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lunedì 19 marzo 2012

Redditi dei politici: Berlusconi sempre in testa

Sono usciti i redditi dei parlamentari 2011 riguardanti l'anno 2010. Berlusconi è in testa, come lo era negli anni passati. Per chi fosse curioso preparo una veloce classifica dei redditi imponibili tratta dalle fonti di stampa

  • Berlusconi  48.180.792 euro
  • Monti  1.513.030 euro 
  • Schifani  223.939 Euro
  • Fini  201.115 euro
  • Alfano  169.317 euro
  • Bersani  136.885
  • Casini  116.986
  • Bossi  124.871 euro
  • Di Pietro  182.207
  • Lusi (quello del caso)  304.926 euro
  • Ciampi  691.832 euro
  • Andreotti  478.458 euro
  • Bruno (deputato e avvocato)  1.751.830
  • Bongiorno (deputato e avvocato)  1.720.936 euro
  • Ghedini (deputato e avvocato)  993.901 euro
Nonostante la buona volontà di volerli trovare online non ci sono riuscito: il Senato comunica che i redditi dei senatori sono disponibili solo per una consultazione di persona presso il Palazzo della Sapienza, mentre la Camera non dà nessuna comunicazione [ore 15:00 del 19 marzo].

lunedì 1 agosto 2011

I parlamentari italiani: i più pagati d'Europa. Un grafico

Interessante grafico pubblicato dalla voce.info sugli stipendi dei parlamentari a livello europeo. C'è una evidente correlazione tra Pil pro capite e stipendio dei parlamentari, a testimoniare un rapporto tra benessere dei cittadini e stipendi dei politici, ma solo se si guarda l'Europa. L'Italia, infatti, da questo punto di vista è una mosca bianca: presenta gli stipendi più alti per gli onorevoli, con un Pil che si colloca a metà strada tra i massimi e i minimi. Se l'Italia fosse come tutti gli altri paesi europei, lo stipendio dei parlamentari, rispetto al Pil pro capite, dovrebbe essere di circa 50 mila euro, invece tocca i 150 mila.

credit lavoce.info

martedì 26 luglio 2011

I privilegi della casta svelati da un deputato

Non si tratta del precario arrabbiato Spider Truman  ma di un protagonista della casta, un parlamentare. Si chiama Carlo Monai, è deputato dell'Idv, ed è l'unico che ha deciso 
di raccontare a "l'Espresso" com'è cambiata la sua vita da quando è entrato nella casta. 
Sulla scorta di quello che sta succedendo nel nostro paese, esasperato dai sacrifici continui cui lo sottopone il governo, per rientrare dal mastodontico debito pubblico accumulato, monta la cosiddetta antipolitica, che se uno legge bene significa: contro questa politica.
E contro questa politica, adesso si scaglia anche uno dei suoi protagonisti. Non solo giornalisti, commentatori, analisti, opinione pubblica, bloggers ed ex dipendenti dunque, ma anche gli stessi politici.
Siamo arrivati a un punto che, ormai, l'enumerazione di tutti i privilegi della casta dei parlamentari mi dà  l'idea di qualcosa di morboso, come se non fosse più la sorpresa della scoperta originaria di un peccato inconfessabile ma il godimento malato di chi sprofonda ancora di più in una pratica masochistica.
Eppure ne parlo di nuovo anch'io e ne ho sempre parlato. Faccio un paragone con  quello che succede in quasi tutte le famiglie, quando c'è un periodo di carestia le rinunce più gravose spettano ai genitori, non ai figli. Esattamente il  contrario di quello che succedeva  e succede nel rapporto politici-cittadini: con i politici che non rinunciano a niente e i cittadini che devono rinunciare a tutto.
Ha ancora senso la lunga sequenza di privilegi, dispiegata quasi oscenamente ai nostri sensi increduli ma desiderosi di vedere e ascoltare, quasi che la conoscenza di tanta nuova ingiustizia fornisse nuova giustificazione al nostro disprezzo? 
Non è così che ho mai immaginato, o forse è meglio dire desiderato, la classe politica. Con certezza matematica, la vicinanza dei mondi economico e politico genera mostri, con corruzione e concussione a far da capofila.
photo aphaza
Una conseguenza di questo stato di cose è la formazione di una zona franca nella quale convivono inefficienza e spreco. Ancora maggiori dei privilegi della casta, i costi esuberanti e i ritardi nella consegna delle opere pubbliche, che hanno come conseguenza la caduta di fiducia nelle istituzioni, sono i veri e reali cancri della nostra vita politica e sociale. La corruzione che alligna in ogni settore pubblico, la distrazione di fondi, ben oltre il livello fisiologico, generano un sentimento di cinismo e disgusto del cittadino nei confronti di tutto ciò che è pubblico, finendo per autorizzare ogni deviazione nell'illegalità con inclusa autoassoluzione  dovuta alla constatazione che in alto non sono migliori di noi.
E dunque sia così, eccovi ancora un bagno nei privilegi (altrui), accompagnati da un testimone d'eccezione.
«Noi siamo a Roma da martedì al giovedì sera»
inizia Monai, chiarendo in questo modo la durata della settimana lavorativa del parlamentare. 

