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martedì 5 novembre 2013

Come trasformarsi in un van Gogh vivente

Il suo quarto d'ora di popolarità l'ha avuto anche questo artista, Damon Farkas, che si è letteralmente trasformato nel pittore olandese. Il risultato è apprezzabile, forse il migliore che abbia mai realizzato, tanto da finire su alcuni giornali, il Daily  News e  Repubblica. Merita darci un'occhiata. Da sottolineare che si è fatto aiutare dalla compagna, make-up artist, e che ha usato il trucco per la festa di Halloween.



image credit www.nydailynews.com

martedì 21 febbraio 2012

Post-Impressionismo ed Espressionismo in van Gogh: un articolo di Carla Citarella

Come forse si potrà notare, vi è sicuramente in me quella che potremo definire una grande ammirazione nei confronti di una figura che può essere definita tranquillamente l'artista per antonomasia. Parlo di Vincent van Gogh. L'occasione mi è data, ancora una volta , dalla cara amica Carla Citarella che con competenza e acume continua la sua disamina dell'artista olandese.
In questo articolo Van Gogh: post-Impressionismo ed espressionismo, più nello specifico, analizza il percorso artistico di van Gogh che, come nota,
In circa dieci anni di pittura, Van Gogh attraversa varie esperienze. Dapprima realista, poi impressionista, sino ad arrivare alla fine dell'Ottocento all'esperienza pre-espressionista. 

martedì 17 gennaio 2012

Van Gogh incisore, un articolo di Carla Citarella

Sarà forse per via della grande passione che nutro per l'artista o sarà forse per la chiarezza espositiva e l'acume critico di Carla Citarella, sta di fatto che condivido ancora una volta un pezzo artistico. Protagonista di questo articolo è Vincent van Gogh, l'artista per antonomasia, colui che ha saldato insieme vita e arte, forse perchè la vita stessa è in fondo un'opera d'arte. Se ne scopre un aspetto nuovo, il van Gogh incisore, tecnica che egli utilizzò tra il 1882 e il 1890. Vi si ritrovano gli stessi temi cari a van Gogh semmai acuiti dalla secchezza del segno. E così l'artista ribadisce con forza quella che è la sua ricerca  "Vorrei fare dei ritratti che alla gente di un secolo dopo sembrino delle apparizioni, non più la rassomiglianza fotografica, ma la ricerca dell'espressività. Quel ritratto, che consiglio a coloro che non lo hanno veduto, è una rappresentazione dell'anima di questa donna riprodotta(...).
C'è un aspetto della vita di  Vincent Van Gogh che è interessante evidenziare, nella sua immensa attività artistica, fu anche incisore. Tra il 1882 e il 1890, affascinato dalla carica espressiva e comunicativa del segno che gli consentiva l'uso di questa tecnica, produsse nove xilografie e una incisione ad acquaforte: dieci capolavori grafici eseguiti da autodidatta, così intrisi di anima e di vita, che alitavano la stessa arte di Van Gogh.
Fu incoraggiato dal dottor Paul Gachet, il suo nuovo medicoquando l'artista si trasferì a Auvers-sur-Oisenel 1890, dopo il suo ricovero, di propria volontà, a causa delle ripetute crisi, nell'ospedale psichiatrico di Saint-Rémy. Auvers era una piccola località in piena campagna nei pressi di Parigi, tanto desiderata da Van Gogh, dove visse gli ultimi tre mesi della sua vita. Qui vi esercitava il dottor Gachet, appassionato di pittura, stampatore, con il quale nacque un'immediata simpatia e soprattutto gli dava l'opportunità di parlare di arte:"una specie di fratello" scriveva a suo fratello Theo, "tanto ci somigliamo fisicamente e mentalmente" che decise di raffigurarlo, pittoricamente ed inciso ad acquaforte. 
...continua a leggere su Atelier delle attività espressive.

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