C'è una battuta abbastanza efficace che circola in questi giorni: “Abbiamo perso un milione di posti di lavoro, ma neanche un assessore”. L'ha fatta Angeletti, segretario della UIL, presentando il rapporto sui Costi della politica 2013 del suo centro studi. Riporto qui sotto parte della conferenza stampa di Angeletti ripresa dal Fatto:
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martedì 17 dicembre 2013
mercoledì 22 agosto 2012
I gruppi consiliari del Lazio e i contributi milionari (4 volte quelli dei gruppi parlamentari)
Spesso si sta lì a disquisire per bagatelle mentre le cose serie passano sotto il naso senza accorgersene. Parlo della non o poco notizia delle interviste tv a pagamento contrapposta alla notizia dei contributi dei gruppi consiliari del Lazio.Scrive Rizzo sul Corriere, su dati che i Radicali Italiani pubblicano sul loro sito, che il gruppo consiliare alla regione Lazio dei Radicali, composto di due persone, ha ricevuto come contributi per il 2011, erogati dalla regione, circa 422 mila euro, che fanno 211 mila euro a consigliere. Si intenda che questa è la cifra che ogni consigliere regionale laziale percepisce. Per confronto, i gruppi parlamentari alla Camera ricevono poco più di 57 mila euro, un quarto di quello che ricevono i gruppi consiliari laziali.
Se si considera che i consiglieri regionali del Lazio sono 71 il conto è presto fatto: 15 milioni di euro l'anno, solo di Consiglio regionale del Lazio. Si moltiplichi, grossolanamente, per 20 e si avrà un'idea del costo complessivo di tutte le regioni, solo di gruppi consiliari.
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venerdì 30 marzo 2012
Il bilancio 2011 della Camera dei Deputati. Tutte le entrate e tutte le spese, dalla cancelleria ai servizi igienici
Che non sia solo questione di cancelleria e servizi igienici appare evidente. Ieri, l'Ufficio di Presidenza della Camera ha approvato il conto consuntivo per il 2011, e ne dà comunicazione sul sito della Camera [comunicato n.1972 - Consuntivo per l’esercizio 2011 e nota di variazione per il 2012-2014 - 29/03/2012].
Con un po' di orgoglio segnalano di non aver aumentato la dotazione (ordinaria) della Camera, che rimarrà invariata fino al 2014
In primo luogo, l'ammontare della dotazione ordinaria resta determinato in 992,800 milioni di euro sino al 2014, rimanendo così invariato per sei esercizi consecutivi; si conferma in tal modo il minor onere per il bilancio dello Stato.
Nel documento Progetto di bilancio per l'anno finanziario 2011 sono riportati attivi e passivi, tutte le entrate e tutte le spese della Camera.
Le entrate ordinarie derivanti da trasferimenti dello Stato ammontano a 993.379.354,00, alle quali bisogna sommare le entrate integrative e le partite di giro: in totale le entrate assommano a 1.815.182.025,16.
Poi ci sono le spese: tanto per riprendere le due voci del titolo sappiate che la Camera spende (tanto), per esempio, in
- carta, cancelleria 1.899.393,92 euro
- per servizi di pulizia e igiene 9.641.135,46 euro
- per i francobolli 825.023,01 euro
- per i servizi di stampa parlamentari 7.449.641,11 euro
- e per i servizi di stampa degli uffici (fotocopie, stampate etc.) 2.158.317,35 euro
- i nostri parlamentari viaggiano moltissimo in aereo 12.221.375,94 euro
martedì 31 gennaio 2012
Presidente Fini: riduzione stipendi deputati. Comunicato ufficiale
L'Ufficio di Presidenza della Camera ha comunicato ieri alcune misure adottate in merito ai trattamenti economici dei deputati. Il comunicato è riportato integralmente di seguito. In totale, riferisce, il taglio di indennità per ogni deputato va da 1.250 a 1.500 euro al mese. Inoltre, il passaggio dal vitalizio al sistema previdenziale contributivo, ha portato a risparmi dell'ordine di 350.000 euro per il 2012, 1.200.000 per il 2013 e 2.000.000 per il 2014. Certo, se si sommano i risparmi sulle indennità dei deputati e sul passaggio al contributivo non si raggiungono le cifre necessarie a ridurre l'imposizione fiscale sulla popolazione, ma è necessario farlo. Il comunicato conclude con l'osservazione che, dopo questi interventi, il costo delle retribuzioni dei parlamentari italiani, anche alla luce dei risultati della recente Commissione Giovannini
- il costo complessivo sostenuto per i deputati italiani in carica è inferiore rispetto a quello sostenuto dalle Assemblee dei Paesi europei con il PIL più elevato e dallo stesso Parlamento europeo ;- l'importo netto dell'indennità parlamentare erogato ai deputati italiani risulta in linea con quello percepito dai componenti degli altri Parlamenti presi a riferimento.
