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sabato 10 maggio 2014

100 selfie dal mondo per la giornata della Terra

In occasione della Giornata della Terra 2014 la NASA aveva lanciato la campagna del #GlobalSelfie per aumentare la consapevolezza ambientale degli umani. Dei più di 50 mila selfie arrivati da circa 100 paesi, che andranno a comporre un gigantesco mosaico, ne hanno raccolti un centinaio che hanno poi trasformato in questo video. L'importanza di questi selfie, come detto, risiede nella possibilità di indurre una maggiore consapevolezza ambientale, anche in considerazione del fatto che per ora la Terra è l'unica casa che abbiamo.


martedì 22 aprile 2014

La Terra vista dai satelliti

I satelliti in orbita intorno alla Terra non servono solo alle comunicazioni o per spiare. Molti hanno il compito di studiare il nostro pianeta (e, in generale, l'Universo) perchè, come dicono alla fine di questo stupendo filmato, la Terra sta cambiando  e, siccome ci stiamo sopra, dobbiamo per forza di cose interessarcene. 
Nel video si può vedere una raccolta di riprese satellitari avvenute nel 2013. Si tratta degli eventi più diversi, da quelli imprevedibili  come la meteora caduta a Chelyabinsk, in Russia, al monitoraggio dei ghiacciai o al movimento delle nuvole intorno al globo. L'elenco dei riferimenti delle immagini  è piuttosto lungo e, per chi volesse approfondire, è disponibile qui, sul canale Youtube di NASA Goddard.


venerdì 28 giugno 2013

Pianeti, Sole e Stelle: dimensioni a confronto. Un'animazione

Vi siete mai chiesti quali sono le dimensioni relative dei pianeti del Sistema Solare? E il Sole, di quanto è più grande dei pianeti? In realtà esistono una serie, direi sterminata, di immagini e ricostruzioni delle dimensioni di stelle e pianeti e questa non è nient'altro che una di quel filone, però molto ben fatta e interessante da vedere. E' stata realizzata dall'artista e animatore freelance Mark A. Garlick, autore non solo di questa animazione ma di altre bellissime illustrazioni e animazioni, molte delle quali di ambito scientifico. Consiglio la visione a schermo intero. 








domenica 23 giugno 2013

Il pianeta verde: variazione della vegetazione sulla Terra

Grazie a un amico su Facebook (Domenico Chirico) vengo a conoscenza di questo fantastico filmato della NOAA, la National Oceanic and Atmospheric Administration americana. E' stato realizzato grazie alla presenza del sensore VIIRS a bordo del satellite NASA/NOAA Suomi NPP, sensore in grado di rilevare la variazione del verde della vegetazione sulla superficie terrestre. Il  periodo va da aprile 2012 ad aprile 2013.
Il sensore VIIRS (Visible and Infrared Imaging and Radiometer Suite) è un rilevatore di luce visibile e nel vicino infrarosso. Le piante assorbono la luce visibile e riflettono quella nel vicino infrarosso: le zone lussureggianti assorbono  molta più radiazione visibile di tutte le altre, facendo aumentare il rapporto tra vicino infrarosso e luce visibile della radiazione riflessa, contrariamente a quanto accade per esempio nei deserti o dove la vegetazione è scarsa, dove il rapporto della  radiazione riflessa è quasi in equilibrio. Sfruttando questa differenza tra luce assorbita e riflessa, al NOAA sono in grado di determinare le variazioni della vegetazione sul nostro pianeta.






venerdì 10 maggio 2013

Come cambia il pianeta: 30 anni di immagini satellitari in una timelapse

Quasi trent'anni di immagini satellitari, la registrazione fotografica dei cambiamenti intervenuti sul nostro pianeta dal 1984 ad oggi, quasi sempre di origine umana, riassunti in questa straordinaria timelapse di Time e Google: come è nata Dubai nel deserto, la deforestazione dell'Amazzonia e della Virginia, e poi ancora Las Vegas, Shanghai, i ghiacciai dell'Alaska, questo racconta il filmato.
Ecco una parte del video disponibile su Youtube, il resto dei filmati potete vederli su Timelapse insieme a immagini della Terra che sembrano vere e proprie opere d'arte. Sotto il filmato, una slideshow della Nasa tratta dalla pagina su Flickr, con immagini satellitari del nostro pianeta, di una struggente bellezza.


