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lunedì 17 giugno 2013

Turchia: liquido urticante negli idranti della polizia. Alcune notizie sulla capsaicina

Alcune fotografie di attivisti di Istanbul pubblicate su Global Project mostrano dei poliziotti turchi versare del liquido urticante nell'acqua usata dalla polizia per disperdere i dimostranti in piazza Taksim. Si  tratta, a vedere le taniche, di Jenix pepper spray.



mercoledì 12 giugno 2013

Turchia: informativa del Ministro Bonino su Gezi Park

Questa mattina il Ministro degli Esteri Emma Bonino ha presentato alla Camera un'informativa sulla situazione in Turchia legata alla vicenda Gezi Park. Dalla relazione emerge che la manifestazione, iniziata in modo pacifico, si è trasformata in protesta per l'intervento sproporzionato della polizia turca. Ne offro un florilegio per argomenti, mentre l'intervento completo è disponibile qui.
I fatti. Intanto, i fatti: l'iniziale manifestazione a Istanbul del 31 maggio contro la ristrutturazione del Gezi park decisa dal Governo, era una manifestazione contenuta in termini di partecipazione e si caratterizzava come espressione pacifica dei cittadini. La reazione da parte della polizia – una reazione sproporzionata, come ammesso peraltro dalle autorità turche stesse – ha poi offerto l'opportunità anche ad altri gruppi di esprimere il loro disagio verso il Governo e verso alcune politiche del Governo. Da Ankara le proteste si sono propagate in numerose altre città e in uno scenario sempre più di contrapposizione con caratteristiche critiche verso il potere politico rappresentato dall'AKP. Inoltre, l'opposizione kemalista si è unita alle manifestazioni piuttosto che guidarle. In realtà, queste manifestazioni sono nate sostanzialmente – e lo dirò ancora dopo – come manifestazioni spontanee e limitate di parti diversificate della società.

martedì 4 giugno 2013

La Turchia e la violenta repressione dei manifestanti: paura di una primavera araba mascherata da difesa di Gezi Park?


Quello che alcuni ipotizzavano già da venerdì, e cioè che la protesta di Gezi Park non fosse unicamente una questione ecologica ma soprattutto politica, lo conferma chi in quelle piazze e quelle strade di Istanbul ci  è stato, ha parlato con la gente che manifestava e ha visto con i propri occhi la violenza estrema della polizia turca, intenta a soffocare sul nascere quella che probabilmente non è solo una protesta per il parco.
Così Lorenzo Posocco racconta su Limes il suo sabato mattino in Turchia, il Gezi Park di Istanbul è soltanto un pretesto :
 I dimostranti vengono picchiati con una violenza inammissibile. Dalle televisioni non trapela nulla: le notizie giungono tramite i social media perché più difficilmente controllabili. Erdoğan ne è al corrente e ieri annunciava in diretta televisiva: “Twitter è una minaccia per la società”. La pericolosità di quest’ultima affermazione è il simbolo-ragione della rivolta turca.

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