Ed ecco il comunicato dell'Ufficio di Presidenza della Camera, disponibile qui.
venerdì 6 gennaio 2012
I privilegi degli addetti della politica: commessi e consiglieri della Camera
Ne avevo già parlato ma vale la pena di ripeterlo e, sempre che questi dati siano veri, ora che scopro che anche il Giornale li ha pubblicati a suo tempo (20 dicembre 2011) oltre i soliti Stella e Rizzo, tenerlo a mente. Anche per domandarsi: ma come è possibile? Come è possibile che 1.642 dipendenti di Montecitorio, la Camera dei Deputati, più le pensioni erogate agli ex commessi, costino in stipendi la bellezza di 508 milioni di euro? L'articolo di Emanuela Fontana non lesina dati e cifre e, in attesa che qualcuno li smentisca possibilmente con tanto di prove documentali (visto che sono tutti dipendenti pubblici) li diamo per veri. Anche perchè non dissimili da quelli forniti dal duo Stella Rizzo.
- 256 milioni di euro il costo degli stipendi dei 1.642 addetti (ricordo che alla Camera vi sono 630 deputati) il che fa quasi 156.000 euro all'anno, il che significa 13.000 euro lordi al mese, in media, perchè non hanno tutti stipendio simile. Infatti...
- ...uno stenografo può arrivare a 260.000 euro l'anno. Chi è appena assunto guadagna subito 2.618 netti euro al mese che dopo 15 anni diventano 5.613. Dopo 35 anni di carriera, con queste mostruose progressioni pensate da un megalomane, lo stesso commesso arriva a prendere 9.400 euro netti al mese: quanti operai ci campano, con quella cifra?
- Ma la burocrazia parlamentare, a questo punto più potente dei parlamentari stessi, si è sollevata: perchè, direte voi? Per via del passaggio al contributivo e dei 65 anni di età. Loro, infatti, la casta delle caste, i burocrati, si sentono superiori anche agli stessi parlamentari se dicono, per mano dell'articolista del Giornale " l’associazione dei consiglieri della Camera ha recapitato al presidente Fini e ai parlamentari una lettera, non ancora resa nota alla stampa, per rendere consapevole«l’intera rappresentanza parlamentare» che «uno slittamento dell’età di pensionamento» anche «di dieci anni» anche per «i dipendenti prossimi al pensionamento» non rispetterebbe il requisito «dell’equità ». Si segnala quindi che la «burocrazia parlamentare non appare assimilabile a nessuna delle categorie di pubblico impiego (grassetto mio)». Pur consapevoli della necessità «di fare ogni sforzo per favorire il consolidamento dei conti pubblici », i consiglieri rivendicano«la dignità e la qualità professionale della burocrazia parlamentare » e il loro «ruolo centrale» nel «sistema democratico»." Lobby potentissima questa, e anche piuttosto presuntuosa, ma soprattutto ben pagata. Secondo quanto riferisce Fontana un consigliere caposervizio può arrivare a guadagnare qualcosa come 23.800 euro lordi al mese, più di un parlamentare.
- 200 milioni di euro, infine, sono le pensioni di questa casta nella casta. Si scopre che ci sono anche borboniche pensioni di grazia per un ammontare di 390.000 euro, cose del tipo in vigore appunto nel Regno di Napoli nel XVIII secolo.
Come si può pensare di continuare a chiedere sacrifici a noi, a coloro che mantengono tutti questi begli esemplari, quando loro, i privilegiati dei privilegiati, rimangono attaccati ai loro privilegi come cozze allo scoglio? Cosa si aspetta a chiederli a loro una buona volta e, se rifiutano, a sbatterli fuori una volta per sempre, loro e il loro ruolo centrale nel sistema democratico. Di democratico, in tutto questo, c'è ben poco. Forse solo il voto per mandarli tutti a casa, senza pensione.
giovedì 5 gennaio 2012
A proposito di costi della politica: quanto costano le Regioni?
Dato che ormai siamo immersi anima e corpo in questo clima di cosiddetta antipolitica (ma nota che sono quasi solo i politici a definirlo così) e che in questo periodo si sprecano dati e tabelle sui costi della politica, mi sono chiesto: ma quanto costa un ente di cui si parla meno come le Regioni?
