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domenica 6 ottobre 2013

Decadenza di Berlusconi e inconsistenza della retroattività della legge Severino

La legge 13 ottobre 2010, n. 175, prevede l'ineleggibilità del candidato che si avvale, per la sua campagna elettorale, di condannati in via definitiva. L'ineleggibilità consegue al fatto che il candidato subisce la stessa pena prevista per il pregiudicato,   che comporta l'interdizione dai pubblici uffici per la durata stessa della pena. Ecco cosa dice la legge
5-bis.1. Dal termine stabilito per la presentazione delle liste  e
dei candidati e fino alla chiusura delle  operazioni  di  voto,  alle
persone sottoposte, in forza di provvedimenti definitivi, alla misura
della sorveglianza speciale di pubblica  sicurezza,  ai  sensi  della
presente  legge,  e'  fatto  divieto  di  svolgere  le  attivita'  di
propaganda elettorale previste dalla legge 4 aprile 1956, n. 212,  in
favore o in pregiudizio di candidati partecipanti a qualsiasi tipo di
competizione elettorale.

sabato 7 settembre 2013

(Berlusconi): "Mantenendo in ostaggio l'Italia". Come vedono la vicenda del Cavaliere gli stranieri

Mentre in Italia infuria la polemica sulla decadenza di Berlusconi e, tra  opposte e intense perorazioni, ci si inasprisce nella disputa, all'estero riescono ad astrarsi dal coinvolgimento e a vedere le cose nella loro prospettiva e dicono: com'è possibile  che accada tutto questo?
Un esempio è dato da questo articolo di Tim Parks -giornalista e scrittore inglese che vive e insegna in Italia- uscito sulla New York Review of Books. PressEurop ne ha curato una traduzione in italiano (di A. Bissanti), di cui condivido l'incipit e che vi invito a leggere, per la semplicità e la chiarezza di esposizione (fatta salva qualche forzatura sui presidenti americani) che, finalmente, e sperabilmente in maniera non di parte, sembra dire pane al pane e vino al vino:

giovedì 29 agosto 2013

Processo Mediaset: le motivazioni della sentenza della Cassazione. Il testo

Dal Fatto Quotidiano traggo le 208 pagine delle motivazioni della sentenza sul processo Mediaset che ha visto confermata la condanna di Silvio Berlusconi.



Decadenza e incandidabilità Berlusconi: i pareri pro veritate di sei giuristi in difesa del Cavaliere

Otto giuristi e sei pareri pro veritate, secondo quanto riportato dal Sole 24 Ore, sono la pesante eredità che porterà Silvio Berlusconi in Giunta per le immunità al Senato. Diverse le motivazioni addotte dai giuristi per non doversi procedere con la decadenza da senatore del Cavaliere, dall'irretroattività della legge penale, alle prerogative del Parlamento configurate dagli articoli 65 e 66 della Costituzione, al ricorso alla Consulta per stabilire la costituzionalità della legge Severino. Sul Corriere e su Repubblica sono disponibili un breve profilo di sei giuristi più i pareri, mentre sul Sole 24 Ore citato si trova una biografia degli otto giuristi leggermente più corposa. Tutto questo mentre escono le motivazioni della sentenza della Cassazione su Berlusconi.
Una cosa da notare, a margine, è che fino a ieri la legge Severino andava bene, era costituzionale, era servita per far decadere 37 politici dalle loro cariche e nessuno aveva sollevato dubbi. Adesso, improvvisamente, la legge diventa incostituzionale.





domenica 25 agosto 2013

Legge Severino sull'incandidabilità. Il testo

In questo periodo va molto di moda citare una norma, la cosiddetta legge Severino ovvero il Decreto legislativo 31 dicembre 2012, n. 235, in relazione alle perenni vicende legali di Silvio Berlusconi. Ma cosa dice esattamente questa legge? Innanzitutto è una legge che regola incandidabilità e divieto a ricoprire cariche pubbliche, tra cui quella di parlamentare, quelle di governo, regionali e negli enti locali. Prevede sia l'incandidabilità prima delle elezioni che la decadenza dalla carica dopo le elezioni di chiunque sia stato condannato ai sensi dell'articolo 1 della legge:
Art. 1.
 Incandidabilita' alle elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica 
1. Non possono essere candidati e non possono comunque ricoprire la
carica di deputato e di senatore: 

a) coloro che hanno riportato condanne definitive a pene
superiori a due anni di reclusione per i delitti, consumati o
tentati, previsti dall'articolo 51, commi 3-bis e 3-quater, del
codice di procedura penale; 

b) coloro che hanno riportato condanne definitive a pene
superiori a due anni di reclusione per i delitti, consumati o
tentati, previsti nel libro II, titolo II, capo I, del codice penale;

c) coloro che hanno riportato condanne definitive a pene
superiori a due anni di reclusione, per delitti non colposi,
consumati o tentati, per i quali sia prevista la pena della
reclusione non inferiore nel massimo a quattro anni, determinata ai
sensi dell'articolo 278 del codice di procedura penale.

venerdì 7 dicembre 2012

Incandidabilità alle cariche pubbliche: il CdM approva il decreto

Il Consiglio dei Ministri di ieri ha approvato la bozza di decreto sull'incandidabilità alle cariche pubbliche, il cosiddetto decreto liste pulite, che sarà poi trasmesso alle Commissioni parlamentari per un parere.
Sembra proprio che, per essere un Governo tecnico, ha fatto qualcosa che quelli precedenti non sono stati in grado di fare (se si escludono le incandidabilità a cariche pubbliche locali), il che va sempre visto con uno speciale occhio critico.
La norma riguarda tutte le cariche elettive sia nazionali che sovranazionali a partire dal Parlamento Europeo fino al componente di una Comunità montana:
Il Consiglio ha approvato lo schema di decreto legislativo recante un testo unico della normativa in materia di incandidabilità alla carica di membro del Parlamento europeo, di deputato e di senatore della Repubblica, di incandidabilità alle elezioni regionali, provinciali, comunali e circoscrizionali e di divieto di ricoprire le cariche di presidente e di componente dei consigli e delle giunte delle unioni dei Comuni, di consigliere di amministrazione e di presidente delle aziende speciali e delle istituzioni di cui all’articolo 114 del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, di presidente e di componente degli organi esecutivi delle comunità montane.

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