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giovedì 29 maggio 2014

Un sistema per riciclare denaro sporco con le slot machine (ed essere graziati dal governo)

Nella puntata del 2 maggio 2014, Nadia Toffa delle Iene illustrava un modo di ripulire il denaro sporco utilizzando le slot machine. E' un bug del sistema, come chiarirà in seguito un funzionario dell'AAMS, che grazie al cosiddetto  ripensamento permette al giocatore di riprendersi tutti i soldi inseriti nella slot, senza aver giocato, ritirandoli alla cassa come fossero una vincita,  bug al quale l'AAMS sta sollecitamente cercando di provvedere da ormai parecchi mesi (senza esserci ancora riuscita, del resto).

clicca per vedere il servizio

venerdì 28 marzo 2014

"Lo stato controlla il gioco d'azzardo?": il servizio delle Iene che non andrà in onda

Questo è un servizio di Nadia Toffa per le Iene che, a detta dell'autrice, non vedrà mai la luce in televisione, -per via della par condicio, dice- e che quindi è disponibile solo su Facebook. Posto che non è facile sapere se tutte le affermazioni fatte nel servizio sono vere c'è però da dire che il sistema della gestione delle slot appare piuttosto opaco e si presta a numerose speculazioni. Una parola chiara e definitiva da parte dell'esecutivo non sarebbe male, insieme all'accesso alle informazioni da parte delle opposizioni e a una generica maggiore trasparenza, riforme permettendo.



giovedì 19 dicembre 2013

Governo: alle amministrazioni che ostacolano l'apertura di nuove sale slot riduzione dei trasferimenti

Si tratta di un emendamento al decreto Salva Roma (decreto-legge 31 ottobre 2013, n. 126) proposto dal NCD di Alfano che taglia i trasferimenti dello Stato a quelle amministrazioni locali che, con norme più restrittive, bloccano l'apertura di nuove sale slot. In pratica, si puniscono quei comuni o quelle regioni che si oppongono al facile dilagare del gioco d'azzardo legale. Secondo quanto riporta il Fatto, l'emendamento è stato approvato da NCD, Scelta Civica, GAL e da PD, meno 4 deputati, e ha visto M5S, SEL, Forza Italia e Lega tentare inutilmente di opporsi.
Quanto questo emendamento proposto e votato dalla maggioranza sia compatibile con la retorica della lotta alla ludopatia lascio a voi decidere. La perla in questione, l'emendamento 1150 con prima firmataria la  senatrice del Nuovo Centro Destra Federica Chiavaroli, recita così:

venerdì 13 settembre 2013

Gioco d'azzardo legale, continuano le sanatorie: come passare da una sanzione di 89 miliardi a una di 600 milioni

Qualche giorno fa la moratoria passata in Senato sui giochi d'azzardo metteva in crisi le coperture finanziarie del governo sull'abolizione dell'Imu. Il discorso sul gioco d'azzardo legale è molto complesso e coinvolge molti aspetti della nostra vita, da quello sulla salute, a quello sull'occupazione per finire con gli introiti per lo Stato. Nessuno dei tre, però, a sentire Maurizio Fiasco, sociologo all'Università  Tor Vergata di Roma, intervistato da Avvenire per questo dossier L'azzardo non è un gioco, ha un ritorno positivo per lo Stato e per la società in genere (se confrontato con un diverso investimento delle somme giocate), motivo per cui, dice, se ne potrebbe pure fare a meno:
E i timori per i 6 miliardi in meno nelle casse pubbliche? A voler ragionare per esempi, possiamo dire che i 90 miliardi bruciati dagli italiani nel gioco, se fossero usati per i consumi tradizionali, non solo rimetterebbero in moto l’economia, ma darebbero allo Stato un gettito nettamente superiore a quello dell’azzardo.
In cifre? Nel 2010 si è avuto il gettito massimo, intorno ai dieci miliardi. Da allora si scende sensibilmente. Il gioco on-line, ad esempio, tocca livelli di tassazione ridicoli: appena superiore allo 0%. Tornando ai 90 miliardi di spesa, dirottati su altri comparti darebbero, solo di Iva al 21%, quasi 20 miliardi di euro. Lo ripeto: l’azzardo, oltre che un problema sociale, è un cattivo affare proprio per il bilancio dello Stato.

