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martedì 16 luglio 2013

Stipendi dei parlamentari a confronto: una classifica mondiale rispetto al PIL pro capite

Non sembra propriamente popolare la recente proposta di aumentare, dal 2015, lo stipendio dei parlamentari inglesi, portandolo dalle attuali 66.396  sterline (pari a 76.447 euro) a 74.000  sterline (pari a 85.236 euro), anche se accompagnato dalla perdita di alcuni benefits pensionistici.
All'Economist sfruttano l'occasione per fare un'analisi delle retribuzioni dei parlamentari in giro per il mondo, sia in valore assoluto che come multiplo del PIL pro capite. Anzi, proprio su quest'ultimo indice costruiscono la classifica che vedete qui sotto: in Nigeria, per esempio, un parlamentare guadagna 189.500 dollari l'anno, uno dei più alti stipendi in assoluto, ma niente in confronto al PIL pro capite di quella nazione. Infatti, i parlamentari nigeriani guadagnano qualcosa come 116 volte il PIL pro capite della Nigeria, seguiti da altre 7 nazioni extra europee e, prima del mondo occidentale,  l'Italia, con 5,5 volte il PIL pro capite italiano. Ora, pur essendo la classifica un florilegio tra tutte le nazioni, e quindi con possibilità di modifica delle posizioni relative,  fa comunque impressione che l'Italia abbia la palma di primo paese occidentale quanto a differenza tra retribuzione di un parlamentare e PIL pro capite. Tutti gli altri paesi occidentali presenti nella classifica sono sotto le 4 volte il PIL pro capite, compresi USA, Germania, Gran Bretagna, Giappone, Australia e, addirittura, paesi come Svezia, Norvegia e Spagna, sono sotto le due volte il PIL pro capite.
Non è che per caso questo rapporto tra stipendio dei parlamentari e PIL pro capite sia un indice di civiltà?


martedì 31 gennaio 2012

Presidente Fini: riduzione stipendi deputati. Comunicato ufficiale

L'Ufficio di Presidenza della Camera ha comunicato ieri alcune misure adottate in merito ai trattamenti economici dei deputati. Il comunicato è riportato integralmente di seguito. In totale, riferisce, il taglio di indennità per ogni deputato va da 1.250 a 1.500 euro al mese. Inoltre, il passaggio dal vitalizio al sistema previdenziale contributivo, ha portato a risparmi dell'ordine di 350.000 euro per il 2012, 1.200.000 per il 2013 e 2.000.000 per il 2014. Certo, se si sommano i risparmi sulle indennità dei deputati e sul passaggio al contributivo non si raggiungono le cifre necessarie a ridurre l'imposizione fiscale sulla popolazione, ma è necessario farlo. Il comunicato conclude con l'osservazione che, dopo questi interventi, il costo delle retribuzioni dei parlamentari italiani, anche alla luce dei risultati della recente Commissione Giovannini
- il costo complessivo sostenuto per i deputati italiani in carica è inferiore rispetto a quello sostenuto dalle Assemblee dei Paesi europei con il PIL più elevato e dallo stesso Parlamento europeo ;
- l'importo netto dell'indennità parlamentare erogato ai deputati italiani risulta in linea con quello percepito dai componenti degli altri Parlamenti presi a riferimento.
Ed ecco il comunicato dell'Ufficio di Presidenza della Camera, disponibile qui.

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