| la scorta |
In un articolo Gli scortati d'Italia l'Espresso (qui e qui) traccia una mappa di tutte le persone che hanno una scorta concessa dal Ministero dell'Interno.
Prima di tutto si distinguono quattro livelli di protezione:
I Livello. Due-tre blindate con 3 agenti per auto. Concesso a 16 personalità
II Livello. Due blindate con 3 agenti ciascuna: 82 personalità
III Livello. Una blindata con 2 agenti: 312 personalità
IV Livello. Auto non blindata con 1-2 agenti: 174 personalità
In totale, esclusa Presidenza della Repubblica, Presidenza del Consiglio e Prefetture, le personalità che usufruiscono della scorta con auto blindata sono 410 e impegnano 2350 uomini, tra polizia, carabinieri e finanzieri.
Tra i nomi illustri che utilizzano la protezione della scorta vi sono anche Marcello Dell'Utri, da ben nove anni, l'ex ministro Claudio Scaiola , quello che la negò a Marco Biagi, poi ucciso, (fonte teleipnosi), oppure ancora Vittorio Sgarbi, recentemente rimossa (cosa che ha portato alle sue dimissioni, annunciate), e anche Emilio Fede e Bruno Vespa, insieme a Vittorio Feltri e Maurizio Belpietro (fonte teleipnosi). Diciamo subito che i giornalisti che usufruiscono della scorta sono una decina, per cui se uno toglie i nomi appena fatti non ne restano tanti a beneficiarne, anche se, a detta della Federazione Nazionale della Stampa (FNSI) sono più di 53 i giornalisti sul campo che hanno subito vari tipi di minacce (qui e qui approfondimenti).
Viene naturale domandarsi: ma, a che titolo Vespa, Fede, Feltri e Belpietro (vittima di un recente "attentato" molto discusso) hanno la scorta?
Alcuni dati sulle spese in auto blindate tratti dall'Espresso:
- 120 milioni di euro in 600 BMW serie 3 e 5
- 100 Audi 6 da 140 mila euro ciascuna
- 80 Audi A8 e BMW 7 da 300 mila l'una, capaci di resistere ai kalashnikov
- 1500 auto circa è l'ammontare dell'autoparco blindato
Non si può dire che abbiano fiducia nel prossimo o non temano attentati, i nostri politici. Molte scorte sono, a onor del vero, anche giustamente indirizzate, come a chi, per esempio, è in prima linea nella lotta alla mafia. Ma, il fatto di averne più di America e Russia vorrà pur dire qualcosa.
Tutto questo sfarzo protettivo, insieme a quelle scorte così sorprendenti, fa pensare. Prima di tutto se siano tutte necessarie, se, in un'ottica di risparmio e taglio alla spesa pubblica, molte, per esempio quelle dei giornalisti menzionati sopra, o degli ex ministri, non siano inutili e quindi revocabili, in più se, nella scelta delle auto blindate, non possa valere la regola del massimo risparmio, a parità di protezione assicurata.
Una possibile risposta che mi viene in mente: penso sia molto più facile far stringere la cinghia solo agli altri.