venerdì 31 maggio 2013

Gioco d'azzardo (legale) e politica

L'avvento del gioco d'azzardo legale in Italia ha portato alcune spiacevoli conseguenze. Una tra tutte è l'emergere del cosiddetto gioco d'azzardo patologico ovvero ludopatia, condizione di dipendenza patologica dal gioco piuttosto grave. Un'altra conseguenza è l'apertura di un corridoio di comunicazione tra attività economica e politica, inteso come conflitto di interessi, se non di peggio. A suo tempo e ancora oggi ne hanno parlato e ne parlano molti, che fanno anche i nomi. Tra questi un senatore 5 stelle, Giovanni Endrizzi, che così dice in Aula.





martedì 28 agosto 2012

Tassa su bibite alcoliche e analcoliche e multe per fumo ai minorenni

C'è un aspetto controverso nella bozza in preparazione al Ministero della Salute e che sarà presentata al prossimo Consiglio dei Ministri di fine mese, e riguarda due provvedimenti allo studio, quello sulla tassa sulle bibite alcoliche e analcoliche e quello sulla multa per chi vende sigarette ai minori di 18 anni.
E' lo stesso aspetto contraddittorio che coglie sempre le istituzioni quando con una mano permettono e con l'altra proibiscono. Parlo di due tra le più discusse e dannose, ma legali, abitudini degli umani, fumo e alcol, a cui si può aggiungere quella, infinitamente meno nociva, delle bevande analcoliche zuccherate.
Poco contano  i tre provvedimenti in sè: tassa di 7,16 euro a carico dei produttori, ogni 100 litri di bevanda, e di 50 euro ogni 100 litri per gli alcolici oppure sanzione pecuniaria di 1.000 euro a carico di chi vende sigarette ai minori. L'essenza della questione è legata al duplice ruolo dello Stato quale spacciatore di alcolici e tabacchi e, al tempo stesso, dissuasore dall'acquisto.  E' un ruolo che è sempre stato contraddittorio e che viene fuori in maniera ancora più forte quando intervengono nuovi strumenti di dissuasione come queste probabili nuove tasse.

mercoledì 30 maggio 2012

Terremoti, banchieri, gioco d'azzardo

Adesso cosa s'inventeranno, intendo dire per questo terremoto? Eh sì, perchè per quello avvenuto nel 2009 a L'Aquila sembra che  qualcosa si siano inventato. Il Gip della Procura di Milano Cristina Di Censo scrive infatti, nell'ordinanza di arresto del banchiere Ponzellini:
Una legge approvata dal Parlamento per aiutare le popolazioni dell'Abruzzo colpite dal sisma sarebbe stata in realtà «disegnata su misura per arricchire i signori del gioco d'azzardo». È uno dei risvolti più inquietanti emersi dall'ordinanza di custodia cautelare a carico di Ponzellini.[vedi Corriere, Bpm, arrestato l'ex presidente Ponzellini]
Gli fa eco il Post, che scrive:

venerdì 23 marzo 2012

Quando un politico ne fa una giusta viene multato: il caso del sindaco di Verbania contro le slot

Non è che il sindaco di Verbania, Claudio Zanotti, fosse propriamente contro le slot-machine ma riteneva che ci fosse un problema di salute pubblica, specialmente al mattino quando i ragazzi invece di andare a scuola si piazzavano  davanti alle slot. La vicenda risale al 2005: un'ordinanza del sindaco imponeva agli esercenti di tenere in funzione le slot solo dalle 15:00 alle 22:00, appunto per salvaguardare quella fascia oraria in cui i ragazzi vanno a scuola e per non indurli in tentazione. Ovviamente la cosa non è stata digerita dalle concessionarie del gioco che hanno presentato ricorso al Tar.
E il Tar  ha dato ragione alle concessionarie del gioco e torto al Comune di Verbania, che anzi dovrà pagare una sanzione di 1,3 milioni. La sentenza, che richiama niente meno che il Codice Rocco del 1931, afferma
 «Mediante la previsione di un orario di "disattivazione" degli apparecchi da gioco il Comune si è arrogato una potestà normativa che non trova sostegno in alcuna disposizione legislativa...». Infatti, stando anche alla sentenza 237 della Suprema corte del 2006, «i profili relativi all'installazione degli apparecchi e congegni automatici da trattenimento o da gioco presso esercizi aperti al pubblico, sale giochi e circoli privati» disciplinati dal regio decreto del 1931 «afferiscono alla materia "ordine pubblico e sicurezza"» di «competenza esclusiva dello Stato». [fonte Corriere]

domenica 4 marzo 2012

Ipocrisia di Stato su alcol, tabacco e gioco d'azzardo?