Tutti parlano di abolire le Province per ridurre i costi della pubblica amministrazione il che, in un'ottica di risparmio, non è certamente sbagliato, ma quanto ci costano queste benedette Regioni?
Lo spunto me lo dà la Sicilia. Infatti, a firma del solito Stella sul Corriere, vero e proprio mastino di privilegi e ingiustizie perpetrate dai politici, esce questa osservazione sul fatto che i deputati del consiglio regionale siciliano guadagnano come un parlamentare: 14.800 euro netti al mese, compresa l'indennità di soggiorno di 3.500 euro che percepisce anche chi vive a Palermo.
Ma allora, quanto ci costano le Regioni?
Questi sono i dati della Ragioneria dello Stato sui costi delle Regioni e sui contributi che le Regioni ricevono dallo Stato. Il totale fa circa 222 miliardi di euro (anno 2009).
Nel sito istituzionale dei parlamenti regionali sono disponibili alcuni documenti ufficiali: questi sono gli stipendi dei componenti di consigli e giunte regionali. Per avere lo stipendio totale bisogna sommare il netto con il rimborso, in versione minimo e massimo. Come è agevole notare, la Sicilia ha quelli più alti, ma consistenti sono anche quelli della Puglia e della Provincia autonoma di Bolzano.
Interessante anche questo documento sui vitalizi dei parlamentari regionali: si va da quelli che possono andare in pensione all'età più bassa, quelli del Lazio a 55 anni, a quelli che percepiscono la più alta percentuale del vitalizio sull'indennità base, e cioè Friuli e Sicilia con il 100% a quelli, infine, a cui occorre versare i minori contributi per ottenerli, ancora la Sicilia con l'8,6% dell'indennità lorda.
Per un documento riassuntivo che raggruppasse i costi della componente elettiva delle Regioni mi sono però dovuto affidare a stime di terzi, non avendo trovato documenti ufficiali sintetici. Utilizzo quelli che ha preparato la UIL nel 2010 da fonti ufficiali.
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| imagecredit uil.it |
Da notare anche l'elevatissimo costo, penso eliminabile in parte fin da subito, dei consigli di amministrazione di società pubbliche o partecipate, quasi 2,5 miliardi o per le consulenze esterne, poco più di 3 miliardi.
La cifra sul costo delle Province, 455 milioni, è simile a quella ipotizzata dalla Cgia di Mestre che stimava in 510 milioni di euro il risparmio dell'abolizione, mentre le Regioni, sempre per la parte elettiva (esclusi dipendenti), costano 1,2 miliardi e i Comuni 1,7.
Infine, in queste ultime tabelle, sono indicati i parziali di ogni Regione e il numero di addetti dei vari consigli e giunte.
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| imagecredit uil.it |
L'idea generale è quella di riduzione del numero di consiglieri e conseguentemente dei costi, in linea con le nuove esigenza dello Stato italiano, che sono quelle note dovute alla crisi e ai movimenti speculativi. Cose da fare subito.
sabato 29 ottobre 2011
Quanto costano i politici ad ogni italiano: un rapporto di Confcommercio
Un rapporto presentato dall'Ufficio Studi di Confcommercio, dal titolo Una nota sui costi della rappresentanza politica in Italia, analizza i costi della politica italiana, confrontandoli con quelli degli altri paesi. In attesa di darne un resoconto completo condivido alcuni grafici e tabelle di questo rapporto.
La risposta, alla domanda iniziale, secondo Confcommercio è: la politica costa 350 euro per famiglia all'anno.
E' possibile ridurre questa spesa?
Tutti i grafici/tabelle credit Confcommercio.
domenica 19 giugno 2011
Tempo di crisi, ma non per i costi della politica
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| credit levithans |
Dice Sergio Rizzo sul Corriere che l'anno scorso Tremonti, nella manovra finanziaria, voleva far passare il taglio del 50% dei rimborsi elettorali (cresciuti dal 1999 al 2008 del 1110%) ma che ha dovuto sbattere contro la dura realtà della resistenza dei partiti della maggioranza se è vero che in seconda istanza la percentuale di taglio è scesa al 20% e poi è finita al 10%. I partiti non rinunciano ai loro introiti: non è forse vero che, a quanto affermano, la politica ha un costo?
