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mercoledì 7 marzo 2012

Porta a Porta: salta la trasmissione di stasera con Berlusconi

imagecredit solforoso.com
Berlusconi ha deciso di non andare più da Vespa, nella trasmissione Porta a Porta che sarebbe andata in onda questa sera. Motivo? Alcuni maggiorenti del partito erano convinti che avrebbe delegittimato Alfano. Infatti, per il 21 è prevista una trasmissione con Bersani, per via della par condicio, e contrapporre Berlusconi a Bersani avrebbe significato, nell'opinione di alcuni esponenti del PdL, delegittimare la segreteria di Alfano.
Per cui: niente trasmissione. Silvio si consolerà volando in Russia da Putin, per congratularsi con lui per la recente  schiacciante vittoria alle elezioni.
Vespa però la pensa diversamente e su Repubblica obietta che
"seguendo questo criterio Berlusconi non potrà più comparire in televisione e fatto fermamente presenti le difficoltà in cui ci metteva questa decisione dell'ultim'ora, ma l'ex presidente del consiglio, nello scusarsi per il disagio prodotto a Raiuno e agli ospiti che erano stati invitati, ha ribadito che da tutto il partito gli veniva rivolto l'invito a non alimentare indirettamente polemiche". 
Ma Osvaldo Napoli fornisce una spiegazione diversa, che non contempla la par condicio
 "Berlusconi non va per la situazione politica molto delicata"
 Riuscirà a sopportare l'ex premier la fisiologica perdita di potere che comporta non essere più il candidato e il protagonista ufficiale del PdL?
Però, sempre secondo Vespa sul Giornale, Berlusconi non è vittima della normale successione al potere bensì della par condicio
 "Silvio Berlusconi è rimasto vittima della par condicio e come è noto la legge impone l'equilibrio delle presenze tra rappresentanti di forze politiche di peso equivalente. Avevamo perciò invitato per oggi Berlusconi e per il 21 marzo Pierluigi Bersani. Sappiamo bene che il segretario del Pdl è Angelino Alfano, che era stato nostro ospite di altre due prime serate insieme con politici di segno diverso. Ma Berlusconi non aveva mai parlato in televisione dopo le sue dimissioni da palazzo Chigi del 12 novembre e certamente le spiegazioni che solo lui potrebbe dare sarebbero state interessanti"

sabato 22 gennaio 2011

Un paese di scortati: e perchè persone come Fede e Vespa hanno la scorta?

la scorta
In un articolo Gli scortati d'Italia l'Espresso (qui e qui) traccia una mappa di tutte le persone che hanno una scorta concessa dal Ministero dell'Interno.
Prima di tutto si distinguono quattro livelli di protezione:
I Livello. Due-tre blindate con 3 agenti per auto. Concesso a 16 personalità
II Livello. Due blindate con 3 agenti ciascuna: 82 personalità
III Livello. Una blindata con 2 agenti: 312 personalità
IV Livello. Auto non blindata con 1-2 agenti: 174 personalità
In totale, esclusa Presidenza della Repubblica, Presidenza del Consiglio e Prefetture, le personalità che usufruiscono della scorta con auto blindata sono 410 e impegnano 2350 uomini, tra polizia, carabinieri e finanzieri.
Tra i nomi illustri che utilizzano la protezione della scorta vi sono anche Marcello Dell'Utri, da ben nove anni, l'ex ministro Claudio Scaiola , quello che la negò a Marco Biagi, poi ucciso, (fonte teleipnosi), oppure ancora Vittorio Sgarbi, recentemente rimossa (cosa che ha portato alle sue dimissioni, annunciate), e anche Emilio Fede e Bruno Vespa, insieme a Vittorio Feltri e Maurizio Belpietro (fonte teleipnosi). Diciamo subito che i giornalisti che usufruiscono della scorta sono una decina, per cui se uno toglie i nomi appena fatti non ne restano tanti a beneficiarne, anche se, a detta della Federazione Nazionale della Stampa (FNSI) sono più di 53 i giornalisti sul campo che hanno subito vari tipi di minacce (qui e qui approfondimenti).
Viene naturale domandarsi: ma, a che titolo Vespa, Fede, Feltri e Belpietro (vittima di un recente "attentato" molto discusso) hanno la scorta?
Alcuni dati sulle spese in auto blindate tratti dall'Espresso:
  • 120 milioni di euro in 600 BMW serie 3 e 5
  • 100 Audi 6 da 140 mila euro ciascuna
  • 80 Audi A8 e BMW 7 da 300 mila l'una, capaci di resistere ai kalashnikov
  • 1500 auto circa è l'ammontare dell'autoparco blindato
Non si può dire che abbiano fiducia nel prossimo o non temano attentati, i nostri politici. Molte scorte sono, a onor del vero, anche giustamente indirizzate, come a chi, per esempio, è in prima linea nella lotta alla mafia. Ma, il fatto di averne più di America e Russia vorrà pur dire qualcosa.

Tutto questo sfarzo protettivo, insieme a quelle scorte così sorprendenti, fa pensare. Prima di tutto se siano tutte necessarie, se, in un'ottica di risparmio e taglio alla spesa pubblica, molte, per esempio quelle dei giornalisti menzionati sopra, o degli ex ministri, non siano inutili e quindi revocabili, in più se, nella scelta delle auto blindate, non possa valere la regola del massimo risparmio, a parità di protezione assicurata.
Una possibile risposta che mi viene in mente: penso sia molto più facile far stringere la cinghia solo agli altri.

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