martedì 22 gennaio 2013

Mona Lisa on the Moon: come inviare la Gioconda sulla Luna con il laser

La chiamano una prova della comunicazione laser a grandi distanze quella che ha permesso di inviare l'immagine della Gioconda, il celebre dipinto di Leonardo, dal Goddard Space Flight Center della Nasa di Greenbelt nel Maryland, fino alla sonda spaziale orbitante intorno alla Luna. 240 mila miglia, questa la distanza percorsa dal segnale laser prima di essere decodificato dal Lunar Orbiter Laser Altimeter (LOLA), all'interno della navicella spaziale in orbita lunare.






venerdì 19 ottobre 2012

La collisione che ha formato la Luna: un nuovo modello. Un'animazione

L'ipotesi che la Luna fosse scaturita dall'impatto di un pianeta sulla Terra primordiale era quella comunemente accettata dalla comunità scientifica anche se il fatto che il modello utilizzato per spiegare questa ipotesi non concordasse pienamente con i dati spingeva per una sua revisione. Infatti  si osservava una straordinaria somiglianza isotopica dell'ossigeno tra Terra e Luna, non adeguatamente spiegata dalla precedente teoria di una collisione con un pianeta di dimensioni simili a  quelle di Marte.
Ora, due lavori usciti contemporaneamente su Science Express, Canup 2012 e  Ćuk e Stewart 2012, forniscono un nuovo modello che sembra maggiormente conformarsi alle osservazioni.
In sostanza, questo modello prevede la collisione di due pianeti di massa 4 o 5 volte superiore a quella marziana ipotizzata in precedenza, circa la metà della Terra attuale, dal cui impatto e successiva fusione sarebbe scaturita la Terra primordiale circondata da un disco di polvere orbitante che sarebbe successivamente collassato, sotto la spinta gravitazionale, in quella che è l'attuale Luna.
Infatti, dalle simulazioni effettuate dai due gruppi, è soltanto dall'impatto di un pianeta di più grandi dimensioni di quello ipotizzato inizialmente che poteva generarsi una serie di detriti cosmici orbitanti della stessa composizione isotopica di quelli ritrovati su Terra e Luna.




I primi modelli, quelli che prevedevano l'impatto sulla Terra originaria di un pianeta simile a Marte, mostravano che l'anello di detriti orbitanti intorno alle due masse fuse appartenesse in buona parte al pianeta impattante, quello ipotizzato di massa simile a Marte, di probabile composizione isotopica diversa da quella terrestre. In questo modo non si riusciva spiegare la somiglianza chimica Terra-Luna.
La nuova ipotesi, descritta in questa straordinaria animazione, prevede, come detto, due pianeti di massa presso che simile, 4 o 5 volte quella di Marte. In questo modo la composizione chimica dell'anello di detriti rotanti dopo la fusione dei due pianeti è simile al risultato della fusione stessa, cioè la Terra primordiale, con  i detriti che poi si sarebbero condensati sotto forma di Luna.
Anche le simulazioni che prevedono un iniziale maggiore momento angolare del sistema Terra-Luna  di quello attualmente osservato, concorrono a ritenere valida l'ipotesi dell'impatto di un pianeta di massa superiore sulla Terra, con la conseguente eiezione di materiale simile al risultato della fusione. Il fatto che la velocità di rotazione iniziale, compresa tra le 2 e le 2,5 volte  quella attualmente osservata, sia poi diminuita fino a quella attuale dipenderebbe, continuano i ricercatori, dall'interazione di risonanza tra il Sole e la Luna delle origini, la cosiddetta risonanza di evezione, che avrebbe agito immediatamente dopo la formazione del nostro satellite.



Matija Ćuk, Sarah T. Stewart, Making the Moon from a Fast-Spinning Earth: A Giant Impact Followed by Resonant Despinning, Science DOI: 10.1126/science.1225542

Robin M. Canup, Forming a Moon with an Earth-Like Composition via a Giant Impact, Science DOI: 10.1126/science.1226073


videocredit nasa.gov
imagecredit astronomy-education.com

martedì 2 ottobre 2012

Tutte le Mappe della Terra: dalle catastrofi naturali ai pirati

Mappe e grafici, soprattutto se interattivi, sono strumenti molto validi di lettura dei dati. Dopo aver visto la presentazione fatta da Repubblica di queste Mappe del Rischio, riguardanti terremoti, tornado, incendi, pirati e altri eventi naturali e artificiali occorsi in un determinato periodo di tempo sulla Terra, sono andato a cercare la fonte. Sono prodotte da IDV Solutions, un'azienda specializzata nell'organizzare e rendere più leggibili i dati. Di seguito una slideshow tratta dalla pagina Flickr di IDV Solutions e una serie di video dimostrativi presi dal sito della IDV. Una sequenza delle mappe è disponibile anche sul blog dell'azienda, per una visione immediata di tutte le mappe.