Questo costo, però, è troppo elevato.E non gli è andato meglio dal punto di vista dei tagli alle spese di palazzo Chigi, che sta per la Presidenza del Consiglio. Anche qui voleva riportare un po' d'ordine nelle spese, letteralmente fuori controllo, ma non c'è stato niente da fare.
Ogni volta che se ne parla ci s'indigna, poi però finisce tutto lì. E' ammirevole che Tremonti abbia intenzione di mettere mano alle spese della politica, il minimo da fare in qualunque momento ma più che mai ora, in piena recessione economica. Dove cominciare? Due voci sono state già citate, ma ve ne sono altre.
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| credit il jester |
Per esempio, i voli di stato. Dice Rizzo che, nel 2005
gli aerei di Stato del 31° stormo dell’Aeronautica toccarono il record di 7.723 ore di volo. Due anni dopo, durante il governo Prodi, grazie a una direttiva draconiana del sottosegretario Enrico Micheli erano scesi a 3.902.
Però poi, nel 2008, il Governo prodi cadde e tornò Berlusconi e
quella direttiva è stata prontamente abrogata e nel 2009 le ore di volo per le sole «esigenze di Stato» sono arrivate a 5.931, ma con un governo ridotto a 61 elementi. Cioè, 97 ore e 15 minuti a testa.
L'aumento pro capite, rispetto al Governo Prodi, è stato del 154% e le ore di volo degli aerei di Stato è passato dalle 494 ore al mese nel 2009 alle 507 del 2010. Alla faccia della crisi. Il costo di tutto questo? si chiede Rizzo: ignoto!
Ma torniamo a Palazzo Chigi. Quanti sono e quanto costano tutti gli staff di Palazzo Chigi? Mentre alla prima domanda non è facile rispondere alla seconda, ovvero quanto costano, Rizzo risponde che, nel 2010, il costo degli staff
aveva superato di slancio 27,5 milioni, con un aumento del 26 per cento.
Ma non è finita qui. Secondo previsioni, anche le spese di affitto degli uffici della Presidenza del Consiglio lievitano: da 10 a 13,7 milioni di euro. E così dicasi anche per la recente decisione di avere due capi ufficio stampa, non uno solo, e i sottosegretariati concessi ai Responsabili, costo calcolato dall'Espresso in 3 milioni di euro l'anno.
Tremonti voleva, in questo suo slancio economizzatore, toccare anche il Parlamento, allineando gli stipendi alla media europea. Eh si, perchè gli stipendi dei nostri parlamentari sono ovviamente molto più alti della media europea. Volete qualche cifra?
- 54 milioni e mezzo in affitti
- spese correnti del 2010 per la Camera: 1 miliardo e 59 milioni
- spese previste per il 2011 per la Camera: 1 miliardo e 83 milioni (24 milioni di aumento: +2,26%)
- e per il 2012 è previsto un aumento del 2,3% (altri 25 milioni)
- le spese del Senato passano da 576 milioni nel 2010 a 594 milioni nel 2011, con un aumento del 3,6%
- in più, la Camera ha a disposizione 20 auto blu e 28 autisti per 63 deputati che ne hanno diritto
È mai possibile che in Lombardia un dipendente regionale costi 21 euro a ogni cittadino contro i 70 della Campania? E i 173 del Molise? O i 353 della Sicilia? È mai possibile che sia ancora in vigore una regola che consente a chi è stato parlamentare ma anche consigliere regionale di incassare ben due vitalizi, uno del Parlamento e uno della Regione?
Si domanda Sergio Rizzo, e noi con lui. Vitalizi da oltre 9 mila euro (lordi) al mese. Vitalizio significa per tutta la vita. E uno di questi vitalizi spetta anche all'ex Governatore del Lazio Piero Marrazzo: circa 4 mila euro mensili. L'Unica Regione a eliminarlo (comunque dalla prossima legislatura) è stata l'Emilia Romagna.
Insomma, si sia in piena crisi o col vento in poppa, le spese per la classe politica aumentano sempre. I nostri governanti, nazionali o locali che siano, trovano sempre il modo di far fruttare al massimo il loro impegno in politica, breve o lungo che sia stato. Penso sia uno degli investimenti più redditizi al mondo, almeno in Italia, anche alla luce delle enormi somme che si spendono in campagna elettorale anche per cariche a 1500-2000 euro al mese. Se la classe politica vuole riconquistare un minimo di fiducia e, soprattutto, se vuole risollevare le sorti dell'economia italiana, il dimezzamento dei costi della politica è un passaggio fondamentale. Potrebbe perfino essere il leit motiv di una campagna elettorale, magari delle elezioni anticipate.
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