imagecredit dannomedico.org
Non so se chiamarla ipocrisia di Stato o in qualche altro modo ma mi sembra assai deludente e pericolosa la strategia dello Stato riguardo tre aspetti dell'edonismo di massa o addiction (dipendenza) quali consumo di alcol, tabacco e gioco d'azzardo legale.
La cronaca recente  riguarda proprio il gioco d'azzardo legale, slot machine, videopoker e via dicendo, sul quale è stata impressa una forte accelerazione.
Circa 80 miliardi il fatturato del 2011 e 800 mila le persone affette da ludopatia ovvero da gioco d'azzardo patologico.
C'è forte attenzione del Governo, ha detto il Ministro della Salute Balduzzi secondo quanto riporta l'Avvenire e, a chi chiedeva se fosse in previsione un intervento legislativo, ha detto di non voler scavalcare la collegialità delle decisioni del Governo, modo diplomatico per rimandare ogni intervento sine die.
Eppure, non mi convince in pieno questo modo di far cassa che potrebbe essere scambiato per libertà di scelta. Dal gioco d'azzardo legale lo Stato trae dei buoni introiti (anche se secondo alcune fonti si stampa molto meno di quello che gli spetterebbe, causa carenza di controlli), così come dalla vendita di alcol e tabacchi.
E' però per lo meno singolare che prima dia la possibilità di bere, fumare e giocare e poi si impegni in campagne pubblicitarie contro alcol e fumo e, probabilmente a breve,  gioco d'azzardo legale, oltre lo stringato gioca il giusto.
Il proibizionismo forse non è una soluzione e gli eventi storici del passato sembrerebbero dimostrarlo. Forse si può ipotizzare che laddove intervenga lo Stato a prendere il controllo di queste attività edonistiche si abbassa il livello di rischio legato all'attività illegale. Chiaro poi che non saranno tutti giocatori patologici quelli che giocano con slot e videopoker. Sono tutte ipotesi. Quello che è certo è che se fossi al Governo vivrei in maniera stridente e contraddittoria questo doppio ruolo, di custode della salute pubblica e di incentivo a rovinarsela.

domenica 30 ottobre 2011

Berlusconi croupier? Da Report un servizio sugli intrecci tra pubblico e privato nel gioco online

imagecredit report.rai.it
Nella puntata di Report di questa sera (I biscazzieri, 30 ottobre, 21:30) in onda su RaiTre si parlerà di giochi d'azzardo online, come poker e casinò. L'ultima società arrivata, a quanto afferma il servizio, fa capo per il 70% alla Mondadori, che è, di fatto, del Presidente del Consiglio, di cui rappresenta l'azionista di maggioranza (fonte voce Arnoldo Mondadori Editore di it.Wikipedia).
Come scrive Rizzo sul Corriere, questa nuova società, chiamata Glaming
è controllata al 70% dalla Mondadori e al 30% da un altro soggetto, la Fun Gaming, il cui capitale è a sua volta custodito in due scatole: Buel srl (51%) e Entertainment and gaming invest (49%). Per quanto riguarda la seconda, è inutile affannarsi a cercare di scoprire il proprietario. Le quote sono infatti custodite in una fiduciaria. La Buel è invece di proprietà di una vecchia conoscenza del mondo della televisione come Marco Bassetti. Il quale, incidentalmente consorte del sottosegretario agli Esteri Stefania Craxi, si ritrova ora in società con il premier Silvio Berlusconi, ossia il proprietario della Mondadori, in un business molto appetitoso, a giudicare dal bombardamento di spot che pubblicizzano sul piccolo schermo questo genere di divertimento. 
Due gli aspetti che evidenzia Rizzo: primo, l'opportunità etica di ritrovarsi tra le mani una società coinvolta nel gioco d'azzardo (ma ormai chi ci fa più caso) e, secondo, il fatto che la concessione per svolgere questa attività
la può dare soltanto l'amministrazione dei Monopoli di Stato. Ovvero un organismo, affidato all'ex capo dell'agenzia delle entrate Raffaele Ferrara, che dipende dal governo presieduto dal Cavaliere. In qualunque altro Paese al mondo questo sarebbe un classico episodio di conflitto d'interessi. Ma [anche] qui chi ci fa caso?
E' interessante il servizio di Sergio Rizzo, per gli intrecci e i collegamenti che si scoprono tra società concessionarie di giochi online e uomini politici. Tra giochi d'azzardo e nuovi banchi di pegno (leggi i compro oro pago in contanti che spuntano come funghi), il futuro degli italiani sembra alquanto aleatorio.



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