«Ma in questa legislatura pare che stiamo facendo peggio che mai: spesso lavoriamo due giorni a settimana, e il mercoledì già torniamo a casa. Nel 2010 e nel 2011 l'aula non è mai stata convocata di venerdì. Le sembra possibile?»

Cominciamo subito dalla busta paga, che è identica
a quella dei suoi colleghi: l'indennità netta è di 5.486,58 euro, a cui bisogna aggiungere una diaria di 3.503,11 euro. Per ogni giorno di assenza la voce viene decurtata di 206 euro, ma solo per le sedute in cui si svolgono le votazioni. E se quel giorno hai proprio altro da fare, poco male: basta essere presenti anche a una votazione su tre, e il gettone di presenza è assicurato ugualmente. Lo stipendio è arricchito con il rimborso spese forfettario per garantire il rapporto tra l'eletto e il suo collegio (3.690 euro al mese), e gli emolumenti che coprono le uscite per trasporti, spese di viaggio e telefoni (altri 1.500 all'incirca). In tutto, oltre 14 mila euro al mese netti. Ai quali molti suoi colleghi con galloni possono aggiungere altre indennità di carica. 
A cui si devono aggiungere
altri 3.690 euro destinati ai portaborse [...] altri 3.098 euro l'anno per pagare le telefonate [...] Per i computer? Abbiamo un plafond di altri 1.500 euro [...] rimborso mensile per taxi da 1.007 a 1.331 euro al mese. 
E per quanto riguarda gli sconti dalla case automobilistiche
 «Il precario che su Internet ha svelato gli sconti che ci fa la Peugeot s'è dimenticato che anche altre case offrono benefit simili: ho ricevuto offerte dalla Fiat, dalla Mercedes, dalla Renault. Dal 10 al 25 per cento in meno. Credo che lo facciano per una questione di marketing»
Idem per i viaggi
Ogni parlamentare ha una tessera che gli consente di non pagare l'autostrada, i treni e gli aerei (sempre prima classe) e le navi, in modo da potersi spostare liberamente sul territorio nazionale. «Tutto gratis, anche se devo andare al compleanno della nonna», chiosa l'onorevole. «Dovrebbero essere pagati solo i viaggi legati al nostro incarico pubblico».

Mi sa che questo Monai aveva voglia di rovinare il precario arrabbiato, che ora avrebbe tutto il diritto di essere doppiamente arrabbiato, vista la rottura di uova nel paniere da parte del nuovo rivelatore. Ma non è solo questione di scoprire altri privilegi, nuovi benefits, il problema è: a quando qualcuno che spazzerà via tutto questo per ricominciare dall'inizio? 
  

martedì 29 marzo 2011

I redditi dei parlamentari e dei politici italiani

Aggiornamento 21 febbraio: qui i redditi e la situazione patrimoniale dei ministri e sottosegretari dell'operazione trasparenza voluta da Monti.


photo sapaf
Ho provato a cercare in rete qualche risultato alla query dichiarazione redditi parlamentari e, come mi aspettavo, c'è una serie di indirizzi che riportano nomi e cifre ma, come al solito, nessuna fonte. Tutti sanno quanto guadagna Berlusconi o Veronesi, quello che dichiara Schifani o Casini, chi è il più ricco e chi è il più povero ma nessuno che segnali la fonte dalla quale ha tratto quelle notizie. Se lo fa, di solito è un'altra pagina su internet che riporta i dati di qualcun altro. L'unico che ho trovato (non so se il solo) che invece fornisce un collegamento a una fonte ufficiale dal quale trarre i dati è il sito della rosa rossa, il quotidiano della sinistra riformista, che pur non inserendo  link segnala dove sia possibile trarre dati ufficiali: il sito della Camera dei Deputati.
Nel sito, nella pagina Deputati e Organi Parlamentari, c'è un menù dal quale si può scegliere il nome del deputato e, se ha accettato di pubblicare online la sua dichiarazione dei redditi, verificare la sua situazione.


