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domenica 30 ottobre 2011

Berlusconi croupier? Da Report un servizio sugli intrecci tra pubblico e privato nel gioco online

imagecredit report.rai.it
Nella puntata di Report di questa sera (I biscazzieri, 30 ottobre, 21:30) in onda su RaiTre si parlerà di giochi d'azzardo online, come poker e casinò. L'ultima società arrivata, a quanto afferma il servizio, fa capo per il 70% alla Mondadori, che è, di fatto, del Presidente del Consiglio, di cui rappresenta l'azionista di maggioranza (fonte voce Arnoldo Mondadori Editore di it.Wikipedia).
Come scrive Rizzo sul Corriere, questa nuova società, chiamata Glaming
è controllata al 70% dalla Mondadori e al 30% da un altro soggetto, la Fun Gaming, il cui capitale è a sua volta custodito in due scatole: Buel srl (51%) e Entertainment and gaming invest (49%). Per quanto riguarda la seconda, è inutile affannarsi a cercare di scoprire il proprietario. Le quote sono infatti custodite in una fiduciaria. La Buel è invece di proprietà di una vecchia conoscenza del mondo della televisione come Marco Bassetti. Il quale, incidentalmente consorte del sottosegretario agli Esteri Stefania Craxi, si ritrova ora in società con il premier Silvio Berlusconi, ossia il proprietario della Mondadori, in un business molto appetitoso, a giudicare dal bombardamento di spot che pubblicizzano sul piccolo schermo questo genere di divertimento. 
Due gli aspetti che evidenzia Rizzo: primo, l'opportunità etica di ritrovarsi tra le mani una società coinvolta nel gioco d'azzardo (ma ormai chi ci fa più caso) e, secondo, il fatto che la concessione per svolgere questa attività
la può dare soltanto l'amministrazione dei Monopoli di Stato. Ovvero un organismo, affidato all'ex capo dell'agenzia delle entrate Raffaele Ferrara, che dipende dal governo presieduto dal Cavaliere. In qualunque altro Paese al mondo questo sarebbe un classico episodio di conflitto d'interessi. Ma [anche] qui chi ci fa caso?
E' interessante il servizio di Sergio Rizzo, per gli intrecci e i collegamenti che si scoprono tra società concessionarie di giochi online e uomini politici. Tra giochi d'azzardo e nuovi banchi di pegno (leggi i compro oro pago in contanti che spuntano come funghi), il futuro degli italiani sembra alquanto aleatorio.



lunedì 18 luglio 2011

Il poker online e la stangata della manovra: due facce della stessa medaglia

Avvengono, oggi,due fatti che non sono, a parere mio, semplice coincidenza.

credit channelcity
Il primo è che, dopo l'approvazione lampo della manovra economica e la sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, sono subito attivi ticket e imposte sul deposito titoli e tutte le altre gabelle e tagli sulle agevolazioni. Più osservatori hanno notato come la manovra colpisca soprattutto le classi medio basse e basse, più di quanto non colpisca quelle medio-alte e alte. Soprattutto perchè le agevolazioni si applicano solitamente alle classi medio basse e basse e quindi il tagliarle colpisce in misura principale chi ne beneficiava.


credit pokeritaliaweb
Il secondo è che oggi, terminato il periodo di sperimentazione con gettoni prepagati, si dà il via libera al poker cash e ai giochi da Casinò online. Si può giocare con soldi veri, si possono fare puntate, insomma come in un vero e proprio Casinò. L'occasione è data dal decreto pro terremotati dell'Abruzzo, anche se io ci vedo altre motivazioni. Tanto per sapere delle cifre di cui si parla, vi dirò che, a tutt'oggi (cioè prima dell'entrata in vigore del poker online) e sommando tutto, superenalotto, lotterie e così via, tutto l'insieme delle scommesse e giochi ha fruttato una raccolta complessiva di 61,5 miliardi di euro, di cui quello che rimane allo Stato sono circa 10 miliardi. Gli interessi in gioco (è il caso di dire), come si vede, sono mostruosi. L'aspettativa, con questo poker cash e compagnia bella online, è un'entrata per lo Stato di circa 18 miliardi l'anno.

Ora veniamo a quello che, secondo me, unisce i due fatti, al di là della semplice coincidenza. Da una parte lo Stato prende (con i tagli, i ticket, le imposte), dall'altra dà (con i giochi d'azzardo online). Dà speranze, non certezze. Dicono che il ritorno di poker cash e compagnia bella, per i giocatori,  dovrà essere tra l'80 e il 90% il che, in prima istanza, genera un'aspettativa di riprendere lo 0,9 se si punta 1, cioè in perdita. Del resto, questi giochi d'azzardo non sarebbero così appetibili per tutte le imprese che vi si dedicano se non togliessero (ai giocatori) più di quanto danno (ai giocatori).

Ecco quindi trovato il contentino, l'oppio che sopisce la rabbia per le nuove imposte e i nuovi tagli, il generatore di speranze che permette di sopportare questa grigia realtà. Se non si riesce con l'ideologia o la contrapposizione destra-sinistra certamente  si potrà con l'azzardo: la dea fortuna ha in mano le nostre vite, adesso tutto dipende da lei, la nostra felicità e la nostra infelicità. Adesso, se le cose poi non si aggiustano e si ritorna alla tragica realtà, sappiamo di chi è la colpa.

Sono dannatamente contrario all'andazzo che sta prendendo questa nostra società. Il gioco d'azzardo sta prendendo il posto dei sogni, dei  propositi per il futuro, delle aspettative e dei progetti. Lì, se le cose non vanno come vuoi, la colpa non è più della classe politica, degli speculatori, no, la colpa è della fortuna, che ti ha voltato le spalle. Abbandoniamo quello che si può ottenere con il lavoro e l'applicazione per sperare di avere qualcosa con un colpo di fortuna. 

Sul sito dove ho recuperato l'immagine della dipendenza da poker si cita lo studio di un eurodeputato, Sergio Berlato che ha sollecitato, su questi temi, un'interrogazione al Parlamento Europeo.
[...] lo studio riportato da Berlato parla di una perdita stimata per ognuno di questi giocatori di ben 500 euro settimanali, una cifra che mette sicuramente in allarme tutta la Commissione che è sempre vigile su questo tipo di problematiche. [1]
A questa interrogazione, il commissario al Mercato interno e Servizi finanziari della Commissione Europea Michel Barnier ha risposto
"La Commissione condivide queste preoccupazioni. La dipendenza dal gioco può avere effetti devastanti per i giocatori e le loro famiglie ed è indubbio che comporti costi significativi per la società. In risposta alle domande del parlamentare, riguardanti i possibili interventi per la prevenzione dei reati e la protezione dei minori, la Commissione desidera rimandare una sua risposta dopo un'interrogazione orale del Parlamento, abbiamo intenzione di lanciare una consultazione a largo spettro sulle complesse problematiche sollevate dalla diffusione del gioco online e sulle eventuali decisioni da prendere a livello europeo".
E così, accadrà quello che avviene oggi per il fumo: si scrive Nuoce gravemente alla salute, ma  intanto lo si vende. Così, per poker e compagnia bella si dirà: può creare dipendenza, gioca con moderazione. E intanto, la gente giocherà e perderà.

[1] Poker online: l'UE si occuperà di dipendenza. 

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