venerdì 10 febbraio 2012

Il clima sulla Terra: un'animazione del CNRS

Interessante animazione del CNRS francese sul clima. Sono molte le cose che ci chiediamo quando riflettiamo sullo sviluppo della vita sulla Terra. Una delle più importanti è questa: quali sono le condizioni essenziali per lo sviluppo della vita così come noi la conosciamo?
Il clima ha un'influenza fondamentale sulla nascita della vita. Attraverso quattro capitoli, questa notevole animazione del CNRS ci guida alla comprensione dei fattori che influenzano il clima sulla Terra, che così tanta importanza ha per gli organismi viventi:

  • Sole ed effetto serra
  • Movimenti e inclinazione
  • Atmosfera e oceani
  • Climi e biomi
Cliccare sull'immagine per accedere all'animazione.

imagecredit cnrs.fr

giovedì 22 dicembre 2011

Il futuro del pianeta Terra: Pangea, il ritorno. Una grafica interattiva

Sembra che il prossimo supercontinente si formerà tra 250 milioni di anni circa, più o meno a 500 milioni di anni da quando si è formata Pangea. Siamo nel bel mezzo di questo ciclo, dicono al New Scientist in questa grafica interattiva, e le masse continentali si stanno avvicinando le une alle altre alla velocità di 15 mm l'anno. Però non vi è accordo sulla forma che questo nuovo supercontinente assumerà. In questa grafica vengono proposte tre simulazioni: Novapangaea, Amasia, Pangaea Proxima. Peccato che nessuno di noi sarà qui per verificare.


giovedì 7 luglio 2011

Pianeta Terra: una guida interattiva

Si comincia con la Struttura del nostro pianeta, poi si prosegue con la Tettonica a placche e così via, fino ad passare al setaccio tutta la Terra,  in questa interessante applet interattiva. Da learner.org. Cliccare sull'immagine per iniziare.





domenica 26 giugno 2011

L'asteroide 2011 MD passerà a 12000 km dalla Terra lunedi 27 giugno

La notizia non fa parte del solito catastrofismo becero legato ad antiche predizioni ma molto più semplicemente, e realisticamente, proviene da dati osservativi, anche se inaspettati. La rotta dell'asteroide è stata scoperta dal team Linear (Lincoln Near-Earth Asteroid Research) della Nasa dalla postazione di Socorro, nel New Mexico.
Si tratta di un piccolo asteroide con un diametro che va dai 5 ai 20 metri  e che, pur passando abbastanza vicino alla Terra (12.000 chilometri) non è in rotta di collisione con il nostro pianeta. Anche se dovesse entrare nell'atmosfera terrestre, ci si aspetta che venga interamente bruciato prima di toccare il suolo. Il punto di massima vicinanza è previsto per lunedi 27 giugno alle ore 9,30 EDT [1], ad una latitudine piuttosto meridionale, sopra la zona sud dell'oceano Atlantico. La Nasa ha disegnato due diagrammi della traiettoria dell'asteroide 2011 MD, uno [fig.1] sul piano orbitale della Terra in un arco di 4 giorni e l'altro [fig.2] dalla direzione generale del sole. Secondo i dati non dovrebbe essere visibile dall'Italia.

[fig.1] credit Nasa

[fig.2] credit Nasa

Vi è da notare che, a quanto affermano gli esperti della Nasa, oggetti di così piccole dimensioni ci si aspetta di osservarli ogni 6 anni circa. In questa pagina della Nasa sono riportati tutti i passaggi a distanza ravvicinata di asteroidi: tanto per dire, ce n'è un altro che passerà abbastanza vicino (0,85 distanze lunari, circa 327 mila chilometri, con diametro di 400 metri) l'8 novembre 2011.
Se volete visualizzare a quanto corrisponde una distanza di 12 mila chilometri, vi dirò che è quasi il diametro della Terra (12.745 km diametro medio), che l'atmosfera terrestre si può estendere fino a 1500 chilometri e che i satelliti geostazionari orbitano a circa 30 mila chilometri dalla superficie terrestre.


credit wikipedia




[1] Quanto alla corrispondenza del fuso EDT (Eastern Daylight time -cioè l'ora legale) con il nostro c'è chi, come il Corriere, riporta le 19,00 ora italiana o chi, come 3bmeteo indica le 15,30 o, come Astronomicamentis indica le 13,30 del  fuso UTC. Le ultime due corrispondono mentre ovviamente la prima no. Da una verifica di conversione dei fusi orari fatta su time and date, utilizzando i dati Nasa (9,30 EDT), la conversione dei fusi  fornisce le 15,30 italiane.

martedì 19 aprile 2011

Diario di bordo del pianeta Terra

Il diario della Terra è una rubrica della rivista Internazionale che aggiorna sui fenomeni naturali che avvengono nel nostro pianeta.  E che coinvolgono, quasi sempre, anche le società degli uomini. Gli eventi naturali a volte sono imprevedibili, altre volte sono causati dalle attività umane. Conoscere e rispettare la Terra porta più spesso  benefici a noi che al pianeta.