Dovrebbe apparire una scheda del genere, nella quale cliccare sulla voce Documentazione patrimoniale.


Ho scritto sopra se ha accettato di pubblicare, perchè non tutti i deputati hanno accettato di pubblicare online la loro dichiarazione dei redditi. Secondo quanto riporta la rosa rossa infatti
"Solo 80 deputati hanno deciso quest'anno di mettere anche on line la propria dichiarazione dei redditi, aderendo alla delibera dell'Ufficio di presidenza di Montecitorio di accogliere una richiesta della radicale Rita Bernardini per assicurare la trasparenza di un documento altrimenti consultabile un solo giorno all'anno."
Quindi non tutti i deputati hanno acconsentito a pubblicare la propria documentazione patrimoniale online. La documentazione è sempre comunque consultabile, facendone richiesta alla Camera dei Deputati, ma appunto bisogna richiederla. Ecco che allora, invece delle liste che hanno pubblicato tutti e che, se volete, potete consultare sul sito della rosa rossa (dal quale ho tratto la lista che segue) io vi fornisco la lista di 75 degli 80  deputati che hanno pubblicato online le loro dichiarazioni e dei 2 ministri della Repubblica:
(36 Pd) Bachelet, Baretta, Beltrandi, Bernardini, Boccia, Brandolini, Carella, Causi, Cuomo, De Biasi, De Pasquale, De Torre, Fadda, Farina Coscioni, Ghizzoni, Giachetti, Giovanelli, Grassi, Graziano, Lulli, Luongo, Marrocu, Mecacci, Motta, Murer, Naccarato, Nicolais, Realacci, Rubinato, Samperi, Sereni, Turco, Zaccaria, Zampa, Zamparutti, Zucchi.
(22 PdL) Aprea, Bergamini, Bernardo, Berruti, Brunetta, Castiello, Catanoso, Ciccioli, Cirielli, De Girolamo, Di Caterina, Frattini, Mancuso, Mannucci, Marsilio, Minasso, Nizzi, Scandroglio, Stanca, Terranova, Tortoli, Zacchera.
(5 UdC)  Carra, Ciccanti, Ria, Pezzotta, Occhiuto.
(4 FLI) Della Vedova, Granata, Angela Napoli, Raisi.
(3 Lega) Alessandri, Consiglio, Gidoni. 
(3 IdV) Di Pietro, Mura e Zazzera
(2 Responsabili) Pepe, Soglia.
I due ministri sono Brunetta e Frattini.
In realtà dunque la fonte è la consultazione diretta presso Camera e Senato perchè, in assenza della pubblicazione online, bisogna armarsi di pazienza e...partire. Sta di fatto che solo in pochi danno la notizia e le cifre si passano di sito in sito come un mantra. Quanto sarebbe meglio la trasparenza quale obbligo per un'amministrazione più vicina al cittadino? E anche, quanto sarebbe meglio dichiarare le fonti dalle quali si traggono notizie  e dati? E infine, siamo proprio sicuri che per esercitare appieno il nostro diritto democratico ci serve conoscere lo stato patrimoniale dei politici o  il farlo,  accontenta solo la nostra curiosità riguardo i potenti? 
Non so se pubblicare online la propria dichiarazione dei redditi sia indice di buona politica effettiva o un modo per sembrare buoni politici. Forse se la trasparenza fosse un obbligo potremmo viverlo come un risultato dei regimi democratici. Ma poi ritornerebbe la domanda di sopra: quanto ci serve conoscere lo stato patrimoniale dei politici? Forse sarebbe sufficiente avere conoscenza degli stipendi di tutti gli uomini politici e amministratori pubblici, per evitare che gli unici dipendenti che possono stabilire il loro stipendio se ne approfittino.

Fonti:

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