra cui: dimezzamento parlamentari (e va bene), gestione associata nei comuni sotto i 5000 abitanti, dimezzamento delle province (o alternativamente trasformazione in enti di secondo livello), accorpamento uffici periferici dello Stato, riavvio della spending review, che significa, per le amministrazioni, fare piani industriali, best practices, costi standard, e infine revisione degli appalti, con riduzione degli organi appaltanti.
  2. Dismissioni immobili e frequenze.  Previsione divendita di 25 miliardi in 5 anni di proprietà demaniali e asta sulle frequenze televisive.
  3.  Liberalizzazioni. Riguardanti: servizi professionali, distribuzione farmaci, filiera petrolifera, RC auto, servizi bancari, reti energetiche e così via.
  4. Politiche industriali per lo sviluppo sostenibile, il lavoro, il Mezzogiorno. Conferma agevolazione fiscale al 55% per l'efficienza energetica, tecnologia e ricerca, potenzialità mondo femminile,  contratto pluriennale apprendistato nel mezzogiorno.
  5. Una politica vera contro l’evasione fiscale. Riduzione della fiscalità sui contratti a tempo indeterminato rispetto a quelli a tempo determinato, riduzione irpef per mamme lavoratrici, tracciabilità contanti sopra 1000 euro, e quelli sopra 300 euro anti-evasione, comunicazione elenco clienti-fornitori, parziale o totale deducibilità spese abitazione.
  6.  L’imposta ordinaria sui grandi valori immobiliari
  7. Il contributo di solidarietà dai capitali scudati. Patrimoniale del 15% sui capitali scudati e del 30% su quelli non scudati. Rinegoziare trattati bilaterali con ex paradisi fiscali  (p.e.Svizzera).
  8. L’autonomia delle parti sociali.
  9.  Contro il falso in bilancio, l’autoriciclaggio e il caporalato. Revisione norme sulle false comunicazioni sociali.
  10. Giustizia. Revisione circoscrizioni giudiziarie (più efficienza, gestione personale), revisione e semplificazione processo civile.

 Confindustria, per bocca della sua presidente E. Marcegaglia, presenta i suoi punti essenziali (fonte Adn Kronos qui)
  1. Aumento dell'Iva. Definisce una follia il contributo di solidarietà e punta sull'aumento dell'1% dell'Iva, già attuata con successo in Germania.
  2. Innalzamento età pensionabile. Riforma dalla quale ci si aspetta 7 miliardi in due anni.
  3. No a patrimoniali. Sia su capitali scudati che non scudati.
  4. No al Tfr in busta paga.
  5. No alla Tobin tax.

Contro manovra della Cgil. Questi sono i punti salienti, perchè la proposta è composita. Disponibile qui  (schede) e qui.
  1. Un Piano strutturale di lotta all’evasione fiscale e al sommerso.
  2. Un’Imposta ordinaria sulle Grandi Ricchezze, sopra gli 800 mila euro.
  3. Un “contributo di solidarietà” su tutti i redditi.
  4. L'aumento della tassa di successione.
  5. Una sovrattassa straordinaria sui capitali già sanati con lo Scudo fiscale, imposizione aggiuntiva del 15% oltre il 5% previsto.
  6. Piano energetico nazionale e politiche di green economy.
  7. Politiche di innovazione e sviluppo locale.
  8. Aumentare la spesa in Ricerca & Sviluppo.
  9. Una politica industriale per il Mezzogiorno.
  10. La riduzione strutturale del prelievo fiscale sui redditi da lavoro e da pensione.


La proposta di Confcommercio, ripresa da un'agenzia Agi
  1. No aumento Iva.
  2. Si aumento età pensionabile.
  3. Lotta evasione fiscale.
  4. Riduzione della spesa pubblica.

La proposta della Cei (Conferenza Episcopale Italiana) per bocca del cardinale Bagnasco, prevede, secondo quanto riporta l'agenzia TmNews
  1. Mettere al centro della politica la famiglia.
  2. Contrasto all'evasione fiscale.


Anche Italia Futura, l'associazione di Montezemolo ha le sue 10 proposte
  1. Patrimoniale per lo Stato e gli Enti locali.  Si prevedono dismissioni immobili pubblici.
  2. Contributo di solidarietà da parte della politica. Abolizione province e accorpamento comuni.
  3. Innalzamento età pensionabile. Adeguamento europeo, donne comprese e all'aspettativa di vita.
  4. Tutti uguali davanti al lavoro. Un unico contratto di lavoro.
  5. Patrimoniale. Sui patrimoni sopra i 10 milioni di euro aliquota permanente dello 0,5%.
  6. Fisco semplice e stabile. Per richiamare capitale straniero.
  7. Lotta all'evasione fiscale.
  8. Sostegno alle imprese. No all'aumento dell'Iva. Si all'aumento solo se  diminuzione equivalente per le imprese.
  9. Privatizzazioni e liberalizzazioni.
  10. Riforme. Pareggio di bilancio nella Costituzione, riduzione dei parlamentari.

Quali sono, in conclusione, i punti sui quali più o meno sarebbero tutti d'accordo? Probabilmente Riduzione costi della politica e Lotta all'evasione fiscale. Infatti, la Patrimoniale che piace a Pd, Cgil e Italia futura, non piace a Confindustria. L'Aumento dell'Iva che piace a Confindustria non piace a Confcommercio nè a Italia Futura, l'Aumento dell'età pensionabile, che piace a Confindustria, Italia Futura, Confcommercio piace meno a Cgil e Pd. Insomma, non è facile mettere d'accordo tutti. 

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