Molto di quello che mangiamo e dei vestiti che indossiamo proviene dal mondo animale. A volte, gli stessi animali uccisi per essere mangiati sono utilizzati anche per produrre vestiti e scarpe, altre volte vengono uccisi solo per la loro pelliccia. Dopo aver visto su Repubblica il video che condivido qui sotto ho voluto guardare sul sito di Peta, che è l'acronimo di People for Ethical Treatment of Animals.
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domenica 24 febbraio 2013
giovedì 30 agosto 2012
La GdF scopre nuovo caso di maltrattamento su animali
La Guardia di Finanza comunica la scoperta di un nuovo caso di maltrattamento su animali. In questo caso si tratta di un trasportatore con targa bulgara e destinazione Spagna scoperto nel porto di Ancona. Trasportava 11 gabbie con altrettanti cuccioli di cani da caccia di cui 6 però già morti e gli altri in pessime condizioni di salute a causa della mancanza d'aria nelle gabbie. I cuccioli superstiti sono stati presi in carico dal canile comunale di Ancona ed erano sprovvisti di documenti e microchip.
L'autista, di nazionalità bulgara, dichiaratosi istruttore, ha ammesso che avrebbe rivenduto i cani una volta terminato l'addestramento. E' stato denunciato alla Procura di Ancona.
sabato 21 luglio 2012
Maltrattamenti sugli animali da allevamento: due filmati
Un post condiviso ieri da una cara amica su G+ (Bruna, tra i fondatori del blog collettivo Al Tamburo Riparato) mi fa riflettere insieme sia sul tema della violenza in genere che su quella più specifica del maltrattamento verso gli animali da allevamento.
Chiariamo subito una cosa. Non credo che gli allevatori di un tempo o i piccoli allevatori di adesso, fossero o siano individui dotati di maggior senso di umanità, rispetto ai grandi allevamenti di animali dell'industria. Molto più semplicemente, forse, il piccolo allevatore così come il piccolo coltivatore ha più a cuore il singolo animale e la singola pianta e tende a non sciuparli, appunto perchè costituiscono il suo capitale, da valorizzare al massimo. Però, quando osservo filmati come quello condiviso da Bruna, specifico di un brand della grande distribuzione alimentare americana ma che evidentemente potrebbe riguardare qualsiasi grande azienda, comprendo in parte il furore ideologico degli animalisti quando chiedono, per lo meno, che gli animali siano trattati con umanità, se proprio dobbiamo continuare a mangiarli.
giovedì 24 maggio 2012
Maltrattamenti su cavalli da competizione: bandito un allenatore
Questo allenatore di cavalli razza Tennesse walking è stato accusato di 52 violazioni dell'Horse Protection Act anche se nell'accordo finale si è dichiarato colpevole solo di una. E' stata comunque sufficiente per essere bandito a vita dal più importante concorso ippico della razza. La pratica di cui si è dichiarato colpevole è il "soring" ovvero l'irritazione, che consiste nell'inserire nell'attaccatura tra zampa e zoccolo degli arti anteriori, delle sostanze o degli oggetti irritanti per fargli eseguire meglio il passo che si chiama "big lick", ovvero sollevare maggiormente le zampe, pratica bandita da 40 anni.
Ne parla la CNN in questo articolo: Exposed by graphic video, top horse trainer pleads guilty to cruelty.
sabato 7 gennaio 2012
Ritrovate sessanta carcasse di cani in un lago nel napoletano
E' vero che vi sono notizie ben più tristi ed efferate, ma pure questa la metterei tra i comportamenti come minimo incivili quando non francamente criminali: nel lago Frezza a Marigliano, nel napoletano, sono state ritrovate sessanta carcasse di cani, quasi tutte racchiuse dentro buste di plastica. Ne dà notizia l'Ansa, che riporta anche le ipotesi delle associazioni animaliste. Se in un primo momento si era pensato a una truffa ai danni di padroni che volevano cremare i loro animali, che invece sarebbero stati gettati nel lago dalle imprese che se ne dovevano occupare oppure al macabro rito di iniziazione della camorra, che consiste nello sgozzare un cane, in un secondo tempo, visto che ne erano sprovvisti, si è pensato al traffico di cani verso l'estero, ai quali verrebbe applicato il microchip rimosso dai cani uccisi.
Qualunque sia la ragione, è un altro punto a sfavore della specie bipede, sempre sorprendente nella sua capacità di abbassare l'asticella del degrado.
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