Alla voce terremoto c'è il Giappone.
  • Terremoto. I morti finora accertati sono 13.127 e i dispersi 14.348. Questa macabra contabilità rende conto dell'effetto del terremoto dell'11 marzo, o meglio, dello tsunami conseguente a quel terremoto. C'è stata un'altra scossa recentemente, magnitudo 7.1, che  ha causato 4 morti. Altre scosse, di lieve entità, si sono registrate in America latina, esattamente in Messico e in Cile, ma anche in Gran Bretagna e nell'Afghanistan.
  • Ratti. Non solo orde di locuste ma anche di ratti. E' quello che è avvenuto in Australia. Una migrazione massiccia di ratti dal pelo lungo (Rattus villosissimus) causata, a quanto riportano etologi ed esperti, dalle abbondanti piogge, che ha condotto questi ratti nelle zone centrali, desertiche.
  • Inquinamento da nitrati. Voglio trovare l'articolo di Nature citato, in cui, secondo Internazionale, si dice che l'eccessivo uso di nitrati costa all'Unione Europea tra i 70 e i 320 miliardi di euro, a causa dei danni che queste sostanze producono all'ambiente. Impressionante.
  • Vulcani. Quando si dice piove sul bagnato. In questo caso piovono lapilli e cenere, vulcanici. E accade sempre in Giappone. Il vulcano si chiama Sakuraji-ma e si trova nel sud del paese. Le autorità, vista l'aria che tira, mettono le mani avanti e affermano che la cosa è potenzialmente molto pericolosa. Intanto il vulcano getta i suoi lapilli a decine di chilometri di distanza.
  • Tempeste di sabbia. Non è certo l'ambiente nel quale aspettarsi una tempesta di sabbia. Eppure è avvenuto in Germania, coinvolgendo un'autostrada, e l'enorme serie di tamponamenti ha causato la morte di 8 persone.
  • Batteri. La vita sembra sorprenderci sempre e non conoscere ostacoli. Però si parla di quella dei batteri, e in questo caso vale il detto vita loro mors nostra. In India, precisamente a New Delhi, si è trovato nei batteri del colera (Vibrio cholerae)  e della dissenteria (genere Shigella, Entamoeba histolytica) il gene NDM1 (New Delhi metallo-beta-lattamasi), che codifica un enzima in grado di rendere resistenti questi microrganismi agli antibiotici beta-lattamici (penicilline, cefalosporine, carbapenemi).
  • Pinguini. Si continua a riversare petrolio in mare. Questa volta tocca alla petroliera Ms Olivia, nel marzo di quest'anno, a mettere a repentaglio la vita di 20 mila pinguini saltarocce del nord (Eudyptes moseleyi). Il luogo è un'isola del Sudafrica. La nave ha perso circa 800 tonnellate di greggio sbattendo contro gli scogli. Purtroppo i pinguini sono rimasti intrappolati da questa marea nera.


Fonte
Internazionale 893 aprile 2011.

giovedì 20 gennaio 2011

giovedì 30 dicembre 2010

Immagini dell'Italia dallo spazio dell'astronauta Paolo Nespoli

Eccezionali immagini dell'Italia di notte inviate dall'astronauta Paolo Nespoli dalla Stazione Spaziale Internazionale.




Ti potrebbero anche interessare queste altre immagini sempre prese da Paolo Nespoli e che riguardano altre regioni della Terra.

sabato 20 novembre 2010

Piccoli rifiuti crescono: anche quelli in orbita intorno alla Terra

Via Science Fair scopro questa allarmante situazione dei detriti spaziali in orbita intorno alla Terra. Impressionante. Non è solo Napoli ad  essere in emergenza rifiuti. "Vi sono attualmente centinaia di tonnellate di oggetti non più grandi di un centimetro in orbita intorno al nostro pianeta, e la collisione di anche solo uno di questi con un  satellite sarebbe catastrofica". Insomma, stiamo sporcando un po' dappertutto, non ci bastano più campagne, mari, montagne, adesso anche lo spazio. 

fonte NASA

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